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Full text of "Legnano : il suo sviluppo, i suoi monumenti, le sue industrie"

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1913 




G. Battista Raimondi 




FONANO 



• IL SVO SVILVPPO • 



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LE SVE INDVSTRIE 



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HAROLD B. LEE LIBRAR 
BRIGHAM YOUNG UNIVERS 
PROVO, UTAH 



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Digitized by the Internet Archive 
in 2011 with funding from 
Brigham Young University 



http://www.archive.org/details/legnanoilsuosvilOOraim 









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G. BATTISTA RAIMONDI 



LEGNAN© 



IL SUO SVILUPPO 



I SUOI MONUMENTI 



LE SUE INDUSTRIE 




Seconda edizione riveduta e corretta 



Busto Arsizio 

Tip. A. Volontario succ. PIANEZZA & FERRARI 

1913 



HAROLD B. LEE LIBRARY 

BRIGHAM YOUNG UNIVR^ty 

PROVO, UTAH 



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Tutti i diritti sono riservati a norma di leoqe 



"S-X-ch K>X§o 



E te, Legnano, 

cui mi avvincono 

legami f nbiesolubf li 

bi lacrime amatissime 

e &i ancor più vive sobòisfa3ioni, 

mia seconda patria 

carissima 



/Ve/ licenziare alle stampe questa seconda edizione del nostro 
modesto lavoro, ci facciamo un dovere di ringraziare tutti coloro che 
si compiacquero di rivolgerci cortesi e lusinghiere parole quando venne 
pubblicata la prima. 

Ringraziamo ancora di più le persone che vollero anche additarci 
alcuni errori nei quali eravamo prima incorsi. 

I suggerimenti datici ci sono stati preziosi e di essi abbiamo 
tenuto il debito conto nella presente ristampa. 



Legnano, Settembre 1913. 



L' Autore. 



LEGNANO 



Il suo sviluppo - I suoi monumenti - Le sue industrie 



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O Legnano, guerriera Bet le tieni italica ! 

(G. Pascoli) 



Il Comune e i servizi municipali 



Cenni storici e cronologici. 

Sulle origini di Legnano non si hanno 
notizie di qualche valore positivo. I po- 
chi che ne hanno fatto ricerca han dovuto 
limitarsi a formulare delle ipotesi, fondate 



contro la tirannide dell' impero, gettava 
le fondamenta dell'idea nazionale, germe 
fecondo che, dopo molti anni, doveva 
ricondurre l'Italia alla sua unità politica 
ed alla sua indipendenza. 

La stessa origine del nome di Legnano 







La piazza Umberto I. fino al 190 7, 



unicamente su qualche tradizione popo- 
lare. 

Così pure le vicende di questo paese 
attraverso i secoli furono poco rilevanti 
quando se ne tolga, naturalmente, la 
grande battaglia del 29 Maggio 1176 che, 
colla rivendicazione delle libertà comunali 



ci è nascosta dalle tenebre del passato ; 
solo di Legnanello [Leunianellum) si han- 
no notizie precise nel 782 a proposito 
di una cessione di beni. 

Così nell'800 l'Imperatore Carlo Magno 
si occupa di Legnanello per donarne i 
fondi all'Abbazia di S. Ambrogio. Pare 



che sia pure di quest'epoca la istituzione 
della antichissima Fiera dei Morti, con- 
cessa a Legnano, come grande privilegio, 
dallo stesso Imperatore, Fiera che allora 
e per parecchi secoli ebbe la durata di 
otto giorni ed era centro di grande com- 
mercio per tutta l'Alta Italia e per la 
Svizzera. 

L'istituzione della Fiera di Legnano è 
contemporanea a quella di Senigallia, e 
sono queste le più antiche fiere di cui 
si abbia notizia nella storia d' Italia. 

Dall' 800 fino al Secolo XIII, Legnano 
fu dominio degli Arcivescovi di Milano, 
i quali tenevano qui un loro rappresen- 
tante che regolava in loro nome gli affari 
locali ed amministrava la giustizia. 

Accenneremo qui soltanto alcune date 
fra quelle che ci son pervenute, interes- 
santi in qualche modo gli amatori della 
storia locale, prendendo le mosse dalla 
gran data della Battaglia contro il Bar- 
barossa: il giorno di Sabato 29 Maggio 
1176. 

La battaglia ebbe principio fra Olgiate 
Olona e Busto Arsizio, mentre il Barba- 
rossa se ne stava accampato presso Cai- 
rate. 

È noto che le sorti del combattimento 
si erano fin da principio mostrate avverse 
all' esercito della Lega, il quale, pur bat- 
tendosi eroicamente, era andato conti- 
nuamente perdendo terreno fin quando, 
verso il vespro, essendosi ridotto nelle 
campagne di Legnano - il luogo non è 
bene accertato, ma la versione più ac- 
creditata lo vuole nelle vicinanze della 
Cascina Mazzafame - ingagliardito dal 
contegno della retroguardia e sopratutto 
dal fiero impeto della Compagnia della 
Morte, guidata da Alberto da Giussano, 
ripresa novella lena e fatto disperato 
dalla minacciante rovina, riuscì a trasfor- 
mare 1' ormai quasi certa sconfitta nella 
grande Vittoria che fiaccò il collo alla 
rapace aquila imperiale, e rimase nella 



storia d'Italia esempio luminoso dell'e- 
roismo dei nostri padri. 

Dopo la Battaglia, Legnano fu eretto 
in Comune collo stemma attuale e collo 
Statuto del Comune di Milano. 

Nel 1259 l'Arcivescovo Leone da Pe- 
rego, viene a stabilirsi a Legnano e vi 
rimane fino alla sua morte che avvenne 
il 14 Ottobre 1263. 

Nel 1305 il bandito Crescone Crivelli 
minaccia di impadronirsi di Legnano, 
ma vien posto in fuga dall' avvicinarsi 
delle truppe milanesi. 

Il 20 Febbraio 1339 si raduna in Le- 
gnano l' esercito di Lodovisio Visconti 
composto di Svizzeri, Tedeschi, ecc. il 
quale poi venne sconfitto il giorno dopo a 
Parabiago dall'esercito di Lucchino Viscon- 
ti, condotto dal Generale Roberto Villani. 

Nel 1468 a spese del patrizio legna- 
nese Rodolfo Vismara viene costruito il 
convento dei Minori Osservanti detto di 
S. Maria degli Angeli, trasformato suc- 
cessivamente, assai tempo dopo, in Col- 
legio maschile, e da ultimo in Scuole 
elemenlari comunali (scuole di S. Angelo, 
in Via Mazzini). 

Qualche anno più tardi Io stesso Vis- 
mara fondava il monastero di S. Chiara, 
che sorse sull' area ora compresa fra le 
Vie Lega, Alberto da Giussano, Vittorio 
Emanuele 11°. Verso la fine del secolo 
XVIII, questo Convento fu trasformato in 
Pellagrosario per ordine di Giuseppe II.° 
Ora è completamente scomparso. 

Il 10 Dicembre 1511, Legnano viene 
parzialmente incendiato e saccheggiato 
per opera delle soldatesche svizzere qui 
scese da Sion nel Vallese col Cardinale 
Matteo Scheiner per cacciare Lodovico 
di Valois dal Ducato di Milano. 

Nel Luglio e nel Dicembre 1629 Le- 
gnano ebbe a soffrire gravi danni pel 
passaggio delle soldatesche alemanne e 
polacche ammutinatesi contro il loro ca 
pitano Conte Serbelloni che non le aveva 



pagate. Per tenerle fuori dell' abitato la 
popolazione dovette sborsare 200 scudi. 

Nel 1630 la peste che infieriva in più 
parti d'Italia e specialmente nel milanese, 
inflisse a Legnano gravissime perdite. 

11 28 Febbraio 1634 registra un grave 
fatto di sangue, nel quale, davanti alla 
Chiesa di S. Magno, per una delle solite 
beghe faziose di quei tempi, rimasero 
morti quattro uomini e moltissimi furono 
feriti. 

Oli autori rimasero impuniti, perchè il 
giudice qui mandato da Milano ad istrui- 



ogni sorta di angherie e di prepotenze. 

Al giudizio severo del Pirovano fa ri- 
scontro quello del Prevosto Pozzi che fu 
contemporaneo del Lampugnani e che di 
lui dice ogni bene ricordandolo come me- 
cenate, benefattore e salvatore di Legnano. 

Venne ucciso, pare per errore, da un 
suo bravo e fu sepolto nella Chiesa 
della Madonnina da lui stesso fatta co- 
struire pochi anni prima. 

Ne! 1704 vennero costruiti i due ponti 
sull'Olona e sull'Olonella per congiungere 
la Piazza Grande (ora Umberto 1°) con 




11 Piume Olona e Via Guerciotti (Fotogr. Q. Ferrari) 



re la causa, si limitò ad ammirare la Pala 
del Luini esistente in S. Magno. 

Nel Febbraio del 1647 il Re Filippo IV 
emette una grida contro il Cavaliere 
di Malta Giuseppe Lampugnani e lo ban- 
disce dai territori dei Regno; - ma il 
Lampugnani se ne infischiò altamente 
continuando a risiedere a Legnano cir- 
condato da uno stormo di bravi e com- 
mettendo, se si vuol credere al Pirovano, 



Legnanello. Il ponte sull'Olonella venne 
poi ricostruito in cotto nel 1709, nel quale 
anno si aperse pure la strada alla Chiesa 
delle Grazie. 

Nel 1784 P Imperatore Giuseppe IL 
visita il Pellagrosario qui istituito per sua 
volontà nel soppresso Monastero di S. 
Chiara. Lo accompagnarono nella visita 
il Direttore Prof. Gaetano Strambio e il 
Prevosto Lavazza. 



- C) — 



In seguito a questa visita l'Imperatore, 
con editto del 18 Marzo 1785, ordina il 
trasporto da Olgiate Olona a Legnano della 
Cancelleria (Pretura) del distretto XVIII. 

Il 21 Dicembre 1794 i Francesi spo- 
gliano S. Magno, la Chiesa di S. Maria 
delle Grazie e quella della Madonnina 
di tutta T argenteria. 

Nel 1799 vien levata da Legnano la 
sede del distretto e non si hanno traccie 



Comunale Maschile e nel 1822 la prima 
Scuola Comunale Femminile. 

Nel 1825 viene aperto l'Ufficio Po- 
stale. 

Il 28 Luglio 1836 si ha il primo caso 
di colera, il quale fece qui in poco tem- 
po circa 150 vittime. 

Nel 1848 molti legnanesi prendono 
parte ai moti insurrezionali milanesi, fan- 
no la leva in massa, vengono incorpo- 




Pianta topografica dell'abitato (1856) Scala 1: 160 00 



di opposizione da parte del Municipio 
legnanese. 

Legnano rimase il capoluogo del Can- 
tone quarto del distretto di Gallarate 
dipartimento d'Olona, retto da uua can- 
celleria cantonale con sede quasi sempre 
a Legnanello. 

Nel 1806 vien condotto a termine il 
Cavo Diotti che costò circa due milioni 
di lire e che impoverì il Diotti, arric- 
chendo altri. 

Nel 1808 vien costruito il primo Ci- 
mitero, oggi sostituito da altro. 

Nel 1820 viene aperto la prima Scuola 



rati nella Guardia Nazionale di Milano 
e cooperano alla difesa della Città. 

Tornati gli Austriaci, Legnano il 30 
Settembre del detto anno vien dichiarato 
in istato d'assedio: seguono generali 
perquisizioni e sequestri di armi. 

Viene arrestato il Medico Condotto Dr. 
Saule Banfi sotto la grave accusa di es- 
sere stato il promotore ed il capo del 
movimento liberale. 

Nel 1849 si ha una lieve epidemia di 
colera con 25 morti, epidemia che in 
forma assai più grave si riproduce nel 
1854 con oltre 200 morti. 



io — 



Il 4 Giugno 185Q il Generale Urban, 
di triste memoria, si accampa a Legnano 
e ne riparte il giorno dopo traendo seco 
fino al confine il Prevosto Ponzoni, quale 



Il 16 Giugno 1862, Legnano ospita 
Giuseppe Garibaldi con Menotti, Missori, 
Benedetto ed Enrico Cairoli. 

Nel Giugno 1878 si inizia la demoli- 




Pianta topografica dell'abitato (1913) Scala 1: 16000 



ostaggio contro eventuali violenze da 
parte della popolazione. 

Nel 1860 viene attivata la ferrovia Mi- 
lano-Gallarate con stazione a Legnano. 



zione dei vecchi edifici che già erano 
di proprietà dell'ex Monastero di S. Chia- 
ra passati poi in proprietà dell'Ospedale 
Maggiore di Milano. Viene in tal modo 



il 



iniziata la costruzione del Corso Vittorio 
Emanuele 11°. 

È pure di quest'epoca l'inizio di quello 
sviluppo edilizio che, seguendo di pari 
passo lo sviluppo delle industrie e l'au- 
mento della popolazione, trasformò quasi 
completamente il centro abitato e dotò 
Legnano di una grande quantità di nuovi 
edifici e di belle abitazioni private co- 
struite in gran parte sul tipo moderno 
e tanto razionale del villino isolato. 

Il 15 Settembre 1880 si inaugura il 
servizio regolare del Tramvay Milano- 





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Villa dell' On. Carlo Dell'Acqua 

Legnano, quale primo tronco della linea 
Milano -Gallarate la quale venne poi 
completata ed inaugurata il 23 Marzo 
dell' anno successivo. 

Il 1° Marzo 188!) viene istituita la 
Fiera Primaverile. 

Nel 1887 si hanno le epidemie di 
vaiolo e di colera durante le quali si di- 
stinse per zelo e per coraggio il ff. di 
Sindaco Cav. Pietro Salmoiraghi, il quale 
appartenne poi sempre all'Amministra- 
zione comunale e fu per moltissimi anni 
Giudice Conciliatore. 

L'epidemia vaiolosa diede 186 casi con 



22 morti e costò al Comune la spesa dì 
L. 30.000 circa. 

Di colera invece si ebbero pochissimi 
casi e scomparve ben presto senza con- 
seguenze troppo gravi. 

La sera del 23 Luglio 1910 un tre- 
mendo ciclone si abbatteva sopra una 
grande estensione dell'alto milanese non 
risparmiando Legnano che ebbe quattro 
morti e parecchi feriti gravi, oltre a gra- 
vissimi danni a parecchie case private e 
ad alcuni edifici pubblici fra cui l'Ospe- 
dale Civile che ebbe una parte del tetto 

letteralmente 
asportata. Per da- 
re un'idea della 
violenza del ci- 
clone ricordere- 
mo che furono 
demoliti molti fu- 
maioli degli sta- 
bilimenti e che 
furono strappate, 
contorte e gettate 
al suolo una doz- 
zina circadienor- 
mi piante di pla- 
tano di proprietà 
F.lli Dell'Acqua 
lungo la Roggia 
S. Caterina nella 
Via omonima. 
Alle date forse poco interessanti del- 
l' ultimo cinqnantennio, avremmo dovuto 
aggiungere quelle di ben maggior im- 
portanza che ricordano la nascita e lo 
sviluppo delle grandi industrie locali. Ma 
poiché di esse intendiamo parlare più a 
lungo in apposito Capitolo, chiuderemo 
questa brevissima cronologia con una 
data di gloria e di gioia, sia pur sot- 
traendola al regolare ordine cronolo- 
gico. 

Il 29 Maggio 1900 veniva qui inau- 
gurato lo splendido monumento col quale 
il genio di Enrico Butti e il concorso 



— 12 — 



unanime di tutta Italia hanno immorta- 
lato 1' epopea più grande del medio evo 
italico, P eroico sforzo dei Comuni lom- 
bardi che, debellando l' imperiale traco- 
tanza tedesca, indicarono ai posteri, in- 
dicarono agl'italiani de) 1848, del 1859 e 
del 1866 con quali armi e con quali virtù 
possa un popolo sottrarsi all' aborrito 
giogo straniero. 

Dati statistici 
relativi al territorio comunale. 

Il territorio comprendeva anticamente 
anche i limitrofi Comuni di Rescaldina, 




Villa del Cav. De Martini 

S. Vittore Olona, S. Giorgio su Legnano, 
Canegrate e Castellanza con Castegnate. 
Attualmente esso ha una superficie di 
Ettari 1814 pari a pertiche milanesi 27.000 
circa, in poca parte irrigata dalle deri- 
vazioni dell'Olona. È interamente colti- 
vato a prati, boschi e cereali. 

Il punto più alto dell'abitato (Via Bez- 
zecca) è a metri 213.19 sul livello del 
mare, e il punto più basso (Via Castello) 
è a metri 194.46 sullo stesso livello. 

La periferia del territorio è di Km. 26. 

Il centro abitato dista da Milano circa 



Km. 26, da Oallarate Km. 12.600, da 
Busto Arsizio Km. 6, da Canegrate Km. 3, 
da Busto Oarolio Km. 7.300, da Cerro 
Maggiore Km. 3.500, da Rescaldina 
Km. 3.600, da S. Vittore Olona Km. 2.700, 
da S. Giorgio su Legnano Km. 2.700, 
da Castellanza Km. 2.500. 

In pratica però la distanza da que- 
st'ultimo Comune si riduce a nulla per- 
chè 1' ultima casa di Legnano (via Enrico 
Dandolo) dista qualche diecina di metri 
dalle prime case di Castellanza. 

Le strade carreggiabili fuori dell' abi- 
tato hanno uno sviluppo complessivo di 
circa Km. 15. 

Il fiume Olona 
— anticamente chia- 
mato Vepro — attra- 
versa e divide in 
due parti non ugua- 
li il territorio comu- 
nale e lo stesso cen- 
tro abitato il quale, 
sulla sponda sini- 
stra del fiume, pren- 
de il nome di Le- 
gnanello. 

L' Olona ha una 
portata media di litri 
2500, ma la sua por- 
tata reale è variabi- 
lissima in dipenden- 
za di cause naturali 
e di circostanze create dalle condizioni 
locali per gli invasi e gli svasi effettuati, 
specialmente in tempi di magra, dai molti 
stabilimenti che sorgono lungo la sponda 
del fiume e pei bisogni dell' irrigazione. 
La larghezza media dell' Olona è di 
circa MI. 10 ed il suo percorso nel ter- 
ritorio comunale è di MI. 2250. 

Durante tale percorso si staccano dal- 
l'Olona, l'Olonella larga in media M. 5 e 
lunga M. 640, il Cavo Diotti largo M. 2 e 
lungo M. 1450 e la Roggia Riale dei Frati 
di S. Angelo larga M. 1 e lunga M. 1250. 



13 — 



Il corso totale dell' Olona dalle origini 
fino a Milano è di circa Km. 75. A Mi- 
lano si divide in due rami dei quali l'uno 
va a finire nel Naviglio e 1' altro sbocca 
nel Lambro. 

I diritti demaniali sul!' Olona furono 
ceduti per 8000 scudi nel 1618, dal Go- 
verno del tempo, ad un Consorzio 
che tuttora lo amministra e ne trae 
notevoli vantaggi. 

Le vie interne dell' abitato sono 
attualmente 133, le piazze 11, le fra- 
zioni pure 11 e cioè la Canazza, 
l'Olmina, la Mazzafame, la Cascina 
S. Bernardino, la Ponzella, la Mes- 
sicana, l'Americana, l'Isola del Sole, 
la Gabinella, il Castello ed i Molini. 

Vi sono in' oltre circa 20 case 
sparse. 

Le Chiese sono 14 e cioè: la 
Prepositurale di S. Magno, le Par- 
rocchiali del Redentore (Legnanello), 
S. Domenico, Tre Santi Martiri (oltre 
Stazione), le sussidiarie di S. Am- 
brogio, S. Maria delle Grazie, S. 
Erasmo, Madonnina, S. Martino, 
Purificazione di M. V. (antica t par- 
rocchiale di Legnanello ora pro- 
prietà privata della Nobil donna Ma- 
ria Giulia Amigazzi) e quelle L delle 
Frazioni di San Bernardino, Pon- 
zella, Mazzafame ed Olmina. 

Esistono poi parecchi Oratori privati 
al servizio di Stabilimenti e di altre Co- 
munità. 

In occasione dell' ultimo Censimento 
Generale della popolazione che ebbe 
luogo FU giugno 1911 venne fatto pure 
il censimento delle abitazioni e si ebbero 
i seguenti risultati: 

solo vano N. 766 

vani » 2510 

» » 928 

» 631 

» » 232 

» 269 



Locali adibiti ad uso di ufficio o di 
magazzino n. 257. 

Locali vuoti n. 684. 

I locali abitabili risultarono quindi in 
numero di circa 15.000. 

Dobbiamo però avvertire che a questa 
cifra devesi dare soltanto un valore di 




^bitazior 


li da 1 s 


» 


» 


2 


» 


» 


3 


» 


» 


4 


» 


» 


5 


» 


» 


più di 



Villino Dr, Rosa 

approssimazione, sebbene molto attendi- 
bile, e ciò perchè una indagine sulla 
qnantità dei locali esistenti in ogni fab- 
bricato ed occupati da ciascuna famiglia 
doveva trovare naturalmente qualche dif- 
ficoltà non lieve presso gli stessi citta- 
dini, restii sempre a far conoscere alle 
Autorità elementi suscettibili di tassazione. 
Va notato infine che nel commuto dei 
locali predetti non sono compresi quelli, 
grandi e piccoli, che sono adibiti agli usi in- 
dustriali (opifici, sale per macchine, dormi- 
tori, ecc.), dei quali daremo un breve cenno 
quando parleremo delle industrie locali. 



14 



Nel 1912 l'estimo totale dei terreni era 
di L. 125. 362. 96. II reddito complessivo 
dei fabbricati per l'applicazione della re- 
lativa imposta era di L. 577.230,34. Il 
reddito complessivo per la Tassa sulla 
Ricchezza Mobile era di L. 1.883.938,24 
e ciò senza tener conto delle molte in- 
dustrie che sono qui esercitate, che qui 
hanno i loro opifici e che sono invece 
tassate a Milano od altrove dove hanno 
la loro sede ufficiale. 



Popolazione e rappresentanza comunale. 

Fino a circa cinquantanni or sono la 
popolazione di Legnano è sempre stata 
numericamente assai scarsa. 



Il Bettinelli assicura che nel 1783 Le- 
gnano aveva 2774 abitanti, cifra del resto 
che alcuni documenti ufficiali consentono 
di ritenere attendibile. Certo è che da 
un atto ufficiale del governo napoleonico 
del Giugno 1805 risulta che la popola- 
zione di Legnano ammontava in quel- 
l'anno a N. 2784 abitanti. 

Nel 1840 gli abitanti erano 4535 e nel 
1861 erano già saliti al numero di 6349. 

Il censimento del 1881 dà una popo- 
lazione di 8039 abitanti. 

Da quest'anno la linea ascensionale 
dell'aumento della popolazione si fa sem- 
pre più marcata, in conseguenza del ra- 
pido e continuo incremento delle industrie, 
ed il censimento del Febbraio 1901 segna 




Villa Fratelli Dell'Acqua (Fotografia Ferrari) 



Secondo i calcoli di Giuseppe Piro- 
vano nel 1586 gli abitanti erano circa 
3000, numero che dovette essere assai 
diminuito in seguito all' epidemia della 
peste del 1630 anche se si vuol fare la 
debita tara alla tradizione la quale vor- 
rebbe che dopo la detta peste tutta la 
popolazione legnanese potesse contenersi 
nella Cappella di S. Carlo. 



una popolazion e di 18285 abitanti. 
E la linea ascensionale continua: 
Al 31 Die. 1902 gli ab. sono N. 19.110 

» » » 20.348 

» » » 21.413 

» » » 22.494 

» » » 23.508 

» 24.594 
» » » 25.575 



» 


» 


1903 


» 


» 


1904 


» 


» 


1905 


» 


» 


1906 


» 


» 


1907 


» 


» 


1908 



15 



Al 31 Die. 1909 gli abit. sono N. 26.501 
» » » 1910 » » 26.716 

11 censimento generale della popola- 
zione eseguito r 11 Giugno 1911 segna 
una notevole diminuzione dovuta in parte 
ad un più esatto computo degli abitanti 
ed in parte al perdurare della crisi indu- 




Villa Proverbio 

striale che aveva spinto molte famiglie 
ad emigrare in cerca di quel lavoro del 
quale qui si cominciava ad aver penuria. 

A quella data la popolazione legale ri- 
sultò in numero di 24978 abitanti. 

Al 31 Dicembre 1912 la popolazione 
segnava ancora un notevole aumento 
avendo raggiunto la cifra esatta di 26004 
esclusa la popolazione fluttuante ^persone 
di servizio, operai avventizi, ecc.). 

Ma nel mentre alla data del predetto 
censimento generale la popolazione le- 
gale risultava, come già dicemmo, di 
N. 24978 abitanti, la popolazione pre- 



sente o di fatto, in causa delle emigra- 
zioni temporanee, era di soli 24381 citta- 
dini suddivisi in N. 5336 famiglie: i maschi 
erano 11489 contro 12892 femmine le quali 
pertanto erano 1403 in più dei maschi. 

Gli individui minori dei 6 anni di età 
erano 3714 contro 20667 che tale età 
avevano superato. 

Le persone che sapevano leggere e 
scrivere erano 19071 contro 5310 anal- 
fabeti. Togliendo pertanto da questa cifra 
i 3714 bambini inferiori ai 6 anni rima- 
nevano soltanto 1595 analfabeti su 20667 
persone superiori ai 6 anni. 

Questi dati dimostrano che a Legnano 
gli analfabeti erano soltanto il 7.74 per 
cento della popolazione superiore all'età 
di anni 6. 

La percentuale è veramente lusinghie- 
ra e confortante ed è il premio dal Co- 
mune ben meritato per gli sforzi da esso 
fatti costantemente a favore dell'istruzione 
popolare. 

1 celibi o nubili erano 14505, i coniu- 
gati 8657, i vedovi non rimaritati 1219. 

La popolazione presente era così sud- 
divisa fra le quattro parrocchie: 
Alla Parrocc. di S. Magno N. 7123 

» » » Legnane! lo » 6389 

» » » S. Domenico » 6270 

» » dei Tre Santi Martiri » 4599 

Nel centro dell' abitato dimoravano 
22626 persone e 1755 appartenevano alle 
Frazioni e alle case sparse. 

Per quanto riguarda il movimento della 
popolazione durante gli ultimi 12 anni, 
e cioè dal 1° Gennaio 1901 al 31 Dicem- 
bre 1912 si possono dare le seguenti 
cifre riassuntive : 
Nati N. 1 0090 - Media ann. N. 840.— 



Morti » 5203- 

Matrimoni » 1938- 

Immigrati « 11558- 

Emisrati » 6596 - 



433.6 
161.5 
963.— 
550.— 



Dal seguente prospetto si può desu- 
mere l'importanza dell'incremento nu- 



merico della popolazione legnanese negli 
ultimi trent' anni, in confronto di alcune 
grandi Città e di alcuni centri secondari, 



prendendo per base i rapporti fra le 
risultanze del censimento generale del 
1881 con quelle del 1911. 



! CITTÀ 


Aumento della popolazione 

nel trentennio 1881-1911 

(secondo i dati dei due censimenti) 


Aumento 
percentuale 




Alessandria . 


da 62000 


a 73821 


17 90 % 


OC 


Bologna 


« 123274 


» 172806 


14.17 -> 





Brescia . 


~ 60185 


» 82529 


37.11 » 


o 
o 


Firenze . 


» 169001 


» 224849 


33.04 » 


< 


Genova. 


•> 179515 


» 265533 


47.92 » 


Milano . 


! » 321839 


» 601194 


86.81 » ' 


oc 


Napoli . 


* 494314 


» 668633 


35.26 » : 


Z 


Roma 


« 300467 


» 522123 


73.76 » 


U 


Torino . 


i » 252832 


» 415667 


64.41 » 




Venezia. 


» 132826 


» 158224 


19.12 » 




Abbiategrasso 


« 1 0652 


» 13168 


23.51 » 




Bergamo 


| » 39787 


» 55857 


40.37 » 




Biella . 


« 1 4844 


» 21977 


48.20 » 


oc 
< 


Busto Arsizio 


» 1 3500 


» 25992 


92.53 » 


Q 


Como . 


» 26395 


» 43439 


64 56 » 


Z 

o 


Gallarate 


8617 


» 17271 


100 62 » 


u 

UJ 


Lecco . 


8285 


» 12329 


48.73 » 


CD 


Lodi 


» 25478 


» 27057 


6.19 » 


1— 1 

oc 


Monza . 


» 31597 


» 52659 


66.65 » 


Z 


Novara. 


. 33077 


» 53657 


62.20 » 


UJ 

U 


Saronno 


6784 


» 12115 


78.39 » 




^eregno 


8079 


» 14976 


85.14 » 




Varese . 


« 14161 


» 20754 


46.43 » 




Legnano 


da 8039 


a 24978 

! 


209.70 % 



Le notizie più antiche che ci fu dato 
di raccogliere intorno all'Amministrazione 
Comunale od a qualche cosa che asso- 
migliasse ad una Amministrazione della 
cosa pubblica emanante direttamente dai 
cittadini, risalgono soltanto al 1630 circa. 



Fu a quell'epoca che il Prevosto Spedo 
- il primo in ordine cronologico fra i 
Prevosti di S. Magno - volle che la 
Fabbriceria Parrocchiale e i Luoghi Pii 
fossero amministrati da una Deputazione 



17 — 



locale e ciò col consenso dei quattro 
Deputati dei Comune. 

Col concorso di questi formò le rap- 
presentanze componendole di 5 nobili e 
6 vicini o rurali, ossia contadini liberi, 
per la Contrada di Sotto delle Muzate, 
4 nobili e 10 vicini per la Contrada detta 
di Porta di Sotto, 4 nobili e 5 vicini per 
la Contrada di Legnanello. In totale 
quindi 34 membri dei quali 13 nobili e 
21 vicini o rurali. Nel loro seno veniva 
eletto un Priore ed un Vice Priore. 

Non si hanno notizie positive circa i 
poteri e le forme di convocazione di 
queste rappresentanze né di quella della 
Municipalità propriamente detta. 

Nelle nostre pazienti ricerche nell'Ar- 
chivio Comunale abbiamo trovato invece 
un documento prezioso nel quale è nar- 
rata diffusamente e comprovata la più bel- 
la pagina della vita comunale legnanese. 

Si tratta di un fascicolo a stampa edito 
certamente nella seconda metà del secolo 
XVII - lo si desume chiaramente dalla 
qualità e dallo stato di conservazione 
della carta e più ancora dai caratteri 
tipografici - sulla cui copertina è stata 

(L 



scritta a mano l'indicazione del conte- 
nuto: « Instrumentum redemptionis feudt 
oppidi Legnani cum suis privilegiis ». 

Ed è precisamente una copia dell' i- 
strumento rogato dal Notaio Francesco 
Mercantolo in forza del quale il borgo 
di Legnano con Legnanello è stato libe- 
rato dal pericolo di diventare feudo. 

Dagli atti preliminari e definitivi che 
compongono il detto fascicolo, scritti 
parte in latino, parte in italiano e parte 
in spagnolo, si rileva come nell' anno 
1647 il Governo Spagnolo - il più ne- 
fasto di quanti oppressori l' Italia abbia 
mai avuto nel corso dei secoli - non 
sapendo più a qual partito appigliarsi 
per trouar forma di far danari per 
rimettere e mantenere l'Esercito di Sua 
Maestà per la difesa et conservatione 
di questo Stato, pensò e decise di in- 
feudare e vendere al miglior offerente 
tutte le Terre et luoghi di questo Stato 
et Dominio ancorché mai siano stati 
infeudati (eccettuate però le Città). 

In seguito a questa decisione venne, 
fra le altre, pubblicata la seguente: 



efcola per venfcere in fenfco le Gerre fc>i Xegnano, 
et Xeonarello nella piene bi ©kìiate ©Iona, Ducato fri 
flDilano. 

X' illustriss. Magistrato belle IRegie Bucali Entrate Straorbinarie, et beni 
patrimoniali bello Stato bi Milano Duole a nome bella IRegta Cam., et per 
essecutione b' orbine bella Maestà bel IRe nostro Signore, et ì>i Sua JEccelleiua 
venbere in feubo le Serre bi legnano, et Xegnarello nella flMeue bi ©Igiate 
©Iona, Bucato bi filano con le loro giurisbitioni, ©atti, et IRegalie annesse 
à bette Serre, contortile si troueranno in fatto, bepenbenti balla mensa bi betto 
Magistrato. 3ii nome bel quale inberenbo alle altre cebole generali già esposte, 
se uè bà notitia ab ogni persona, ebe aspiri all' acquisto bi bette Serre in feubo, 
come sopra, tanto unitamente, quanto separatamente l' una ball' altra, compaia 
nel termine bi vinti giorni prossimi a far la sua oblatione nelle mani beli' 3n 5 
trascritto ifiotaro Camerale, certificanbo ogn' vno, ebe passato betto termine, 
comparenbo Sbboccafori, si accetteranno le oblationi, se saranno boneste, et si 
esponeranno altre cebole per l' incanto, et beliberationi b' esse Serre unita, ò 
separatamente, come sopra, et si beliberaranno In feubo, a cbi farà miglior 
oblatione, se così parerà al betto Magistrato, et la presente si espongbi nelli 
luogbi soliti bi questa Città, et anco in betti luogbi bi legnano, et Xegnarello,. 
et se ne bii notitia alli IRegenti, et Deputati bi esse. 
H)at. in Milano il bi 4 Giugno 1649. 



18 



Di ciò spaventati i Legnanesi, si adu- 
narono, come di consueto, sulla pubblica 
Piazza e decisero di sobbarcarsi ad ogni 
sacrificio pur di allontanare il grave pe- 
ricolo e conservare la loro libertà. 

Presi pertanto gli opportuni accordi, 
elessero a loro procuratore speciale il 
loro Sindaco Baldassare Lampugnani il 
quale presentò tosto al Governatore in 
Milano la seguente istanza: 

Ilìustriss. Magistrato 

Sendo venuto ad orrecchia delli huo- 
mini, et altri particolari del Borgo di 
Legnano Pie di Olgià Olona Due. di 
Milano, che sono state esposte cedole per 
infeudarlo et hauendo anco inteso, che 
fin aWhora presente non è stala fatta 
oblalione alcuna, l'istessa Comminuta 
ha deliberato redimersi; Et per tal ef- 
fetto Baldessar Lampugnano suo Sin- 
dico, et Procuratore da lei specialmente 
costituito, come per instrumento rogato 
da Lodouico Lampugnano Not. di Mi- 
lano adì 20 del presente mese, che si 
essebisse, offerisse per detta redentione 
il prezzo infrascritto; con che non habbi 
più in alcun tempo ad esser infeudato 
per qualsiuoglia causa, et occasione; an- 
cor incognita, et del tutto impensata 
neanco per qualsiuoglia necessità, et stret- 
tezza di danaro, ancorché fosse per bene- 
ficio pubblico, et della pace, anzi che 
sempre habbi ad esser, et rimanere sotto 
l'immediato Dominio del Rè nostro Si- 
gnore, come sempre è stala, et di presente 
si troua offerisse, dico, pagare per la detta 
redentione à ragione de lire venti sei, 
ss 13. d. k. Imperiali per ciascuno fo- 
colare d'esso Borgo, et sua Comminuta 
che sono li duoi terzi di lire quaranta 
per ciascuno focolare per le quali si 
si sogliono vendere al presente li feudi 
di questo Stalo; Et perciò il medemo 
Procuuatore. 



Supplica le S.S. V.V. Ilìustriss. restar 
seruite di accettare la presente oblatione 
et dar ordine che se gli faccia l'oppor- 
tuno instrumento della ricercata reden- 
tione non solo con le clausule, et solen- 
nità solite, ma anco le dichiarationi 
sudelte, et con tutte le altre clausule, 
che se gli competiscono, et a lei più 
fauoreuoli con offerire anco di pagar 
il detto prezzo, subito pigliato che sarà 
il vero numero delli focolari, et tutto 
ciò senza altra obligatione della persona 
propria di esso Procuratore, il che eie. 

Wi9 Die U lulii. 

Conclusione di tutto ciò si fu che 
l' istanza venne non senza difficoltà ac- 
cettata e, previo il pagamento del pattuito 
riscatto nella misura di due terzi di L. 40 
per ognuna delle 258 famiglie o fuochi, 
ammontante quindi, secondo i calcoli 
fatti dal Rationatore regio, a comples- 
sive lire imperiali 6880 pari a circa 
L. 14500 di moneta nostra, venne stipu- 
lato l'istrumento di riscatto col quale il 
governo rinunciava al diritto (?!) di in- 
feudare o in qualsiasi modo cedere o 
vendere le Terre di Legnano e di Le- 
gnanello. 

Tale strumento è in data 9 Marzo 1652 
e di esso si ha la conferma in una rela- 
zione manoscritta del 1699 che pure si 
trova nell'Archivio Comunale, fatta da 
un figlio di quel Baldassare Lampugna- 
no che fu il procuratore speciale dei 
Legnanesi per le trattative del riscatto. 

L' autore di questa relazione aggiunge 
da parte sua che per provvedere ai mezzi 
finanziari occorrenti il predetto suo padre 
« assieme a Ferrante Majnero e a Jero- 
nimo Nouara fecero obligatione al C. e 
Fran.° Castello acciò si compiacesse 
a somministrare quella somma de denari 
che poteua bisognare per effettuare il 
contratto con promessa di restitutione 
nel termine di tre anni ». Soggiunge 



— 19 



poi che la somma pagata tra capitale e 
spese accessorie ammontò a circa lire im- 
periali 12000- equivalenti a circa L. 26000 
di moneta nostra - oltre all' obbligo di 
pagare un canone di lire imperiali 172 
ogni quindici anni. 

Conclude osservando che « questo pri- 
uileggio (l'esonero dall' infeudazione) è 
stato concesso a pochi Borghi di questa 
Provincia ». 



* * 



Altre notizie sicure di indole munici- 
pale non si hanno se non verso il 1700, 
nel qual tempo ci risulta che Legnano 
era diviso in nove distinte Comunità 
- o meglio gruppi di censiti - che trae- 
vano il loro nome da quello del mag- 
gior contribuente appartenente al gruppo, 
alla Comunità o Comune 

Si avevano così il Comune Dominante, 
e cioè quello che comprendeva il mag- 
gior censito che era la mensa arcivesco- 
vile la quale da sola pagava, al dir del 
Pirovano, Scudi 12230. il Comune Trotti, 
il Comune Morosino Grande, il Comune 
Lampugnano, il Comune Vismara, il Co- 
mune Camillo Prata, il Comune Visconti, 
il Comune delle Monache, il Comune 
Morosinetto e Consorti, e il Comunello. 
Ai primi otto appartenevano tuiti i cen- 
siti abitanti nel territorio di Legnano, all'ul- 
timo erano assegnati i censiti forestieri. 

Ognuno di tali Comuni era rappre- 
sentato da quattro o cinque possidenti 
i quali formavano il Consiglio Ammini- 
strativo generale. Ogni Comune però 
aveva il proprio Sindaco ed un Cancel- 
liere: questi poteva essere nominato an- 
che dagli altri Comuni. I conti e le spese 
erano separati. 

Uno dei sindaci e due deputati scelti, 
pare, dall'assemblea dei rappresentanti 
dei nove Comuni, dirigevano gli affari 
di indole generale e corrispondevano, 
suppergiù, alla Giunta Municipale. 



Probabilmente 1' autorità sindacale in 
queir epoca doveva esser piuttosto scarsa 
se un Sindaco del tempo aveva potuto 
chiudere una sua lettera al Marchese 
Cornaggia, allora priore e delegato regio, 
colle seguenti parole: « Mi perdoni l'in- 
« comodo e riverendola le bacio umil- 
« mente le mani di V. S. Illma. 
« firmato - Io Gio Battista Crespi 

« per sua bontà Sindaco ». 

Le nove Comunità sopradescritte si 
fusero iu un sol Comune verso il 1790 
in seguito alle riforme introdotte dall'Im- 
peratore Giuseppe II successo nel 1780 
a Maria Teresa ; ma la rappresentanza 
comunale continuò ad essere eletta ed a 
funzionare secondo le norme stabilite 
dall' Editto della Riforma amministrativa 
del 30 Dicembre 1755 e ciò fino a 5 
anni dopo l'inaugurazione della Repub- 
blica Cisalpina che fu nel Luglio 1797. 

I congegni amministrativi erano allora 
di una invidiabile semplicità specialmente 
per i Comuni di scarsa importanza, come 
era allora Legnano. Vi erano un Sindaco 
tre Deputati all' Estimo incaricati dell' Am- 
ministrazione del Comune e della compi- 
lazione dei ruoli delle imposte, (una specie 
di Giunta Municipale a scartamento ri- 
dotto) e due revisori del conto. 

Venivano nominati ogni anno dal Con- 
vocato Generale e cioè dall' Assemblea 
dei contribuenti fondiari (estimati) che, 
secondo le prescrizioni, avrebbe dovuto 
riunirsi due volte all'anno ma che, in 
pratica, si riuniva una volta sola, sulla 
piazza, al suono della campana. Talvolta 
ebbe a riunirsi in Milano nella sala del 
luogo Pio di Santa Corona. 

L' assemblea era presieduta dal primo 
deputato dell' estimo, ma veniva convocata 
dal Cancelliere cantonale o distrettuale il 
quale vi assisteva e ne controfirmava i 
verbali. 

La dominazioni francese, dopo alcuni 
anni di esperienza, abolì 1' editto del 1755 



— 20 — 



sopraricordato e regolò la materia delle 
rappresentanze comunali colla legge 24 
Luglio 1802 nella quale si trova cenno, 
per la prima volta, dei Consigli comunali. 
Il primo Consiglio comunale di Legnano 
si riunì il 24 Maggio 1803 e fu presie- 
duto da un Gaetano Albini per delega- 
zione del Cittadino Carlo Cornaggia. 

Va notato qui che la famiglia Cornaggia 
ebbe sempre una notevole parte nella vita 
pubblica legnanese. Un Carlo Cornaggia 
si trova fra i firmatari dell'atto del 1649 
col quale i cittadini legnanesi provvidero 
a riscattarsi dal feudo, un altro Marchese 
Cornaggia lo troviamo, nel verbale del 
Convocato generai 1 del 28 Novembre 
1760, il più antico che si trovi nell ar- 
chivio comunale, e via via quasi ininter- 
rottamente si trova, o per ragione di cen- 
so o per volontà del Corpo elettorale, 
finoai nostri giorni un rappresentante della 
famiglia nell'Amministrazione Comunale. 

Non possiamo a questo punto esimerci 
dal ricordare, con reverenza e con affetto, 
l'ultimo della famiglia Cornaggia che fece 
parte della Giunta Municipale e che tante 
benemerenze si era acquistato nelle pub- 
bliche aziende alle quali aveva dato con 
entusiasmo sì gran parte dell'opera sua 
intelligente ed assidua. 

Don Gabriele dei Marchesi Cornaggia 
Medici era nato nel 1852 a Milano e vi 
morì nel Settembre 1908. Laureato in legge 
a Pavia nel 24" anno, entrò subito a far 
parte di una grande quantità di pubbli- 
che amministrazioni. Fu consigliere ed 
assessore in una quindicina di Comuni, 
membro di molte Opere pie e, per molti 
anni, presidente del Reale Collegio della 
Guastalla di Milano. 

A Legnano fece parte quasi ininter- 
rottamente per ben 23 anni del Consiglio 
e per 15 anni della Giunta Municipale e 
fu uno dei membri più attivi e più ascol- 
tati per la competenza che nessuno gli 
contestava e per la serenità di giudizio 



che fu sempre l'inspiratrice dei suoi atti 
e delle sue parole. 




Don Gabriele dei Marchesi Cornaggia Medici 

A Lui Legnano serberà per lungo tempo 
riconoscente memoria anche per la parte 
importante che egli ebbe nella fondazione 
deli Ospedale Civile 

* * 

Colla riforma francese del 1802 com- 
pletata dal Decreto Napoleonico dell' 8 
Giugno 1805, la rappresentanza comunale 
veniva costituita dal Consiglio comunale 
e dalla Municipalità. 

Pei comuni di terza classe e cioè per 
quelli che, come Legnano, non supera- 
vano i 3000 abitanti, il Consiglio co- 
munale era composto di 15 membri 
nominati dal Prefetto del Dipartimento 
(Provincia; per quattro quinti fra i pos- 
sidenti e per un quinto fra i non possi- 
denti di età superiore ai 35 anni ed eser- 
citanti un' arte, una professione od un 
mestiere e paganti la tassa personale. 

Questi Consigli comunali erano con- 
vocati ed assistiti dal R. Cancelliere del 
Distretto o Cantone. 

La Municipalità era composta di un 
Podestà e di sei o quattro Savi i quali, 
nei comuni di terza classe, erano sol- 



21 



tanto due e si chiamavano Anziani con 
a capo un Sindaco in luogo del Podestà. 

Il Sindaco veniva nominato dal Prefetto 
e gli Anziani erano eletti dal Consiglio 
comunale fra i 25 più ricchi o notabili 
del Comune. 

Oli uni e gli altri duravano in carica 
un anno ed erano sempre rieleggibili. 

Il cancellfere distrettuale o cantonale era 
nominato dal Governo ed aveva quali- 
fica di funzionario dello Stato. 

Legnano era in quel tempo capoluogo 
del Cantone IV del Distretto IV di Gal- 
larate del Dipartimento di Olona che 
aveva la sua sede in Milano. 

Il Cantone di Legnano comprendeva 
i Comuni di Legnano, Cairate. Cascina 
Massima, Castegnate, Castellanza, Cisla- 
go, Fagnano con Bergoro, Goda Mag- 
giore, Goda Minore, Marnate, Nizzolina, 
Olgiate Olona, Prospiano, Rescalda, Re- 
scaldina con Ravello , Sacconago con 
Cascina di Borghetto, Solbiate Olona. 
Totale 17 Comuni colla poqolazione 
complessiva di n. 12727 abitanti e cioè 
meno della metà della popolazione legna- 
nese attuale. 

Ricorderemo, a titolo di cnriosità, che 
il vicino Comune di Busto Arsizio il 
quale era fino da allora il più popolato 
dei Comuni dell'Alto milanese (i suoi 
abitanti erano il triplo circa di quelli di 
Legnano, il doppio di quelli di Gallarate 
e di Varese) non era capoluogo di Can- 
tone ma faceva parte del Cantone di 
Gallarate. 

Caduto Napoleone e tornata la Lom- 
bardia sotto l'Austria, questa provvide 
subito a dettare nuove uorme pel fun- 
zionamento delle Amministrazioni comu- 
nali, dapprima in via provvisoria colla Re- 
gia patente del 7 Aprile 1815 e da ultimo 
in via definitiva coll'I. R. Decreto del 12 
Febbraio 1816 e successive istruzioni del 
12 Aprile stesso anno colle quali, in so- 
stanza, furono ripristinate le disposizioni 



contenute nella riforma di Maria Teresa 
del 30 Dicembre 1755 più sopra citata. 
Si tornò quindi, meno che per i comuni 
maggiori, al Convocato Generale di tutti 
gli Estimati e alle Deputazioni comunali 
che, pei comnni come Legnano, erano 
composte di tre Deputati nominati an- 
nualmente dal Convocato Generale. 

Il Convocato Generale (che nel 1821 
fu nuovamente trasformato in Consiglio 
comunale nominato dall' Antorità Go- 
vernativa), si radunava due volte all'anno 
coll'assistenza del R" Cancelliere del 
Censo. Ad una delle riunioni potevano 
intervenire i capi di famiglia non possi- 
denti inscritti nel ruolo della tassa per- 
sonale allo scopo di nominare un loro 
Deputato speciale che appunto veniva 
chiamato Deputato per la tassa personale. 

Nello stesso anno 1816 andò in vigore 
il nuovo compartimento territoriale della 
Lombardia, in forza del quale, abolita 
la suddivisione francese e quella austriaca 
precedente, Legnano cessò di essere ca- 
poluogo di Cantone e venne aggregato 
al Distretto XV di Busto Arsizio. 

In tale occasione l'archivio cantonale 
che, in pratica, si fondeva con quello comu- 
nale, venne spogliato dai suoi principali 
docnmenti che passarono così più tardi, 
pare, all'archivio comunale di Busto Arsizio. 

Chiusosi finalmente nel 1859 il ciclo 
secolare delie dominazioni straniere in 
Lombardia, mercè il meraviglioso ardi- 
mento dei nostri padri che seppero scuo- 
tere per sempre il giogo straniero e ce- 
mentare col sangue il grande edificio della 
libertà nazionale, le amministrazioni co- 
munali vennero dapprima regolate colla 
legge 23 Ottobre 1859 ed indi con quella 
del 20 Marzo 1865 successivamente mo- 
dificata cou altre disposizioni legislative 
sempre più largamente liberali fino all'ul- 
tima del 1913 colla quale il diritto ali 'e- 
lettorato viene esteso a quasi tutti i cit- 
tadini maggiorenni. 



22 



Al nuovo ordinamento si deve la chia- 
mata dei cittadini a partecipare diretta- 
mente alla vita pubblica mediante le ele- 
zioni perchè, mentre al potere regio era 
stato conservato solo il diritto di nomina 
del Sindaco, la nomina del Consiglio 
comunale fu demandata al corpo eletto- 
rale, e la nomina della Giunta Municipale 
- subentrata alla Deputazione comunale - 
venne affidata al Consiglio Comunale- 
Da ultimo anche la nomina dal Sindaco 
fu sottratta al potere governativo e di- 
venne elettiva e di competenza del Con- 
siglio comunale. 

All' entrata in vigore della legge del 
1859 Legnano che aveva più di 3000 
abitanti, ma era lontano dai 10000, ebbe 
venti consiglieri, in seno ai quali venne 
scelto il Sindaco e furono nominati quat 
tro Assessori effettivi e due supplenti. 

Nel Maggio 1896, essendosi potuto 
dimostrare che la popolazione del Co- 
mune da oltre un quinquennio aveva supe- 
rato il numero di 10000 abitanti, si potè 
ottenere il decreto prefettizio autorizzante 
l' aumento della rappresentanza consi- 
gliare, ed in virtù di tale decreto i con- 
siglieri comunali furono portati da 20 a 
30, per la nomina dei quali si procedette 
alle elezioni generali. 

Dalla costituzione del Regno d' Italia 
fino ad oggi furono Sindaci del Comune 
i Signori : 

Catini Avv. Giuseppe, nell'anno 1860. 

Bossi Rag. Andrea negli anni 1861, 
1866 e 1867. 

Gallarati Emanuele nell'anno 1862. 

Prandoni Ottavio negli anni 1863 e 1864. 

Morqanii Anselmo negli anni 1865, 
1871 al 1874. 

Motta Giuseppe negli anni 1868, 1869 
e 1870. 

Bossi Cav. D.r Bernardo negli anni 
1875 al 1877. 

Dell'Acqua Cav. Flaminio negli anni 
1878 fino al 1884. 



Borghi Comm. Ing. Fedele negli anni 
1896 al 1900. 

Bernocchi Cav. Antonio negli anni 1901 
e 1902 

Ferrarlo Cav. Giovanni negli anni 
1906 fino al 1910. 

Agosti Attilio Sindaco attuale eletto 
nell'Ottobre 1911. 

Vi furono parecchi periodi più o meno 
lunghi durante i quali alla testa del Co- 
mune vi furono Assessori Anziani o Com- 
missari Prefettizi o Regi. 

Il più lungo di tali periodi fu quello 
dal 6 Luglio 1884 fino al 12 Luglio 1896 
durante il quale l'Amministrazione Co- 
munale fu presieduta sempre da un As- 
sessore Anziano. 

Per ben 35 anni e cioè dal 1870 fino 
al Novembre 1904 fu Segretario Capo 
del Comune il compianto Rag. Cav. Ce- 
sare Figini. 

Prima di chiudere il presente capitolo, 
ci è grato mandare un reverente saluto 
alla memoria di quanti, negli anni e nei 
secoli passati, hanno dato la loro energia 
e la loro intelligenza a vantaggio del- 
l'amministrazione di questo Comune, coo- 
perando al suo incremento ed al suo gran 
de sviluppo, meraviglioso esempio di vita 
rigogliosa fra tutti i Comuni d' Italia. 



Residenza Municipale. 

Anteriormente al 1 862 il Municipio aveva 
la sua sede ufficiale nella antichissima 
casa di proprietà dei Marchesi Cornaggia 
posta nel lato sud-ovest della Piazza S. 
Magno ora Piazza Umberto I. e più pre- 
cisamente, fino al 1838, in una stanzetta 
posta al pianterreno della casa stessa, e 
dal 1838 in avanti in un'altra stanza su- 
periore alla prima, alla quale si accedeva 
direttamente dalla piazza, mediante una 
scaletta servita da una porticina posta 
sull'estremo destro della facciata. 

Malgrado le nostre ricerche non ci fu 



- 23 




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dato conoscere se, prima della pre- 
detta, il Comune abbia avuto altra 
residenza; ma da un cumulo di 
circostanze e di indizi ci siamo 
formata la convinzione che quella 
sia stata la sede comunale per lo 
meno fino dalla prima metà del 
secolo XVII. 

Per l'occupazione del predetto 
locale l'Amministrazione comunale 
pagava al Marchese Cornaggia 1' af- 
fitto annuo di L. 35 elevato più 
tardi a L. 77 e quindi a L. 100 es- 
sendovisi aggregato negli ultimi anni 
un secondo piccolo locale attiguo 
al primo, ed un locale a pianterre- 
no per uso di custodia degli arre- 
stati. 

Nel 1862 il Municipio trasportò 
la sua sede in un' altra casa di 
proprietà dello stesso Marchese Cor- 
naggia posta in piazza Carroccio 
- ^allora piazza delle Galline - e | 
più precisamente nella casa che 
ora è occupata dal Collegio Con- 
vitto Legnano. Nella stessa casa 
furono contemporaneamente collo- 
cate le poche Scuole Elementari 
di allora e 1' Ufficio della Guardia 
Nazionale. 

In questa sede medesima, il Mu- 
nicipio stette fino al 1884 nel quale 
anno l'Amministrazione comunale, 
avendo acquistato dalla Ditta E. Cra- 
mer e C. uno stabile già ad uso 
filanda ed abitazione, posto in Piaz- 
za Maggiore ora Piazza Umberto I., 
provvide mediante gli opportuni 
adattamenti a trasportare in questo 
fabbricato gli Uffici municipali e le 
Scuole elementari comunali già di 
molto aumentate in ragione dell'aumento 
della popolazione. 

Lo stabile venne acquistato pel prezzo 
di L. 53000 e tale somma venne pagata, 
in un cogl' interessi che nel frattempo 



Palazzo Comunale 
(pianta) 




erano su di essa maturati e colle spese di 
trasformazione ed adattamento, ammon- 
tanti complessivamente ad altre L. 24000, 
mediante il mutuo di L. 74500 concesso 
dalla Cassa dei Depositi e Prestiti con 



— 25 



Decreto Reale in data 26 Ottobre 1883 
e, per le residue L. 2500, con economie 
di bilancio. 

Ma, aumentando continuamente e for- 
temente la popolazione e con essa le 
esigenze dei pubblici servizi, anche la 
nuova sede si mostrò presto insufficiente. 

Già nel 1903 il Consiglio comunale è 




LEGNANO. Palazzo Municipale 
INTERNO 



Palazzo Municipale - (Interno) 

chiamato ad occuparsi di un eventuale 
ampliamento degli uffici comunali: l'ar- 
gomento interessa grandemente popola- 
zione ed amministratori e si va radicando 
in tutti la convinzione che, pel grande 
sviluppo cittadino, il problema della re- 
sidenza municipale debba essere risolto 
in modo non solo radicale, ma degno 
della nuova Legnano. 



Dopo una serie di studi e di proposte 
intese ad amplia/e ed a migliorare gli 
Uffici Municipali esistenti, nelle sedute 
dell' 11 Ottobre e 21 Novembre 1903 il 
Consiglio comunale deliberava di co- 
struire ex novo il Palazzo Municipale 
sulla stessa area che era allora occupata 
dagli uffici del Comune e dall'adiacente 
appezzamento di prato cin- 
tato. 

Nella successiva adunanza 
del 12 Settembre 1904 veniva 
deciso di bandire un concorso 
nazionale a premi per la pre- 
sentazione di un progetto per 
la costruzione del Palazzo Mu- 
nicipale con avvertenza che la 
spesa avrebbe dovuto contener- 
si nella somma di L. 100.000. 

Il concorso si chiuse il 31 
Gennaio 1905 con 11 concor- 
renti ed i relativi progetti, do- 
po di essere stati esposti al 
pubblico, furono giudicati da 
una speciale Commissione tec- 
nica, sulle proposte della qua- 
le venne ripetuta la gara fra 
gli autori di tre dei progetti 
presentati. 

Venne finalmente scelto dalla 
Commissione e dal Consiglio 
comunale quello a tre piani 
in stile neo-lombardo presen- 
tato dall'Architetto Aristide Ma- 
linverni. 
I lavori, sotto la direzione 
artistica dello stesso autore del progetto, 
furono affidati alla ditta Trezzi e Fontana 
ed ebbero principio il 15 Giugno 1908 
colle opere di sterro e di escavo. La pri- 
ma pietra venne collocata, senza alcuna 
solennità, dal Commissario Prefettizio 
Avv. I. Palladino che allora reggeva l'am- 
ministrazione comunale, il 10 Agosto 
dello stesso anno. 



— 26 



Nell'Ottobre 1Q0Q veniva condotta a 
termine la prima parte del Palazzo, e 
cioè quella che era stata costruita sul- 
l'area libera adiacente alla vecchia Casa 
comunale. I nuovi Uffici, occupati di 
fatto il 27 dello stesso mese, furono 
con grande solennità inaugurati, coll'in- 
tervento del Prefetto Senatore Panizzardi, 
il 28 del successivo Novembre. 



La spesa totale per la costruzione del 
Palazzo Municipale, che, come si disse, 
era stata preventivata in L. 100.000, 
ammontò a L. 346.388,80 comprese le 
competenze per la direzione artistica, 
alcune opere addizionali ed i mobili per 
la Sala Consigliare, per la sala della 
Giunta, pei gabinetti del Sindaco e del 
Segretario Capo e pochi altri. 



Scalone centrale 

del Palazzo 

M unicipale 




Subito dopo si diede mano alla de- 
molizione della vecchia sede municipale 
e nella successiva primavera furono ini- 
ziati i lavori di costruzione della seconda 
parte del nuovo edificio, il quale potè così 
essere interamente compiuto nell'Ottobre 
1910. In questa seconda parte venne prov- 
vvisoriamente collocata la Scuola Tecnica 
Comunale Pareggiata, che tuttora vi si 
trova in attesa di una sede più adatta. 



La facciata dell'edificio ha uno svilup- 
po di M. 85 e l'altezza dalla livelletta 
stradale al piano di gronda è di M. 16. 
- La costruzione copre un'area di Mq. 920 
ed ha la cubatura di M. 3 14260. 

In questo grandioso edificio, che fa 
veramente onore alla nuova Legnano, 
sono degni di ammirazione, oltre] alla 
maestosa facciata, la sala del Consiglio, 
le cui pareti sono interamente coperte, 



27 — 



come decorazione, dagli stemmi in gra- 
fito di tutte le città italiane, e il vestibolo 
d' onore pure interamente decorato a 
grafito e contenente sulle due pareti 
principali la esatta magistrale riprodu- 
zione, sempre a grafito, dei due basso- 
rilievi della base del monumento com- 
memorativo della Battaglia di Legnano. 
Le dette decorazioni sono dovute al 
pittore milanese G Ghiringhelli. 



Finanze Comunali. 



Se si vuol prescindere dall'acquedotto 
comunale che è, secondo noi, da con- 
siderarsi piuttosto un'azienda industriale, 
il Comune di Legnano non possiede 
beni patrimoniali redditivi. 

La sua sostanza stabile consiste solo 
nel Palazzo comunale e nei quattro edi- 




Palazzo Municipale (Sala del Consiglio) 



Nella fascia sostenuta dai capitelli delle 
porte che si trovano nel predetto vesti- 
bolo d'onore, si legge il motto : « Con- 
cordia parvae res crescimi, discordia 
maximae dilàbunlur ; » e noi che, nel 
suggerirlo, ci siamo inspirati alle nostre 
reminiscenze scolastiche, ci inspiriamo 
ora al nostro grande amore per Legnano 
nell'augurare che esse siano costante- 
mente monito salutare agli Egregi Uo- 
mini che la fiducia dei concittadini hanno 
chiamato e chiameranno in avvenire a 
guidare i destini di questa gloriosa Città. 



fici scolastici dai quali certamente non 
si può trarre alcun reddito. 

Non terreni, non fabbricati, non censi, 
non livelli, non rendita pubblica. 

I contribuenti devono quindi sobbar- 
carsi a tutto il peso non lieve dell' a- 
zienda civica. 

Malgrado ciò, la prudenza delle di- 
verse amministrazioni comunali che, nel 
corso degli anni, si sono avvicendate al 
governo del Comune ha saputo fare così 
buon uso del pubblico denaro che, pur 
compiendo opere pubbliche di grande 



- 28 



importanza e di grande spesa e pur 
provvedendo ai pubblici servizi colla 
dovuta larghezza e con decoro, i con- 
tribuenti legnanesi non sono certo fra i 
più tassati. 

Risalendo nelle nostre ricerche a poco 
più di un secolo fa, noi troviamo che 
le finanze comunali si imperniavano in- 
torno a quattro sole tasse: I' Estimo 
che era l' imposta fondiaria, la Tassa 
Mercimoniale che equivale all' attuale 
Tassa di esercizio, la Tassa Personale 
che era suppergiù l'attuale tassa di Fa- 
miglia e la Tassa sulle Case di propria 
abitazione equivalente a quella che ora 
si chiama del Valore locativo. 

Nel 1774 i redditi del Comune di Le- 
gnano, secondo le risultanze del Conto 
Consuntivo di quell'anno, furono i se- 
guenti : 
Per imp. e sovrimp. sull'Estimo L. 24854 

» Tassa personale in ragione 

di L. 7 per testa su teste 731 » 5117 

» Tassa mercimoniale » 300 

» Tassa sopra le case di pro- 
pria abitazione » 321 

» Introiti diversi » 119 



Totale L. 30711 
Dalle quali dovettero togliersi » 23826 

che furono versate allo Stato, a 
nome del quale e ; ano state ri- 
scosse, e rimasero quindi a di- 
sposizione del Comune solo L. 6885 
Questa somma per » 5509 

venne spesa per interessi di 
Capitali passivi restando quindi 
a vantaggio del Comune la mo- 
desta somma di L. 1376 
oltre all'avanzo dell'anno pre- 
cedente in » 2327 



Totale L. 3703 
Delle quali vennero spese soltanto » 1 634 

restando un avanzo di cassa di L. 2069 
Il Conto Consuntivo dell'anno 1810 dà 



le seguenti poco diverse ed altrettanto 
poco liete risultanze: 
Sovrimposta sull'Estimo L. 5655 

Tassa personale in ragione di 

L. 2,60 per ogni testa e per 

872 teste » 2267 

Tassa mercimoniale » 151 

Introiti diversi >■> 625 



Totale L. 8699 
Alle quali devonsi aggiungere » 1723 
per avanzo dell' esercizio pre- 
cedente e » 3744 



per residui attivi; restarono quin- 
di a disposizione del Comune L. 14166 
Si spesero invece od impegnarono ■> 15790 

chiudendo con un deficit di L. 1624 

Per limitarci alle spese più rilevanti 
citeremo soltanto la spesa per la polizia 
comunale che fu di L. 3581, quella per 
opere stradali che fu di L. 5138 e quel- 
la per interessi sui capitali descritta in 
L 2057. 

Il Conto Consuntivo dell' anno 1860 
(la popolazione era già salita a N. 6447 
abitanti) dà invece le seguenti sommarie 
risultanze: 

Sovrimposta fondiaria L. 25070 

Tassa rendita sugli edifici (locat.) » 658 

» >■> c< mmercio e fit- 

tabili (esercizio) » 1080 

» patenti, arti e comm. » 289 

Introiti e rimborsi diversi » 4349 



Totale L. 31446 

Questo introito, ancora tanto modesto 
in confronto delle somme che ora ver- 
remo esponendo, veniva erogato nel se- 
guente modo: 
Interessi di capitali passivi 
Spese d'amministrazione 
Polizia, igiene esicurez. pubblica 
Milizia nazionale 
Lavori pubblici 
Istruzione pubblica 

A riportare L. 24689 



L. 


8187 


» 


2367 


» 


4263 


» 


6426 


» 


2116 


» 


1330 



29 



Riporto L 24689 
Spese diverse (fra cui L 1000 
pel milione di fucili a Giu- 
seppe Garibaldi) » 3397 

Totale L. 28086 
Avanzo di cassa » 3360 



Torna il totale di L. 31446 

Poco dissimili da quelli ricordati sono 
i bilanci di molti anni ancora posteriori 
al 1860, rispondenti del resto ai bilanci 
dei Comuni di uguale importanza, i quali 
tutti erano di una meschinità altrettanto 
umiliante. 

1 pochi dati che abbiamo riportato 
dagli atti ufficiali esistenti nell'archivio 
comunale rispecchiano la meno che mo- 
desta vita finanziaria del Comune per 
circa un secolo anteriormente alla libe- 
razione della patria ed alla cacciata dello 
straniero che ci teneva schiavi in tutte 
le manifestazioni della vita civile. 

Ma i dati che abbiamo citati relativi 
alle finanze comunali degli anni 1774, 
1810 e 1860 potranno essere confrontati 
con quelli che esporremo in seguito re- 
lativi all' ultimo decennio onde ciascuno 
possa rendersi conto dell'enorme pro- 
gresso che il Comune di Legnano ha 
raggiunto anche in questo campo. 

Alla esposizione di quei dati facciamo 
precedere però alcune notizie generiche 
relative alla consistenza attuale delle fi- 
nanze comunali. 

La base dei cespiti di entrata è data 
ancor oggi, per Legnano come per la 
quasi totalità dei comuni del Regno, 
dalla sovrimposta fondiaria che qui è cer- 
tamente assai gravosa a tutto vantaggio 
di altre forme di contribuzione. Ma per 
quanto sia elevata la misura della sovrim. 
posta, essa è ben lungi dal bastare a co- 
prire le molte spese che oggi gravano 
sul bilancio comunale. Furono perciò gra- 
datamente istituite ed applicate, sebbene 
in misura meno gravosa che altrove, 



quasi tutte le tasse che la legge consente 
ai comuni e cioè la sopratassa sui dazi 
di consumo governativi, il dazio sul gaz, 
sulla luce elettrica, sui materiale di fab- 
brica, sulla birra, sui polli e sulla sel- 
vaggina, le tasse sul valor locativo delle 
abitazioni, sugli esercizi e rivendite, di 
famiglia, sui domestici, sulle vetture, sui 
cani, sulle acque gazose, sulla macella- 
zione, sul posteggio, sugli spettacoli, sulla 
pesa pubblica, ecc. 

Le più redditive delle predette tasse 
sono i dazi sulle carni, sulie bevande 
alcooliche, sulla luce elettrica e le tasse 
di famiglia e di esercizio : tutte le altre 
sommate insieme rendono forse meno 
di una sola delle predette. 

La tassa di famiglia, istituita ed appli- 
cata per la prima volta nel 1912 si trova 
ancora nel suo periodo di assestamento 
e su di essa non è facile pronunziare 
ora dei giudizi e fare delle fondate pre- 
visioni: solo possiamo dire che la sua 
prima applicazione, mentre ha reso, in 
conclusione, assai meno di quanto se 
n' era sperato, ha invece giustificato, se 
dobbiamo credere al molto rumore che 
ha sollevato, il giudizio del più grande 
finanziere, forse, che abbia avuto l'Italia, 
Quintino Sella, il quale disse che le tasse 
sono come le scarpe: quando sono nuo- 
ve fanno sempre male. 

La tassa sul valor locativo, trasformata 
in parecchie riprese nel nome e nella 
pratica applicazione non è - lo abbiamo 
già detto - che la continuazione dell' an 
tica tassa, devoluta per metà al Governo, 
sulle case di propria abitazione. 

Quella sugli esercizi e rivendite non 
è che 1' antica mercimoniab. istituita per 
la prima volta, pare, da Maria Teresa col- 
l'editto i riforma amministrativa del 1755. 
Assai recente invece è, pel Comune di 
Legnano, l'istituzione di alcune fra le più 
importanti delle tasse sopraindicate. 
Il dazio sul gaz venne istituito nel 1889, 



30 



quello sulla luce elettrica nel 1903, quello 
sui materiali da costruzione nel 1904 e 
riformato nel 1912 e quello sui polli e 
sulla selvaggina nel 1912. 



Dai conti consuntivi relativi al decen- 
nio 1903-1912, abbiamo stralciato i se- 
guenti dati di introito comunale: 



VOCI DI ENTRATA 


1903 


1904 


1905 


1900 


1907 


1908 


1909 


1910 1911 


1912 


Sovrimposta fondiaria 


87310 


88076 


92800 


110391 


119310 


133288 


131257 


138418ijl49993 


162847 


Tassa d'esercizio 


20095 


20639 


18846 


18288 


28581 


23541 


22484 


27376 46737 


34986 

i 


ir 


vetture e domestici 


2934 


2627 


2519 


2810 


2829 


2825 


2613 


2567 3013 


2916 


n 


cani. .... 


1020 


1565 


1365 


1700 


1460 


1359 


1960 


2265 3075 


3395 


ii 


valore locativo 


4825 


5800 


5616 


3647 


3580 


15303 


6072 


10435 32056 


6139 


>t 


famiglia .... 


















— 


34999 


Dazio 


sul gaz .... 


9000 


9904 


10899 


10324 


11253 


12705 


10711 


5520 1 4366 


6484 


ti 


luce elettrica . 


6245 


9796 


20558 


19264 


24061 


35574 


37557 


25669 41416 


37172 


li 


materiali di fabbrica 


— 


8484 


8192 


9283 


11702 


19278 


14624 


ì 15547 9140 


5660 


n 


carni e bevande alcoolic. 


71754 


70781 


73134 


91757 


100747 


97991 


98388 


107336 101516 


101862 


ir 


sul posteggio . 


4605 


4432 


6076 


7218 


8273 


8101 


9915 


7975 919S 


10024 


Proventi cimit. e trasp. funebri 


10299 


6C87 


6382 


11808 


15329 


12015 


19185 


18424 15616 


12049 


ir 


servizio acquedotto 


— 


— 


— 


— 


— 


28359 


36075 


32230 42049 


40964 


lì 


„ affissioni 














748 


2148 1977 


2591 


Altre 


entrate non specificate . 
Totale Entrate effettive 


24165 


25489 


36356 


36855 


33677 


34543 


53536 


t 58722 24734 


43073 


242252 


253680 


282743 


323345 


360802 


424882 


445125 


454632 


484886 


505131 



A queste cifre, la cui eloquenza non 
abbisogna di commenti, fanno riscontro 
nello stesso decennio le cifre relative 
alle spese, le quali pure vorremmo qui 
integralmente riportare se non temessimo 
di peccare di soverchia prolissità. 

Ci limiteremo perciò ad esporre quelle 



che si riferiscono alle voci più impor- 
tanti quali quelle che sono l' indice più 
sicuro del progredire dei servizi pubblici 
non solo, ma del cammino sempre più 
rapido della stessa civiltà che si fonda 
sulla coltura e sulla educazione popolare. 



VOCI DI SPESA 


1903 


1904 


1905 


1900 


1907 


1908 


1909 


1910 


1911 


1912 

! 


Pubblica Istruzione . 


68263 


74063 


100055 


116582 


143470 


148445 


152810 


163275 


176025 


187486 


Beneficenza .... 


19907 


19213 


25382 


29795 


24300 


21832 


28290 


28292 


36041 


29119 


Interessi sui mutui 


8545 


7241 


10642 


17918 


20113 


20771 


21202 


47992 


55257 


52952 


Tasse diverse .... 


8850 


7354 


10680 


15470 


15527 


16741 


18366 


19567 


22113 


24164 


Esercizio Acquedotto 


— 


— 


— 


— 


— 


16732 


20438 


12453 


16274 


16633; 


Altre spese non specificate 

Totale Spese effettive 


96492 


91984 


322072 


132494 


268097 


257131 


201072 


277845 


195178 


261441 


202057 


199855 

i 


468831 


312259 


471507 


481652 


442178 


549424 


500888 


571795 



31 — 



Abbiamo già detto che il comune non 
possiede beni produttivi all' infuori del- 
l' acquedotto comunale: tuttavia un pa- 
trimonio c'è ed è un patrimonio cospi- 
cuo: tale patrimonio del resto è anche 
redditivo poiché, sebbene non fruttifichi 
nel senso pecuniario, dà però i suoi 
frutti pei servizi ai quali è adibito : non 
dà rendita ma evita spese, il che, in 
fondo, è la stessa cosa. 

Al 31 Dicembre 1912 lo stato patri- 
moniale attivo del comune ammontava a 
complessive L. 1.326.518 comprendente 
il valore del palazzo comunale, dell'edi- 
ficio scolastico di piazza Umberto I", di 
quello di via Mazzini, di quello di via 
C. Cantù, di quello della Ponzella, del 
Macello Pubblico, del Lazzaretto e del- 
l' impianto dell'Acquedotto coi relativi 
arredamenti, ecc. 

Ad esso fa riscontro lo stato patrimo- 
niale passivo ammontante a complessive 
L. 1.270.560 e rappresentato dai mutui 
tuttora accesi presso la Cassa dei De- 
positi e Prestiti, presso la Cassa di Ri- 
sparmio di Milano e presso i detentori 
delle obbligazioni al portatore emesse in 
diverse riprese, ed infine dalla capitaliz- 
zazione dei censi e canoni passivi. 

I predetti mutui fanno parte di quelli 
originariamente assunti come segue : 
Prestito in obbligazioni 1897 L. 100.000 

1900 » 100.000 

1905 » 300.000 

» 1908 • 300.000 

1910 » 150.000 

Mutuo colla Cass. di Risp. 1897 » 40.000 

* » » » 1912 » 40.000 

* Cassa Dep. e Prest. 1884 » 74.500 

A riportare L. 1.104.500 



Riporto L. 1.104.500 

Mutuo Cassa Dep. e Prest. 1906 » 100.000 

» » » » 1909 » 400.000 



Totale originario L. 1.604.500 
Ammontare già estinto » 354.807 

Residuo al 31 Dicembre 1912 L. 1.249.693 
A questi dovranno ora aggiungersi al- 
tri tre mutui, per l'ammontare comples- 
sivo di L. 350.000, che si trovano in via 
di concessione presso la Cassa dei De- 
positi e Prestiti pel completamento del- 
l'Acquedotto comunale, per la costruzione 
del Palazzo scolastico di via XX Settem- 
bre e per la costruzione del Lazzaretto 
e della Sterilizzatrice. 

Abbiamo già detto, in principio di 
questo capitolo, che i contribuenti di 
Legnano non sono fra i più tassati, e 
questa affermazione ripetiamo ora, dopo 
la esposizione della rapidissima ascesa 
delle entrate comunali e dell'incremento 
delle tasse. 

Ma poiché non abbiamo la pretesa di 
essere creduti sulla parola, ci facciamo 
un dovere, ed un piacere insieme, di 
dare le prove della nostra asserzione. 

Prendendo per base le cifre ufficiali 
più recenti e cioè quelli che risultano dai 
bilanci di previsione pel corrente anno 
1913 e dalla chiusura dei registri ana- 
grafici al 31 Dicembre 1912 offriamo ai 
cortesi lettori, in un quadro riassuntivo, i 
dati di confronto fra i Comuni di Le- 
gnano, Busto Arsizio, Gallarate e Varese 
e cioè fra i quattro maggiori Comuni 
della nostra plaga, equivalentisi per po- 
polazione, per industria, per commercio 
e per benessere generale 



32 - 





LEGNANO 


BUSTO ARSIZIO 


QALLARATE 


VARESE 


TASSE 


Abitanti 26004 


Abitanti 


26149 


Abitanti 16199 


Abitanti 20931 


IMPORTO 


Quota 

per 
abitante 


IMPORTO 


Quota 

per 
abitante 


IMPORTO 


Quota 
per 

abitante 


IMPORTO 


Quota 

per 
abitante 


Sovrimposta fondiaria 


191643 


7,30 


157000 


6,- 


136000 


8,39 


148000 


7,07 


Tassa d' esercizio 


35000 


1,34 


70000 


2,03 


23000 


1,42 


43000 


2,061 


„ di famiglia 


50000 


1,92 


85000 


3,25 


42000 


2,59 


78000 


3,72 


„ Aree fabbricabili . 


— 


— 


35000 


1,32 


— 


— 


— 




„ sull'uso della fogna 


— 


— 


10000 


0,38 


— 


— 


— 




Altre tasse e cioè : Vetture, Do- 


















mestici, Valore locativo, 


















Cani, Acque gazose, Spet- 


















tacoli, Scolastiche, Licenze 


















di esercizi pubblici, Ma- 


















cellazione, Pese pubbliche, 


















Segreteria, Velocipedi, Po- 


















steggio .... 


54700 


2,10 


57000 


2,18 


42305 


2,01 


117000 


5,59 


Dazio carni e bevande alcool. 


















compreso la birra . 


112453 


4,32 


155627 


5,95 


83876 


5,11 






„ gaz e luce elettrica 

„ foraggi .... 


42000 


1,01 


40000 
12000 


1,53 
0,49 


22000 
21000 


1,35 
1,29 


[ 203500 


9,72 


„ materiali di fabbrica 

Totale Tasse e Dazi 


6000 


0,23 


10000 


0,38 


— 


— 






491796 


18,91 


631627 


24,15 


370181 


22,85 


589500 


28,10 


I\I5. L' apparente lieve discon 


ianza fra 


e quot 


e parziali 


e le 


quote tota 


i è dovuta all' abban- 


dono dei millesimi. 



















Devesi poi notare che mentre il Co- 
mune di Legnano, come già abbiamo 
detto, non ha beni patrimoniali redditivi, 
quello di Busto Arsizio ha un reddito 
patrimoniale effettivo di L. 13436 annue, 
quello di Gallarate un reddito patrimo- 
niale netto L. 31060 e quello di Va- 
rese un reddito patrimoniale netto di 
L. 26682 annue. 

Malgrado adunque l'assoluta mancanza 
di patrimonio proficuo, sempre a prescin- 
dere dall'Acquedotto comunale - al quale 
del resto, negli altri comuni citati, fanno 
riscontro analoghi impianti municipaliz- 



zati, e quindi egualmente redditivi, di 
acqua, di gaz, ecc. - Legnano, fra i quat 
tro comuni della plaga è, di gran lunga, 
il meno tassato. 

Ciò dimostra che le sue feconde energie 
lungi dall'essere interamente sfruttate e, 
tanto meno, esaurite, consentiranno an- 
cora per l' avvenire la continuazione di 
quel progressivo incremento nei pubblici 
servizi che è stato fin qui una delle sue 
più lodevoli caratteristiche e che gii per- 
metterà di mantenersi sempre al livello 
delle altre Città sorelle. 



33 



Servizi di igiene. 

Un arguto amico nostro definì una 
volta l'igiene: inferno laico: ma poi- 
ché l' amico nostro aveva molto buon 
senso, noi crediamo che la sua defini- 
zione riguardasse soltanto le esagerazioni 
dell'igiene che possono, talvolta, rendere 
la vita intollerabile quanto le stesse ma- 
lattie che si vogliono evitare. 

Comunque, certo è che l' igiene ha 
fatto in questi ultimi anni grandi con- 
quiste di fedeli, di apostoli e, talvolta, 
anche di martiri, e, ciò che più importa, 
ha reso alla umanità servizi eminenti che 
sarebbe stoltezza disconoscere. 

La salute pubblica è ora di gran lunga 
migliore che non fosse una trentina di 
anni addietro e le statistiche della morta- 
lità in generale, e di quella infantile in par- 
ticolare, ne sono la prova più convincente. 

Il merito di tale soddisfacente stato di 
cose, se deve in parte attribuirsi anche alle 
migliorate condizioni di vita delle nostre 
popolazioni in ragione degli aumentati 
guadagni, e alle molte istituzioni di as- 
sistenza sociale sorte in questi anni, va 
però in gran parte attribuito ai provve- 
dimenti igienici presi dagli Enti pubblici 
sotto lo stimolo continuo e talvolta assil- 
lante della nuova scienza e dei suoi cultori. 



Anche in questo campo Legnano ha 
portato il suo contributo notevolissimo, 
sia con graudi opere di igiene generale 
(Acquedotto, allargamento di Vie, Ma- 
cello, ecc.) delle quali diremo brevemente 
nei successivi capitoli, sia con provvi- 
denze minori ma non meno utili, quali 
le disinfezioni costanti in ogni luogo in- 
fetto o temuto tale, la vigilanza assidua 
sugli alimenti e sulle bevande destinate 
al pubblico, le analisi chimiche e batte- 
riologiche frequentissime, 1' applicazione 
rigororosa delle migliori norme igieniche 
per la pulizia delle abitazioni ecc. e tutto 
ciò mediante una lotta di ogni giorno 
non solo contro le difficoltà finanziarie 
immancabili in un Comune di rapido 
sviluppo, ma più ancora contro il formi- 
dabile esercito delle abitudini inveterate, 
delle irragionevoli prevenzioni e dei se- 
colari pregiudizi. 

Se non temessimo di rendere troppo 
aride queste nostre già disadorne me- 
morie, vorremmo qui riportare un quadro 
completo di tutte le minute operazioni 
compiute nel campo dell'igiene dall'Am- 
ministrazione Comunale nell' ultimo de- 
cennio. Ci limiteremo quindi ad alcuni 
brevi dati relativi al quinquennio dal 
1 Gennaio 1908 a tutto il Dicembre 
1912. 



OPERAZIONI 


1908 


1909 


1910 


1911 


1912 


Totale 


Analisi di acqua 




7 


18 


16 


35 


7 


83 






— 


— 


5 


34 


8 


47 


„ di latte 




14 


16 


20 


16 


20 


86 


„ di alimenti in genere 


. 


5 


3 


3 


31 


11 


53 


Disinfezioni domiciliari in seguito a malattie 


infettive 


408 


259 


193 


592 


248 


1700 

- 



— 34 — 



Onde persuadere i dubbiosi delle assai 
migliorate condizioni della salute pub- 
blica e della conseguente grande dimi- 
nuzione della mortalità generale stimia- 
mo opportuno trascrivere i dati relativi 
ai decenni del secolo intercorrente dal 
1813 a tutto il 1912. 



EPOCHE 



tu 
e 
e « 

— tu 
C £ 

C~ 


Mortalità 
media 
annuale 


Percentuale 


i; 
3500 


133 


38 o/oo 


4000 


159 


39,75 , 




4500 


231 


51,33 , 




5000 


228 


45,60 , 


, ì 


6000 


249 


41,50 , 


1 


6500 


268 


41,23 




7500 


266 


35,46 


, 


11000 


306 


27,81 




15000 


372 


24,80 




23000 
1 


422 


18,34 





Decennio 1813-1822 
1823-1832 
1833-1842 
1843-1852 
1853-1862 
1863-1872 
1873-1882 
1883-1892 
1893-1902 
1903-1912 



L'ultimo anno testé decorso è stato 
indubbiamente il migliore, sotto l'aspetto 
della mortalità, di quanti lo hanno prece- 
duto e noi crediamo che poche altre 
Città possano vantare una così bassa 
percentuale di morti sulla popolazione 
totale come quella che si è verificata nel 
1912 a Legnano. 

Infatti, nel mentre la popolazione (co- 
me già abbiamo detto) al 31 Dicembre 
1912 era salita a 26004 abitanti, i morti 
nell'anno furono soltanto 348 e cioè il 
13.38 per mille. 

Risultato questo che è veramente con- 
fortevole e che noi di gran cuore augu- 
riamo e desideriamo che si mantenga 
negli anni avvenire non solo, ma mi- 
gliori continuamente in modo che, se 
proprio si deve morire, si muoia almeno 
il più tardi possibile. 

Il personale sanitario nel 1774 consi- 



steva in un Medico collo stipendio di 
L. 700 annue. 

Nel 1791 troviamo un Medico ed un 
Chirurgo collo stipendio di L. 900 pel 
primo e di L. 600 pel secondo. 

Nel 1860 abbiamo un Medico con 
L. 1425.91, un Chirurgo con L. 1209.87 
e una Levatrice cori L. 345.66. 

Attualmente il personale sanitario sti- 
pendiato dal Comune (all'infuori quindi 
degli addetti all' Ospedale Civile e dei 
liberi esercenti) è composto come segue : 
1 Ufficiale Sanitario ; 
4 Medici Chirurghi condotti ; 
1 Veterinario Direttore del Macello; 
4 Levatrici Condotte ; 
e ciò senza tener conto del personale 
addetto al servizio delle disinfezioni, dei 
prelievi, ecc. 

Gli stipendi pagati complessivamente 
nel 1912 al personale sanitario ammon- 
tano a L. 28220, oltre gli accessori per 
vacanze, malattie, ecc. 

In Comune vi sono 6 Farmacie. 



Il Lazzaretto e la Sterilizzatrice. 

Sotto la minaccia di un' epidemia co- 
lerica - pur troppo n >n sconosciuta a 
Legnano - l'Amministrazione Comunale 
nel 1911 si indusse a far studiare ed 
indi ad eseguire un progetto di Padi- 
glione di isolamento per malati contagiosi. 

Il progetto, assai modesto, fu predis- 
posto dall'Ufficio Tecnico Comunale ed 
approvato dalla Giunta Municipale il 21 
Giugno 1911, dal Consiglio Comunale 
il 2 Luglio successivo e dal Prefetto della 
Provincia con decreto 5 Ottobre dello 
stesso anno. Sorge in località lontana da 
ogni abitazione e relativamente vicina 
all' Ospedale Civile in fregio alla Via 
S. Erasmo. 

Fu costruito per appalto a trattativa 
privata dal carpentiere Giovanni Cittera 
nel mese di Luglio predetto e costò 



— 35 



complessivamente L.7751.70 più L. 2148.30 
per l'arredamento. Il costo totale fu quin- 
di di L. 9900 escluso il valore dell'area 
la quale appartiene alla Congregazione 
di Carità e che non venne acquistata in 
considerazione che anche la costruzione 
dovrà ben presto essere ceduta all'Ospe- 
dale Civile il quale potrà appunto ser- 
virsene per l'isolamento eventuale di con- 
tagiosi comuni, salvo a metterlo a dispo- 



Dovrà però provvedere anche alle di- 
sinfezioni occorrenti a tutta la popola- 
zione ed eventualmente anche a quella 
dei paesi vicini. 

11 relativo progetto, compilato dall'Uf- 
ficio Tecnico Comunale d' accordo colla 
Direzione Medica dell'Ospedale, fu ap- 
provato dall' Autorité Comunale e dal 
Prefetto della Provincia contemporanea- 
mente al progetto pel Lazzaretto sopra 




«.««Tiki tÉ t naca 



Stazione di disinfczione (pianta) 



sizione dei Sanitari Comunali nel caso 
non desiderato di una nuova minaccia 
epidemica. 

Finora però il Lazzaretto non ha mai 
ricoverato alcun malato e noi auguria- 
mo che esso rimanga soltanto a testi- 
monio della prudente saggezza dell'Au- 
torità Comunale. 



* * 



Poco lontano dal Lazzaretto e sempre 
in fregio alla predetta Via S. Erasmo in 
angolo alla Via Alessandro Cuzzi è stata 
recentemente costruita una modernissima 
Stazione di disinfezione la quale, dal lato 
interno, è in diretta comunicazione col- 
l' Ospedale Civile al servizio del quale 
dovrà, in gran parte, essere adibita. 

— 36 



menzionato. La costruzione fu affidata, 
per la parte muraria, al capomastro Filetti 
Romeo e, per il macchinario, alla Ditta 
Geneste Herscher. 

Le opere furono iniziate nel Settembre 
1912 e furono condotte a termine nel- 
l'Aprile 1913. Il costo totale venne liqui- 
dato in L. 15 400 nella quale spesa il 
Comune concorse con L. 15.000, e cioè 
quasi per l' intero costo. 

La sterilizzatrice comincerà prossima- 
mente a funzionare e noi siamo con- 
vinti che essa corrisponderà pienamente 
alle grandi aspettative dei tecnici com- 
petenti ed ai sacrifici che per essa si 
sono imposti alle finanze del Comune. 



Cimitero Comunale. 

È noto che fino alla morte di Maria 
Teresa avvenuta nel Novembre 1780, i 
cadaveri venivano seppelliti nelle Chiese 
e nei sagrati in grandi tombe comuni. 

Il suo successore Giuseppe II, spirito 
riformatore, ordinò che tale pericoloso 
sistema venisse abbandonato e prescrisse 
che i morti fossero sepolti in casse e 
fuori dell'abitato in luoghi speciali, che 
furono chiamati Campi Santi. 

Legnano, al pari di ogni altro comune, 
seppelliva i propri morti nella Chiesa 
Prepositurale di S. Magno e nelle sue 
adiacenze, tranne rare eccezioni dovute 
ai privilegi di alcune famiglie che sep- 
pellivano i loro morti in altre Chiese, 
come ad esempio i Lampugnani che fu- 
rono sempre sepolti nella Chiesa della 
Madonnina. 

Nel Maggio 1786, in seguito alle sol- 
lecitatorie dell'Autorità governativa, il 
Municipio di Legnano fece disporre il prò" 
getto e la perizia per la costruzione del 
Campo Santo. 

Gli atti vennero sollecitamente! appro- 
vati ed ebbe subito luogo l'asta pubblica 
per l'appalto dei lavori. 

Ma, malgrado l'apparente! buona vo- 
lontà delle Autorità municipali, i lavori 
di costruzione, anziché iniziarsi subito, 
furono rimandati di giorno in giorno 
coi pretesti più svariati, tanto che si 
arrivò al 1789 senza che nulla di con- 
creto fosse fatto. Pare anzi che le ra- 
gioni del ritardo dovessero ricercarsi 
nelle discordie dei partiti locali, perchè 
in una lettera in data 15 Dicembre 1789 
dell' Intendenza politica di Varese al R. 
Cancelliere Mazza di Legnano si legge: 

« A troncare le difficoltà che si vanno 
« frapponendo dai rispettivi partiti in Le- 
« gnano colla supponibile idea di pro- 
« crastinare l' esecuzione del pubblico 
« Cimitero, il Regio Imperiale Consiglio 



« di Governo » provvede a dare istru- 
zione per risolvere alcune obbiezioni e 
ordina che si vada avanti. 

Ed i lavori ebbero esecuzione. 

Ma, come tutto ciò che si fa di mala 
voglia, così anche questa non desiderata 




Statua della Fede nel Cimitero Vecchio 

(Fotografia O. Ferrari) 

costruzione diede luogo a parecchie di- 
vergenze e contestazioni dapprima in 
sede di esecuzione, poi, essendosi do- 
vuti demolire i primi lavori, in sede di 
liquidazione dei lavori demolit". 



— 37 



E pare che i signori Deputati (che, 
come già abbiamo detto si rinnovavano 
ogni anno si divertissero a contraddirsi 
continuamente e a non concluder nulla, 
perchè la Regia Delegazione per il Censo 
di Milano comincia una sua lettera al 
suddetto Cancelliere Mazza con queste 
precise parole: 

« Se li Deputati che sottentrano alli 
« scaduti avessero mai sempre a disap- 
« provare le determinazioni antecedenti, 
« siccome occorre nella pendenza fra 
« l'Appaltatore del Campo Santo e la 
• Comunità di Legnano, le questioni si 
« renderebbero perpetue e gli affari in- 
<* terminabili ». 

Conclude invitando il Cancelliere ad 
interporsi perchè la quistione sia pron- 
tamente risolta. 

Comunque, sta il fatto che il Cimitero 
non venne costruito, e che nel Febbraio 
1803 la Deputazione dell' Estimo si trova 
a dover pregare la Commissione di Sa- 
nità di concedere ii permesso di spurgare 
il F oppone, ossia la tomba comune fuori 
della Chiesa di S. Magno, e di conti- 
nuare a seppellire in esso i cadaveri 
in virtù della provvisoria dispensa già 
avuta dall' obbligo di costruire il Cimi- 
tero. 

Nel 1808 venne finalmente costruito e 
posto in uso il nuovo Cimitero (e cioè 
lo stesso che ora è chiamato Cimitero 
Vecchio e che è chiuso da oltre un de- 
cennio). La costruzione venne fatta su 
progetto dell' architetto Broggia, e costò, 
compresa l'area, L. 2723: esecutore fu 
il capomastro Agostino Bonecchi. 

Nel 1810 venne demolito il Cimitero 
Vecchio (Foppone) che era collocato fuori 
della Chiesa di S. Magno. 

Così dopo oltre vent' anni ebbe esecu- 
zione a Legnano la legge sui Cimiteri. 

Nel 1863 il Cimitero fu ampliato col- 
1' aggiunta di una maggior area di circa 
Mq. 3500 e colla spesa di L. 2770. 



Il primo Cimitero così ampliato restò 
in uso per 90 anni precisi e cioè dalla 
fine del 1808 al 17 Settembre 1898 ed 
accolse durante quel lungo periodo i 
cadaveri di 21896 persone. 

Esistono in questo Cimitero tre Cap- 
pelle gentilizie di scarso interesse arti- 
stico : la migliore appartiene alla famiglia 
Paleari e le altre due alle Famiglie Krumm 
e Cornaggia. Assai bella invece è una 
statua della Fede scolpita in marmo nel 
1898 dai Fratelli B. L. Monti di Milano 
e collocata sulla tomba dei Fratelli Sa- 
cerdoti Lodini. 

Nella seduta del 9 Gennaio 1887 il 
Consiglio comunale, fatto persuaso che 
in causa del grande aumento della po- 




Cappella della l'amisi a Franco Tosi 

polazione il Cimitero predetto non era 
più in grado di soddisfare ai cresciuti 
bisogni, deliberò di costruire un nuovo 
Cimitero in località più eccentrica e con 
superficie assai più vasta. 

Dopo lunghe e talvolta appassionate 
discussioni venne scelta la località posta sul 



— 38 



fianco destro della chiesa di S. Maria delle 
Grazie poco lontana dal Cimitero Vecchio. 

Il piano topografico della località, pre- 
disposto dall'ing. cav. Cuttica nob. Re- 
nato di concerto con una speciale Com- 
missione di tecnici, veniva approvato dal 
Consiglio comunale colla deliberazione 
del 22 Marzo 1895 e dal Prefetto della 
Provincia con decreto 30 Maggio dello 
stesso anno. 

Il progetto delle opere da eseguirsi 




eappella della Famiglia Frane, agosti 

per la costruzione del nuovo Cimitero, 
predisposto dallo stesso ing. cav. Cuttica, 
fu approvato dal Consiglio comunale nella 
seduta del 28 Aprile 1895 e dal Prefetto 
della Provincia con decreto 11 Gennaio 
1896. Nello stesso anno l' Amministra- 
zione comunale provvedeva alle pratiche 
per l'esproprio delle aree da occuparsi 
e bandiva l'asta per l'appalto delle opere 
di costruzione che vennero aggiudicate 
ai capimastri Gaetano Casanova ed Ales- 
sandro De Capitani di Milano. 



I lavori furono iniziati il 29 Marzo 1897 
e condotti a termine nel Settembre 1898. 
II cimitero fu benedetto, per delega- 
zione arcivescovile, dal Prevosto di S. Ma- 
gno, Mons. cav. Domenico Gianni, nel 
pomeriggio della Domenica 24 Luglio 
1898. Le inumazioni furono iniziate nel 
giorno 17 Settembre dello stesso anno 
e colla medesima data venne chiuso il 
Cimitero Vecchio dopo novant'anni esatti 
di esercizio. 

All'atto dell' apertura il nuovo Cimi- 
tero aveva una superficie complessiva di 
Mq. 18.942 ed era costato, compresa 
l'abitazione del Custode, il Pronao e 
l'Ossario L. 52.000 (liquidate in via di 
transazione) oltre a L. 17.093,50 per l'a- 
cquisto dell'area e L. 7.896,50 per gli atti 
di acquisto, il progetto, l' assistenza ed 
altri accessori. 

La spesa liquida totale fu quindi di 
L. 76.990. 

Erano appena trascorsi otto anni dalla 
costruzione del Cimitero nuovo, quando 
nel Febbraio 1907 l'Amministrazione co- 
munale doveva persuadersi che lo spazio 
per le sepolture comuni era quasi esau- 
rito e che, ad ogni modo, non si sarebbe 
potuto raggiungere il decennio per ini- 
ziare la rotazione delle esumazioni. 

Si dovette quindi provvedere subito 
alla esecuzione di un ampliamento che 
già era stato previsto e pel quale erasi già 
acquistata P area occorrente fin dal 1904. 

L'ampliamento venne autorizzato con 
deliberazione d'urgenza della Giunta Mu- 
nicipale del 6 Maggio del detto anno 
1907, ratificata poi dal Consiglio comu- 
nale il 15 Settembre successivo, ma ap- 
provata dal Prefetto soltanto il 21 Di- 
cembre 1908. 

Nel frattempo però le opere di am- 
pliamento, che erano veramente urgenti, 
erano già state eseguite sul progetto 
dell'Ufficio Tecnico comunale e condotte 
a termine fin dall'Agosto 1907. 



39 — 



La parte nuova del Cimitero fu bene- 
detta, per delegazione arcivescovile, dal 
Prevosto Gilardelli il 1° Novembre dello 
stesso anno. 

Senza tener conto del valore del- 
l'area gratuitamente ceduta dagli eredi del 
Comm. Franco Tosi in permuta di una 
stradella comunale soppressa, le nuove 
opere costarono L. 13.898,17 alle quali 
furono aggiunte poi, negli anni succes- 
sivi L. 7538,90 per completare le coto- 
nature in pietra di Sarnico dei Campi 
di inumazione, per l'acquisto del carrello 
pel trasporto delle salme, ecc. 

Il costo totale del Cimitero Comunale 
fu quindi, compreso la prima parte ulti- 
mata e pagata nel 1898, di L. 98427. 

11 Cimitero, che ha la forma di una croce 
latina capovolta, è lungo M.292 50, largo 
alle basi M. 109 e fra gli estremi delle 
due braccia M. 152.50, ha un perimetro 
di M. 890 e la superficie complessiva di 
Mq. 36834 suddivisa in N. 18 campi. 

Sono notevoli in esso la Cappella gen- 
tilizia della famiglia del compianto Comm. 
Franco Tosi, quella della famiglia Banfi, 
Enea, quella della famiglia Agosti, e quel- 
la della famiglia Ferrano, oltre a nume- 
rosi monumenti alcuni dei quali veramente 
pregievoli. 

Trovasi in corso di esame un magni- 
fico pregetto per la costruzione di due 
corpi laterali di Colombari e Cappelle 
da vendersi ai privati fronteggiate da un 
porticato comune. 

In attesa che tale progetto venga ap- 
provato dall'Autorità Municipale, le fa- 
miglie che intendono assegnare alle sal- 
me dei loro cari un posto distinto pos- 
sono acquistare dal Comune i giardinetti 
a pagamento predisposti a mo' di cor- 
nice tutt'in giro ai campi comuni. 

Questi giardinetti vengono ceduti per 
il prezzo di L. 25 al Mq. per un decen- 
nio, L. 45 al Mq. per un ventennio, L. 70 
al Mq. per un trentennio e L. 120 al 



Mq. per la perpetuità e quindi, per ogni 
posto, rispettivamente L. 57,50 L. 103.50 
L. 161 e L. 276. 

Nei giardinetti a pagamento i dolenti 
possono far collocare, senza ulteriori 
tasse, ricordi e monumenti secondo ì 
loro gusti ed i loro mezzi, salvo sempre 
l'approvazione, dal lato estetico, riservata 
all'Autorità Municipale. 1 tombini sotter- 
ranei per la custodia dei cadaveri sono 
permessi solo nei giardinetti alla perpe- 
tuità. 




Cappella della famiglia Enea Banfi 

Nel Cimitero nuovo, dalla data della 
sua apertura (17 Settembre 1898) al 31 
Dicembre 1912, sono state sepolte le sal- 
me di N. 5880 persone morte in Comu- 
ne, oltre ad una trentina provenienti da 
altri Comuni. 

Nel secolo decorrente dal 1 Gennaio 
1813 al 31 Dicembre 1912 morirono in 
Legnano N. 27347 persone. 

E poiché siamo in tema di Cimitero 
soggiungeremo alcuni brevi cenni circa 
il trasporto dei cadaveri. 



40 - 



Questo servizio, in seguito alla delibera- 
zione del Consiglio Comunale del 17 Mag- 
gio 1891, viene disimpegnato direttamente 
dal Municipio a mezzo di un appaltatore, 
mediante appositi carri funebri e rela- 
tivi cavalli. Esso è gratuito per i poveri 
e a pagamento per gli abbienti. 

I trasporti gratuiti sono fatti con un 
furgone metallico chiuso, assai decente 
e proprio. Un altro furgone metallico, la- 
vabile, viene usato, anche a pagamento, 
per le salme delle persone morte di ma- 
lattia contagiosa. 

Pei trasporti a pagamento sono in vi- 
gore le seguenti tariffe, ed il relativo 
provento, per oltre una metà va a van- 
taggio della Cassa Comunale e per il 
resto è devoluto all'appaltatore, a carico 
del quale stanno tutte le spese di carri, 
cavalli, uomini e materiale. Il Comune 
non ha alcuna spesa. 

Tariffa per oli adulti 



V 


Classe 


lo 


O 


rado 


L. 300 


r 


M 


T 




- 


r> 200 


T 


» 


l c 




» 


• 120 


2- 


M 


2° 




•! 


- 80 


3" 


» 








•> 50 


4' 


» 








» 30 


5 ;l 


» 








- 20 


6 :i 


» 








« 8 



Tariffa pei bambini 



l a Classe 


1° 


Grado 


L. 100 


l a 


2° 


> 


- 60 


2 a » 






» 40 


3 ; ' » 






» 20 


4 a » 






« 10 


5 H » 






<• 5 



Tutti i predetti prezzi vengono au- 
mentati del 20 0|0 quando si tratta di 
salme provenienti da altri Comuni o de- 
stinate ad essere trasportate fuori del 
territorio comunale. 



Macello pubblico e Mercato coperto. 

Per ottemperare alla prescrizione con- 
tenuta nel Regolamento Generale Sani- 
tario (l'esecuzione della quale è rimasta, 
per molti Comuni, un pio desiderio) 
l'Amministrazione Comunale di Legnano 
nel 1891 si accinse a studiare la qui- 
stione della costruzione di un pubblico 
Macello tale da soddisfare alle esigenze 
dell igiene pubblica e ai bisogni degli eser- 
centi. Venne dapprima discusso a lungo 
un progetto presentato dall'ingegnere 
d' ufficio, progetto che nel 1892 aveva 
anche ottenuto tutte le approvazioni da 
parte dell'Autorità comunale e di quella 
prefettizia. Ma per ragioni di indole so- 
pratutto finanziaria il detto progetto non 
venne eseguito ed ogni provvedimento 
in merito al Macello rimase sospeso fino 
al 1896 nel quale anno il Comune bandì 
un concorso per la preparazione di 
nuovi progetti, avvertendo che 1' esecu- 
zione di quello che sarebbe stato pre- 
scelto sarebbe stata affidata a forfait 
all'Autore del progetto medesimo. 

Undici furono i concorrenti ed il Con- 
siglio comunale, tenuto conto anche delle 
proposte della Giunta municipale e di 
una speciale commissione di tecnici, fece 
cadere la sua scelta sul progetto presen- 
tato dall'architetto Camillo Crespi. 

Al progettista venne quindi affidata la 
direzione dei lavori e l'appalto delle 
opere di costruzione. 

I lavori furono iniziati e condotti a 
termine nel successivo anno 1897 per 
opera della ditta Feltrinelli di Milano 
cessionaria dell' appalto, ed il Macello 
venne posto in funzione nel giorno 12 
Aprile 1898, restando vietata sotto la 
stessa data ogni macellazione di animali 
bovini, suini, equini e ovini nelle case o 
negli esercizi privati. 

La spesa di costruzione e macchinario 
ammontò a complessive L. 68.618, quella 



41 



per l'area fu di L. 14.935, e la spesa 
accessoria per assistenza, liquidazione, 
ecc. fu di L. 2788. 

La spesa complessiva fu di L. 94.100 
compreso un ampliamento eseguito nel 
1900 per L. 7759. 

Il Macello pubblico, interamente cir- 
condato da muro di cinta, comprende 
quattro distinti corpi di fabbrica: il primo 
a due piani, serve per uso di ufficio del 
Direttore Veterinario e dell' agente da- 
ziario, nonché per l' abitazione del cu- 
stode ; il secondo consiste in un grande 
capannone, parzialmente suddiviso in celle 
per la macellazione degli animali bovini 
ed equini ; il terzo consiste pure in un 



grande capannone ed è adibito alla ma- 
cellazione dei suini : l'ultimo comprende 
la stalla di sosta, la tripperia, il locale 
per la caldaia, ecc. 

L' area totale occupata è di Mq. 4000, 
quella coperta dai quattro corpi di fab- 
brica ammonta a complessivi Mq. 1050. 

Neil' interno del recinto è collocata 
una pesa a ponte per la pesatura degli 
animali vivi da sdaziarsi; all' esterno vi è 
un' altra pesa a ponte assai più grande 
che serve da pesa pubblica pei grossi 
carichi, carri, ecc. 

Nel decennio dal 1. Gennaio 1903 al 
31 Dicembre 1912 gli animali abbattuti 
furono N. 53.387 suddivisi come segue: 





Buoi 


1 






Pecore 








ANNO 


manzi 
e civetti 


Tori 


Vacche 


Vitelli 


capre 
e capretti 


Suini 


Equini 


TOTALE 


1903 


137 


10 


1411 


1190 


134 


1915 


28 


4825 


1904 


154 


8 


1207 


1213 


120 


1711 

1 


39 


4452 


1905 


193 


16 

| 


1146 


1340 


105 


1937 


40 


4777 


1906 


202 


12 


1121 


1485 


191 


2056 


82 


5149 


1907 


283 


29 


1180 


1845 


164 


2021 


80 


5602 


1908 


549 


19 


1169 


1404 


230 


2223 


106 


5700 

i 


1909 


581 


21 


1003 


1281 


223 


2121 


112 


5342 


1910 


566 


11 


976 


1189 


246 


2587 


1 on 
133 


5708 


1911 


528 


• 
4 


955 


1178 


260 


2925 


209 


6059 


1912 
Totali 


625 


4 


885 


1276 


225 


2540 


218 


5773 


3818 


134 


11053 


13401 


1898 


22036 


1047 


53387 



Malgrado sia trascorso poco tempo 
dalla sua costruzione, il Macello è an- 
dato rapidamente deperendo ed è da 
augurarsi che siano presto eseguite le 
opportune opere di riforma da tempo 
decise in via di massima e che attendono 
di entrare nella loro fase risolutiva. 

Il fabbricato del Macello si trova sulla 
piazza stessa del mercato bestiame. 



* 
* * 



Oltre alla notissima ed antichissima Fiera 



dei Morti, la cui istituzione si fa risalire a 
Carlo Magno, ed a quella recente detta 
di Marzo, istituita con deliberazione con- 
sigliare 25 Ottobre 1885, in Legnano ha 
luogo ogni Martedì un mercato di be- 
stiame e merci la cui istituzione venne 
concessa la prima volta con decreto della 
Reale Conferenza Governativa del 2 
Ottobre 1795 e riconfermata poi, dopo 
lunghe alternative di abbandono e di 
ripresa, dal Consiglio comunale con de- 



42 — 



liberazione del 18 Agosto 1905, debita- 
mente approvata dalla competente Auto- 
rità superiore. 

Il mercato delle merci, assai frequen- 
tato, ha luogo nella piazza Umberto I", 
in via Magenta, via Garibaldi e via Verdi. 
Quello del bestiame ha luogo, come ab- 
biamo detto, nel piazzale adiacente al 
pubblico Macello. 

Nell'Ottobre dello stesso anno 1905 



Meregalli e costarono al Comune com- 
plessivamente L. 12.600 alle quali devon- 
si poi aggiungere L. 1104 spese pel pa- 
rapetto e per la sistemazione del piazzale. 

L'area totale del piazzale del mercato, 
compresa la parte coperta, è di Mq. 2625. 

11 nuovo mercato settimanale del be- 
stiame, coi relativi capannoni pei ricovero 
degli animali, venne solennemente inau- 
gurato il 28 Novembre 1905 alla pre- 




via Magenta e il Mercato coperto (Fotogr. G. Ferrari) 



detto piazzale, che era prima lasciato 
quasi in abbandono, venne sistemato e 
circondato da un parapetto in ferro. 

Vi furono contemporaneamente erette 
due grandi ed eleganti tettoie in lamiera 
di ferro zincato, sorrette da colonne di 
ferro vuoto, ciascuna delle quali copre 
la superficie di Mq. 326 e può ricoverare 
circa 75 capi di bestiame grosso. 

Sono dotate di comodi abbeveratoi 
alimentati dall'acqua potabile dell'acque- 
dotto comunale. 

Furono costruite dalla ditta Testa e 



senza di tutte le Autorità 1 icali, delle 
Autorità Governative e con grandissimo 
concorso di cittadini e forestieri. 



Acquedotto Comunale. 

Nei primi mesi del 1903 alcuni bene- 
meriti cittadini, preoccupati dalla cattiva 
qualità di acqua di cui poteva disporre 
la popolazione, e dalle frequenti e tal- 
volte gravi infezioni tifose o di altra 
natura che ne derivavano, si costituirono 
spontaneamente in Comitato allo scopo 



di far studiare ed eventualmente eseguire 
un progetto per dotare la città di un 
impianto pubblico di acqua potabile. 

Lo studio del progetto venne dapprima 
affidato agli ingegneri Fratelli Villoresi 
i quali eseguirono l'incarico in breve 
tempo, dandone poi relazione al Comi- 
tato in una adunanza del Maggio del 
predetto anno, proponendo che il pozzo 
per l'estrazione dell'acqua venisse collo- 
cato a circa metà strada fra Olgiate 
Olona e Castellanza nella località detta 
di S. Ambrogio nelle vicinanze della 
Cascina Oarottola. 

11 progetto Villoresi, successivamente 
modificato anche per opera di altri tec- 
nici, specie nei riguardi della spesa, 
venne poi offerto al Comune, essendosi 
abbandonata l' idea della costituzione di 
una speciale società anonima e sembran- 
do più opportuno che gli utili certi di 
un servizio di carattere pubblico an- 
dassero a vantaggio della collettività an- 
ziché a favore della privata speculazione. 

Le spese del progetto tecnico, ammon- 
tanti a circa L. 4000. vennero pagate in 
proprio da alcuni dei membri del pre- 
detto Comitato che si resero così dop- 
piamente benemeriti di fronte alla citta- 
dinanza. 

Il Consiglio comunale nelle sue sedute 
del 27 Novembre 1904 e del 5 Marzo 
1905 deliberò di accettare l'offerta e l'in- 
vito e di eseguire per conto del Comune 
il progettato Acquedotto colla spesa, se- 
condo i preventivi di allora, di L. 200.000 
da coprirsi mediante un mutuo di eguale 
somma da richiedersi alla Cassa dei De- 
positi e Prestiti. 

Nel frattempo però, per aderire al de- 
siderio manifestato dal Comune di Olgiate 
Olona il quale voleva approfittare del- 
l'acquedotto di Legnano per fornir l'a- 
cqua ai propri amministrati, il progetto 
venne ristudiato e la località prima pre- 
scelta venne abbandonata e sostituita 



con quella denominata S. Gregorio alla 
Briosca posta a circa duecento metri a 
Nord dell'abitato di Olgiate. 

Questa riforma, insieme ad altre che 
vennero contemporaneamente studiate e 
decise, portò la cifra del primo preven- 
tivo a L. 300.000. 

L'area occorrente per l'impianto del 
pozzo di presa, della sala delle macchine 
pel funzionamento delle pompe e per 
la costruzione del serbatoio d'acqua e 
dell' abitazione del custode-macchinista, 
venne ceduta a condizioni assai favore- 
voli dal Principe Gonzaga di Vescovato 
e venne consegnata il 23 Ottobre 1905 
alla ditta Antonio Badoni e C. di Castello 
sopra Lecco che si era resa appaltatrice 
dell'impianto. 

Il collocamento della tubazione nell'a- 
bitato di Legnano venne iniziato nel gior- 
no 14 Marzo 1906 partendo dal principio 
della via Ventinove Maggio ne) punto di 
contatto col piazzale del Monumento. 

I lavori di costruzione della stazione 
di sollevamento in Olgiate Olona furono 
iniziati il 20 Marzo 1906 

Secondo i patti contrattuali l'impianto 
avrebbe dovuto essere completo e fun- 
zionante pel giorno 3 Novembre 1906, 
ma per la necessità di tranquillizzare la 
popolazione, preoccupata per un allar- 
me che si era sparso in città, nell'Ago- 
sto dello stesso anno si dovettero so- 
spendere per qualche tempo i lavori. 

L'allarme proveniva da una artificiosa 
interpretazione dell'art. 57 della legge 
sanitaria del 1888 il quale prescrive che 
le abitazioni devono distare dai Cimiteri 
almeno 200 metri, mentre la stazione di 
sollevamento dell'acqua potabile distava 
circa 100 metri soltanto dal Cimitero di 
Olgiate Olona. 

La quistione parve subito preoccupante, 
gli animi si appassionarono, le discus- 
sioni si fecero generali e non sempre 
serene. 



— 44 



L'Amministrazione comunale, pur di- 
chiarando che la posizione del pozzo 
dell'Acquedotto era perfettamente rego- 
lare sia nei riguardi legali che nei ri- 
guardi tecnici e sanitari, molto opportu- 
namente ordinò la sospensione dei lavori 
e chiese alla Prefettura la nomina di una 
speciale Commissione tecnico-sanitaria 
la quale esaminasse la quistione, analiz- 
zasse le acque del pozzo (la cui costru- 
zione era quasi ultimata) e decidesse se 
le opere eseguite fossero da abbando- 
narsi o se invece dovessero completarsi 
nella stessa località secondo i progetti. 

Il Prefetto, sentito il Consiglio sanitario 
provinciale, nominò la Commissione nelle 
persone del medico provinciale, di un 
chimico illustre, il prof. Menozzi, e di 
un batteriologo di notoria competenza, 
il prof. Terni. 

La Commissione, fatti gli opportuni 
sopraluoghi, coi relativi assaggi, esperi- 
menti ecc. con sua relazione del 13 Marzo 
1907 dichiarò concordemente che l'im- 
pianto dal punto di vista legale era per- 
fettamente regolare non essendo ad esso 
applicabile il predetto articolo 57 della 
Legge Sanitaria, e dal punto di vista sani- 
tario scevro da qualsiasi pericolo perchè 
l'acqua data dal pozzo di presa era chi- 
micamente purissima e batteriologica- 
mente immune da qualsiasi germe pato- 
geno. Dichiarò anzi che l'acqua era da 
considerarsi, sotto ogni aspetto, ottima. 

Il 20 Marzo 1907 vennero quindi ri- 
presi i lavori che furono poi condotti a 
termine senza interruzione il 20 Ottobre 
dello stesso anno e pochi giorni dopo, 
senza alcuna cerimonia né festa, venne 
iniziato il servizio di distribuzione ai 
privati dell'acqua potabile con grande 
soddisfazione della cittadinanza comple- 
tamente rassicurata dal responso delle 
competenti Autorità. 

Anche successivamente però venne 
continuato l'ampliamento della rete delle 



tubazioni per la distribuzione dell'acqua, 
rete che, per quanto estesissima, non si 
può dire ultimata nemmeno ora e che 
richiederà forse nuovi sacrifici al Comune. 

A tutto il 1912 la spesa complessiva per 
l'impianto dell'Acquedotto Comunale am 
monta a L 482 930, alle quali si fece fronte 
col Mutuo di L. 400.000 concesso dalla 
Cassa dei Depositi e Prestiti con R. Deere 
to 21 Novembre 1909 e, perle rimanenti, 
col Mutuo di L. 100.000 ora in corso di 
concessione presso la Cassa medesima. 

L'area occupata dalla Stazione di presa 
in Olgiate Olona (pozzo, serbatoio, sala 
delle macchine, abitazione del custode, 
magazzino pel carbone ecc.) è di Mq. 2130 
e costò L. 2162. 

L'abitazione del Custode macchinista ed 
il muro che recinge l'intera stazione di pre- 
sa costarono complessivamente L. 13622 

La tubazione principale, e cioè quella 
che, partendo dal serbatoio, attraversa 
1' abitato di Olgiate, corre lungo la strada 
comunale Olgiate Castellanza indi, lungo 
la provinciale del Sempione, attraversa 
l' abitato di Castellanza e, biforcandosi 
presso il ponte sull'Olona, ragginge in 
due punti diversi 1' abitato di Legnano, è 
lunga M. 5814 ed ha il diametro iniziale 
di m|m 270 e finale di m|m 200 verso 
via Garibaldi e 160 verso Legnanello. 

La tubazione costituente la rete di di- 
stribuzione ha uno sviluppo complessivo 
di Km. 25,407 dei quali Km. 22,667 sono 
in ghisa catramata del diametro da m|m 125 
a m|m 50 e Km. 2 J40 sono in ferro zin- 
cato del diametro da m|m 50 a mjm 25 
Su di essa sono innestati N. 38 idranti 
per i servizi pubblici (inaffiamento stra- 
dale, incendi ecc.). 

Tanto la tubazione principale quanto 

quella costituente la rete di distribuzione 

sono collocate nel sottosuolo a MI. 1,20 

dal livello stradaie. 

Il macchinario della stazione di presa 
comprende due pompe centrifughe Sul- 



45 — 



zer, azionate da motori ad energia elet- 
trica prodotta direttamente da due gene- 
ratori elettrici a loro volta accoppiati a 
due motori a gas povero 1 motori delle 
pompe sono poi congiunti anche alle linee 
di distribuzione dell'energia elettrica della 
Società Lombarda in modo da poter essere 
azionati da questa anziché da quella pro- 
dotta direttamente come sopra si è detto. 
Il pozzo di presa consiste in una canna 
tubolare del diametro di M. 2 e della 




Stazione di sollevamento dell'Acquedotto Comunale 
Sala delle macchine in fondo al pozzo di presa 



profondità di M. 34 in fondo alla quale 
è praticata una apertura che immette in 
una sala contenente le pompe ed i rela- 
tivi motori e nella platea della quale fu- 
rono immessi quattro tubi di ghisa del 
diametro di M. 0,120 e della profondità 



daM. 12 a 19 per complessivi M. 64. Ne 
risulta quindi che l'acqua viene pescata alla 
profondità media di M. 50 dal piano di 
campagna in modo che si può essere asso- 
lutamente tranquilli sulla sua purezza. 

Alla sala delle pompe si accede me- 
diante scaletta in ferro. Il pozzo e la sala 
sotterranea sono completamente illumi- 
nati a luca elettrica. 

Il serbatoio è costruito in cemento ar- 
mato e diviso in due parti intercomuni- 
canti ed isolabili in modo da poter 
essere ripulito, quando occorra, 
dai depositi di sabbia od altro. 
È interamente coperto da un terra- 
pieno onde facilitare la conserva- 
zione della freschezza dell'acqua. 
Ha una capacità di Me. 430 ed 
è munito degli opportuni appa- 
recchi di scarico, di segnalazione, 
di manovra ecc. 

L'impianto dell'acquedotto, nel 
mentre è stato un provvedimento 
di tutela igienica di primo ordine, 
è stato pure pel Comune un buon 
affare anche dal punto di vista 
finanziario, e lo è tanto più ora 
che la provvida legge del 25 
Giugno 1911, nota col nome il- 
lustre di Luigi Luzzattl, ha as- 
sunto a carico dello Stato la 
spesa relativa agli interessi sulle 
somme concesse a prestito per 
gli impianti di acqua potabile. 

L' esercizio dell'Acquedotto è 
condotto in economia dalla Giun- 
ta Municipale; l'acqua potabile 
viene venduta ai privati a prezzi 
certamente inferiori a quelli che 
si praticano in quasi tutte le città 
italiane e che variano, a seconda dei 
quantitativi, da un massimo di cent. 26 
ad un minimo di cent. 10 al Me. oltre al 
noleggio del contatore variante a sua 
volta da L. 6. a L. 12 all'anno. 

Le prese per i privati vengono ese- 



— 46 - 



guite direttamente dal personale del Co- 
mune dal punto di attacco fino al con- 
tatore e la relativa spesa dev'essere rim- 
borsata dall'utente, eccezione fatta dello 
strettoio a valvola per le eventuali inter- 
ruzioni, la cui spesa è invece a carico 
comunale. 

Gli impianti interni sono lasciati all'in- 
dustria privata, ma vigilati dal Comune, 
che può rifiutare l'immissione dell'acqua 
negli impianti eseguiti con materiale di- 
fettoso o senza le necessarie cautele 
igieniche. 

Trascriviamo qui in un breve spec- 
chietto i dati relativi al funzionamento 
dell'Acquedotto pel primo quinquennio 
di esercizio e cioè dal 1° Gennaio 1908 
al 31 Dicembre 1912 avvertendo che dal 
20 Ottobre al 31 Dicembre 1907 l'acqua 
venne lasciata defluire liberamente e gra- 
tuitamente per la necessaria completa 
lavatura delle tubazioni. 



Anno 


Numero 
degli 
utenti 


Spese 
di esercizio 


Somma 
incassata [ 


1908 


436 


16732 





28359 





1909 


670 


20438 


— 


36075 


— 


1910 


846 


12453 


— 


32230 


— 


1911 


892 


16274 


— 


42049 


— 


1912 


936 


16633 


— 


40934 


— 



Nelle spese di esercizio sono pure 
compresi gli acquisti di materiale per le 
prese ai privati e, per conseguenza, nel- 
l'ammontare degli introiti sono compresi 
anche i rimborsi degli utenti relativi alle 
dette prese. 

Nelle spese poi non si è tenuto conto 
delle quote di ammortamento del capi- 
tale di impianto né, pel periodo anteriore 
alla legge Luzzatti, dei relativi interessi. 

L'utente più forte dell'Acquedotto è 
certamente il Comune di Olgiate Olona 



il quale paga a quello di Legnano un 
canone annuo fisso di L. 2737, 50 cor- 
rispondente al forfait minimo di Me. 75 
giornalieri di consumo, oltre naturalmente 
l'eventuale maggior consumo che viene 
conteggiato in ragione di cent. 10 al Me. 
Allo stesso potranno aggiungersi altri 
Comuni limitrofi, con alcuni dei quali 
sono già in corso trattative che presto 
saranno certamente condotte a termine, 
rendendo così possibile anche alle po- 
polazioni vicine di godere dei vantaggi 
provenienti dalla ammirevole iniziativa 
del Comune di Legnano della quale 
debbono andare legittimamente orgogliosi 
quanti la promosssero e quanti coope- 
rarono alla sua buona riuscita. 



Servizio delle affissioni. 

Allo scopo di togliere gli sconci di 
indole morale e di indole estetica che 
si erano spesse volte verificati in causa 
delle affissioni libere le quali, mentre 
ingombravano i muri delle case anche 
dopo che le intemperie le avevano sciu- 
pate e lacerate, erano anche cagione di 
lagnanze giustificate da parte della cit- 
tadinanza per evidenti ragioni di mora- 
lità, l'Amministrazione comunale, seguen- 
do l' esempio delle maggiori consorelle, 
deliberò di assumere direttamente e di 
gestire in economia il servizio delle affis- 
sioni pubbliche in base alla legge sulla 
municipalizzazione dei servizi. 

Le relative proposte concrete furono 
presentate al Consiglio comunale e da 
esso approvate nelle sedute 14 Marzo e 
9 Maggio 1908 e sanzionate poi dalla 
Giunta Provinciale Amministrativa con 
decisione 16 Giugno dello stesso anno. 

Il 1° Luglio 1909 l'azienda comunale 
delle affissioni cominciò a funzionare 
regolarmente con piena soddisfazione 
della cittadinanza e con qualche vantag- 
gio anche delle finanze comunali, vantag- 



47 



gio che va sempre più aumentando in ra- 
gione dell'aumento delle tabelle disponibili. 

Le tabelle metalliche per le pubbliche 
affissioni sono attualmente 98 colla su- 
perficie complessiva di Mq. 314. 

Astrazione fatta dalla modesta spesa 
d'impianto che fu di circa L. 2000, dall'e- 
poca del suo inizio e cioè dal l n Luglio 1909 
fino al 31 Dicembre 1912 il servizio mu- 
nicipalizzato delle pubbliche affissioni è 
costato al Comune la somma complessiva 
di L. 5827 ed ha reso L. 7464. 

L' utile finanziario , come abbiamo 
detto, è certamente modesto, ma si tratta 
di un servizio pubblico che, se anche 
fosse passivo, presenterebbe sempre van- 
taggi indiscutibili per l'estetica cittadina 
e per la pubblica moralità. 

Istruzione pubblica. 

Se la pagina più bella della vita co- 
munale legnanese nei secoli passati è 
senza dubbio quella della liberazione 
dall'infeudazione avvenuta nel 1652 e da 
noi narrata in un precedente capitolo, la 
pagina più fulgida e meravigliosa del 
suo grande sviluppo moderno è data 
dallo sforzo immane che il Comune ha 
compiuto negli ultimi tempi nel campo 
della pubblica istruzione, per la libera- 
zione cioè da un servaggio ancora più 
triste e più umiliante, quale è quello 
dell'ignoranza. 

Fino al 1820 il bilancio comunale - 
bilancio ben magro ma che pure aveva 
fondi pel medico, pel chirurgo, pel can- 
celliere, pel cursore e per altre spese 
minori - non ha il più modesto stan- 
ziamento, neppure un soldo, per la pub- 
blica istruzione. 

Fino a quell'epoca l'istruzione pubblica 
era rappresentata tutta da alcune mode- 
stissime scuole private, tenute per lo più 
da religiosi, senza alcuna ingerenza da 
parte dell'Autorità comunale. 



Nel 1820 il Convocato generale - che 
fu l'ultimo della serie - deliberò di isti- 
tuire una scuola per i ragazzi e vi no- 
minò il maestro nella persona di Giu- 
seppe Terreni collo stipendio di annue 
L. 350, stipendio che gli venne pagato 
solo nel 1821. 

Nel 1822 venne aperta la prima scuola 
comunale femminile colla maestra signora 
Claudia Mazza alla quale fu accollato 
anche l'obbligo di provvedere al locale 
per le alunne (che furono, nel primo anno 
80) il tutto per lo stipendio complessivo 
annuo di L. 120 portato poi a L. 200 
nel successivo 1823. 

Se a noi fosse consentito di esporre 
un desiderio, vorremmo proporre che al 
nome di quei due pionieri dell'istruzione 
elementare legnanese sia dedicata una 
delle nuove vie della citta, per ricordare alle 
nuove generazioni i due più antichi mae- 
stri che abbiano speso qui la santa opera 
loro per 1' educazione dei figli del 
popolo. 

Malgrado le nostre ricerche non ab- 
biamo potuto finora trovare l'indicazione 
del locale dove erano state collocate du- 
rante i primi 10 anni le scuole comunali. 

Nel 1832 tali scuole, diventate tre, due 
maschili ed una femminile, vennero col- 
locate, a carico del Comune che pagava 
l'affitto annuo di L. 285, nella Casa del- 
l'ing. Guido Bossi (passata poi in pro- 
prietà Colombo ed indi Angelo Offredi) 
posta fra la Via del Teatro e il Vicolo 
Castelseprio (attualmente Via Verdi e 
Vicolo Seprio) ed in questa Casa rima- 
sero fino verso il 1850. 

Furono poi portate in una Casa del 
Marchese Cornaggia in Via del Voltone 
- ora Via Magenta - ; ma i sacrifici che 
il Comune sosteneva per le sue Scuole non 
dovevano certamente essere molti, perchè 
dal Conto Consuntivo dell'anno 1860 ri- 
leviamo che la spesa a carico comunale 
per la pubblica istruzione era salita, dalle 



48 — 



originarie L. 350 annue ed in quaran- 
t'anni a L. 1330 annue. 

Nel 1860 le Scuole comunali erano 
ancora nel numero di tre, due maschili 
ed una femminile. Per le ragazze esisteva 
pure una Scuola pubblica tenuta dalle 
Suore di Legnanello, fondata e mante- 
nuta da Donna Barbara Melzi. 

Il risveglio comincia nel 1 861 e cioè dopo 
il primo serio assestamento delle Ammini- 
strazioni comunali succeduto alla libera- 
zione della patria dal nefasto giogo stra- 
niero. 

Dopo la promulgazione della Legge 
Casati - 1859 - che rendeva obbliga- 
torio per tutti i Comuni di provvedere 
gratuitamente all'istruzione elementare di 
tutti i Cittadini, i Comuni s'erano sve- 
gliati dal lungo secolare letargo e, cia- 
scuno a seconda delle risorse locali, an- 
davano cercando di mettersi in armonia 
colle disposizioni della nuova legge. 

Nel 1862 il Comune di Legnano tra- 
sporta le sue scuole in un'altra casa del 
Marchese Cornaggia aumentandone il 
numero ed arredandole decentemente. 

L'affitto, compreso un locale per l'Uf- 
ficio Municipale ed uno per la Guardia 
Nazionale ammontava già a L. 1100 an- 
nue. Ma crescendo continuamente il nu- 
mero degli alunni di pari passo, come è 
naturale, coll'aumento rapido e costante 
della popolazione, né bastando più a far 
fronte ai bisogni l'aggiunta di nuove 
aule nella casa Cornaggia, l' Ammini- 
strazione Comunale decise di risolvere 
radicalmente la quistione, risolvendo con- 
temporaneamente la quistione della resi- 
denza comunale. 

Venuto quidi in vendita, nel 1883, lo 
stabile dell' ex filanda Rogorini passata 
alla Ditta E. Cramer e C. posto nell'at- 
tuale Piazza Umberto I, il Comune l'ac- 
quistò pel prezzo complessivo di L. 53000 
e lo ridusse per la più parte ad aule 
scolastiche ed in minor parte ad Uffici 



Municipali colla spesa di L. 24000, alle 
quali, come alle precedenti per 1' acqui- 
sto, si fece fronte col mutuo di L. 74500 
concesso nel 1883 dalla Cassa dei De- 
positi e Prestiti e per le residue L. 2500 
con fondi del Bilancio. 

In questo anno le Scuole elementari 
erano già salite a 10 con 525 alunni. 

Successivamenie le nuove Scuole do- 
vettero essere aumentate mediante oppor- 
tuni adattamenti con una spesa ammon- 
tante a circa L. 7000 e col vantaggio di 
altre 5 aule. 

Nel 1896 il Comune, assillato sempre 
dal bisogno di nuove aule, abbandonato 
il progetto di costruirne sei in aggiunta 
a quelle esistenti in Piazza Umberto I. 
sull'area dell ex filanda Rogorini, acqui- 
stava lo stabile dell'ex convento dei frati 
di S. Angelo il quale, dall' epoca della 
soppressione ordinata da Giuseppe II, 
era passato attraverso a molti proprie- 
tari ed a diverse vicende. 

L' area acquistata fu di circa 17.000 Mq. 
e la spesa d' acquisto ammontò a L. 70000; 
a questa ed a quella per la trasforma- 
zione e l'adattamento si fece fronte col 
primo Mutuo di L. 100000 in obbliga- 
zioni al portatore che il Comune emise 
appunto nel 1897 e che, al pari di quasi 
tutti i successivi, venne acquistato e po- 
sto in circolazione dalla Banca di Le- 
gnano. 

Nello stabile così acquistato e trasfor- 
mato vennero collocate 16 aule, l'abita- 
zione del Direttore Didattico, quella del 
Bidello e quella del Capo delle Guardie 
Comunali. 

Nel 1901 l'Amministrazione Comunale, 
preoccupandosi dei molti scolari esistenti 
nella frazioni Ponzella, Mazzafame e 
S. Bernardino, decise di provvedere an- 
che ad essi in modo da evitare almeno 
ai più piccoli il grave disagio di doversi 
recare fino al capoluogo per frequentare 
la scuola. 



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Nel 1902 venne pertanto costruita nella 
frazione Ponzella, posta nel mezzo alle 
altre due, una Scuola Mista Rurale com- 
posta di una amplissima aula per gli 
alunni, dell' abitazione per la Maestra e 
di un cortiletto di disimpegno con an- 



nesso un giardinetto cintato. L'area - di 
Mq. 760 - venne donata al Comune dal 
Sig. Don Carlo dei Marchesi Cornaggia 
e le opere di costruzione, affidate al 
Capo Mastro Giuseppe Lucca su disegni 
dell' Ingegnere Comunale Cav. Cuttica, 



— 50 — 



costarono complessivamente L. 14235. 
Pure nel 1902 venne decisa in via di 
massima la costruzione di un nuovo edi- 
ficio per le scuole elementari nel quar- 



tiere di Legnanello. Venne all'uopo acqui- 
stata T area occorrente - Mq. 3700 - in 
fregio alla Via Cesare Cantù, di pro- 
prietà Pagani Andrea. 




11 relativo progetto, redatto dal pre- 
detto Ingegnere Comunale,'.fu approvato 
dal Consiglio il 12 Luglio 1903 e le 
opere relative alla sua costruzione furono 
affidate per appalto alla Carpenteria A. 
Brambilla di Milano pel prezzo a forfait 
di L. 85000. I lavori furono eseguiti nel 



1904 e la nuova scuola comprendente 
N. 10 aule venne occupata nel Marzo 
1905. La relativa spesa fu di L. 11100 
per l'area, L. 92350 per le opere mura- 
rie e l'arredamento, comprese le addi- 
zionali al forfait, L. 10866 per interessi 
alla Ditta costruttrice per ritardato paga- 



si - 



mento, e L. 6000 pei caloriferi, e quindi 
in totale L. 121316. 

Nel 1907 il Palazzo scolastico di Via 
Cesare Cantù dovette essere ampliato. 
Vi si aggiunsero quattro nuove aule ad 
opera del Capomastro Calini colla spesa 
complessiva di L. 23785. 

Nel 1908 le aule scolastiche, sebbene 
salite al numero di 46, non erano ancora 
sufficienti ed il Comune dovette prov- 
vedere ad accaparrarsi 1' area necessaria 
per l'erezione di un nuovo edificio per 
le Scuole Elementari nel nuovo quar- 
tiere ad ovest della linea ferroviaria, ac- 
quistando senz'altro un appezzamento di 
terreno in vicinanza dell'Officina Wolsit 
della superficie di Mq. 4835. 

Nel frattempo però, i bisogni essendo 
urgenti, l'Amministrazione Comunale, or- 
dinando all'Ufficio Tecnico di porre allo 
studio il progetto concreto per la co- 
struzione del nuovo Palazzo, assunse in 
affitto una parte del fabbricato di nuova 
costruzione della Società Wolsit e lo tra- 
sformò in 6 aule scolastiche coli' abita- 
zione del bidello e di alcuni insegnanti. 

A queste, nel 1910, vennero aggiunte 
altre 7 aule nella casa di proprietà Cor- 
naggia posta in Via Oiulini, fino a quel- 
1' epoca adibite alla Scuola Tecnica Co- 
munale la quale, appunto nel 1910, ve- 
niva a sua volta trasportata nel nuovo 
Palazzo Municipale. 

Nell'Agosto 1912 si iniziarono i lavori 
di costruzione del nuovo grande edificio 
che sorge in fregio alla nuova Via XX 
Settembre, lavori che furono affidati alla 
Ditta Fratelli Gnocchi di Castellanza e 
che furono ora ultimati in ogni loro parte 
in modo che le scuole potranno certo 
essere occupate dal 1» Ottobre del cor- 
rente anno, dopo la solenne inaugura- 
zione che avrà luogo il 28 Settembre col- 
l'intervento ufficiale di un Rappresentante 
del Governo. 

Il nuovo edificio al quale venne dato il 



nome di Giosuè Carducci merita due pa- 
role di illustrazione, fisso comprende, oltre 
l'abitazione del personale di servizio, 18 
aule amplissime, due grandi sale perle riu- 
nioni degli Insegnanti e pel Museo e 
Biblioteca Scolastica, una palestra coperta 
per l'insegnamento della ginnastica e un 
impianto completo di doccie calde e fredde. 

Il suo costo totale è stato preventivato 
in L. 225000 compreso L. 14505 per l'ac- 
quisto dell'area e L. 12.000 circa per 
l'impianto di riscaldamento a termosifo- 
ne : la spesa preventivata non sarà, credia- 
mo, superata e ad essa si farà fronte con 
un mutuo di L. 221600 concesso dalla 
Cassa Depositi e Prestiti con R. D. 6 
Marzo 1913. 

Gl'interessi di questo Mutuo saranno 
interamente a carico dello Stato in virtù 
della provvida Legge scolastica del 4 
Giugno 1911 nota col nome di S. E. il 
Ministro Credaro. 

Colla occupazione di questo Palazzo 
Scolastico verranno abbandonate le sei 
aule d' affitto di proprietà della Società 
Wolsit ed il Comune avrà a sua dispo- 
sizione N. 71 aule delle quali alcune do- 
vranno cedersi alla Scuola Tecnica Co- 
munale che pure ha urgente bisogno di 
ampliamento. Il Comune quindi, malgrado 
i suoi sforzi, è ancora assai lontano dal- 
l' aver risolto radicalmente il problema 
delle aule per le Scuole elementari, e 
dovrà quanto prima provvedere alla co- 
struzione di un altro edificio in modo 
da soddisfare alle esigenze sempre mag- 
giori dell'istruzione popolare. 






Di pari passo coli' incremento della 
scuola elementare si è sviluppato nella 
popolazione legnanese il desiderio di 
avere almeno una scuola secondaria. 

Anteriormente al 1904, e fino alla prima 
metà del secolo passato, erano sorte e 



52 — 



talvolta avevano avuto vita rigogliosa 
alcune scuole private con programmi 
superiori a quelli elementari, programmi 
che gradatamente si erano concretati in 
quello per la Scuola tecnica. 

Il Collegio Silvio Pellico, posto negli 
stessi locali in piazza Carroccio che altra 



volta erano stati sede dell'ufficio munici- 
pale e delle scuole elementari, dopo varie 
fortunose vicende, nel 1892 era stato rile- 
vato da un egregio nfficiale del R. Eser- 
cito a riposo, il compianto cav. Zeffirino 
Questa, il quale vi aveva infuso novella 
vita stabilendovi, in ciò aiutato finanzia- 



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Scuole Comunali dì Via XX Settembre (pianta del pianterreno) 



54 



riamente e moralmente anche dal Co- 
mune, un corso regolare di Scuola tec- 
nica secondo i programmi governa- 
tivi. 

Nel Luglio 1904 il Consiglio comunale 
deliberava di far propria la detta Scuola 
tecnica assumendone interamente le spese 
a carico del bilancio comunale a datare 
dal 1" Ottobre dello stesso anno. 

Vennero perciò presi in affitto, adat- 
tati ed in parte ricostruiti altri locali di 
proprietà dello stesso marchese Cor- 
naggia posti in contiguità al Collegio in 
via Giulini, e le cose furono stabilite in 
modo che gli alunni del Collegio po- 
tessero usufruire della Scuola tecnica 
comunale senza uscire dalla loro resi- 
denza. 

La Scuola comunale cominciò senz'al- 
tro a funzionare colla maggior regolarità 
e l'autorità scolastica ne fu tanto soddi- 
sfatta che, avendone il Consiglio comu- 
nale chiesto il pareggiamento alle go- 
vernative, questo veniva concesso con 
decreto ministeriale del 29 Giugno 1906 
avente effetto retroattivo a tutto l'anno 
scolastico 1905-1906. 

Nel 1910, essendosi ultimati i lavori di 
costruzione del palazzo municipale, la 
Giunta municipale decise di trasportare, 
come già abbiamo detto, la scuola tec- 
nica nella seconda metà del detto pa- 
lazzo e le aule da essa abbandonate 
furono tosto occupate dalla Scuola ele- 
mentare. 

Nell'Aprile 1911 il Consiglio comunale 
decise di chiedere al ministero la reqiji- 
cazione della Scuola tecnica, ma. per un 
complesso di circorstanze che qui sarebbe 
lungo e poco interessante narrare, la 
pratica non è peranco stata definita, ciò 
che del resto non toglie che, anche sotto 
il regime di pareggiata, la Scuola non 
continui a prosperare con piena soddi- 
sfazione della popolazione che per essa 
sostiene ingenti sacrifici. 



* 

* * 



Attorno alla grande istituzione delle 
Scuole elementari sorsero in prosieguo di 
tempo, e tuttora vivono prosperose, mi- 
nori ma utilissime istituzioni complemen- 
tari ed integrative della scuola, quali il 
Patronato Scotastico e il Dopo Scuola. 

Il Patronato scolastico ha per scopo 
di fornire agli alunni poveri i libri ed i 
quaderni per la scuola e, ad alcuni 
più bisognosi, anche oggetti di ve- 
stiario 

Trae i mezzi per esplicare la sua be- 
nefica azione da sussidi del Comune e 
di privati cittadini, ma sopratutto dal 
guadagno che gli proviene dalla vendita 
- esercitata in ogni edificio scolastico - 
dei libri e degli oggetti di cancelleria 
agli alunni non poveri. 

È amministrato da un Comitato di 
cittadini e di insegnanti nominati dalla 
Giunta Municipale e presieduti dal Sin- 
daco. 

Il Dopo Scuota è mantenuto quasi per 
intero dal Comune che, presentemente, 
lo sussidia con L. 4000 all'anno. Ha per 
scopo di trattenere nei locali scolastici e 
dopo T orario normale delle lezioni i 
figli degli operai i cui genitori non sono 
in grado di custodirli dopo la scuola, 
perchè occupati fino a sera nelle fab- 
briche, nelle officine o nei campi. Gli 
alunni sono divisi per sessi e per classi, 
ciascuna vigilata e diretta da una mae- 
stra la quale provvede a che, durante 
l'orario del Dopo Scuola, i bambini che 
le sono affidati preparino i compiti loro 
assegnati per le lezioni successive. 

Anche il Dopo Scuola è amministrato 
da una speciale Commissione di cittadini 
nominata dalla Giunta municipale. 

Il Dopo Sciijla venne fondato nel 1902 
e il Patronato scolastico fu iniziato nel 
1890 e consolidato poi nel 1896. 



— 55 






Alla succinta e sommaria narrazione 
dello sviluppo delle Scuole in Legnano» 
crediamo opportuno far seguire un pro- 
spetto dal quale, meglio che da qualsiasi 
altra descrizione, potrà rilevarsi il cam- 
mino gigantesco da esse fatto dal 1820, 
anno in cui fu istituita la prima scuola 
colla spesa di L. 350, fino al 1912, nel 



quale anno la spesa sostenuta dal Bi- 
lancio comunale per l'istruzione pnbblica 
ammontò a L. 187.486. 

Da tale prospetto però si potrà anche 
rilevare come agli sforzi del Comune 
abbia risposto la popolazione, special- 
mente durante l' ultimo decennio, nel 
quale la media dei frequentanti in con- 
fronto agli alunni inscritti è stata sempre 
superiore al novantacinque per cento. 



ANNO 

ì 


SCUOLA ELEMENTARE COMUNALE 


SCUOLA TECNICA 


SPESA 

per 

l'istruzione 

pubblica 


N. degli 
insegnanti 


Numero 

degli alunni 

inscritti 


Numero 
degli alunni 
frequentanti 


Percentuale 

dei 
frequentanti 


N, degli 
alunni 


N. dei 
promossi 


1820 


1 


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350 


1830 
1840 


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632 

832 


1850 


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— 


1.452 


1860 


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11 


— 


— 


1.330 


1870 


8 


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337 


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— 


— 


5.028 


1880 


8 




431 




— 


— 


7.661 


1890 


17 


1185 


769 


65.— 


— 


— 


20.310 


1900 


37 


1971 


1836 


93.15 


— 


— 


61 582 


1903 


41 


2247 


2144 


95. 32 


— 


— 


68. 263 


1904 


43 


2320 


2208 


95.17 


— 


— 


74. 063 


1905 


46 


2537 


2396 


94.44 


76 


53 


100.055 


1900 


49 


2733 


2605 


95 30 


114 


68 


116.582 


1907 


52 


2830 


2729 


97.45 


134 


93 


143.470 


1908 


54 


2914 


2821 


96.80 


148 


112 


l 48.445 


1909 


57 


3183 


3102 


97.45 


168 


119 


152.810 


1910 


63 


3312 


3232 


97.01 


159 


109 


163.275 


1911 


65 


3413 


3350 


98. 15 


169 


116 


176.025 


1912 


67 


3506 


3426 


97.83 


188 


147 


187.486 



Alle somme esposte nell'ultima colonna 
del precedente prospetto le quali, per 
l'ultimo decennio, ammontano complessi- 
vamente alla cospicua cifra di L. 1.330.474, 



devonsi poi aggiungere le spese che il 
Comune annualmente sostiene per pa- 
gare le quote di ammortamento e di in- 
teresse sui capitali assunti a prestito per 



56 — 



le diverse costruzioni degli edifici sco- 
lastici. Tale spesa ammontò nel 1912 a 
complessive L. 22.693, e questa somma 
verrà ora sensibilmente aumentata per la 
quota di ammortamento del nuovo mu- 
tuo di L. 221.600 testé concesso dalla 
Cassa dei Depositi e Prestiti per la co- 
struzione del palazzo scolastico di via 
XX Settembre. 



* * 



Lo sforzo magnifico che Legnano ha 
saputo compiere a vantaggio dell'istru- 
zione e della educazione popolare e che 
già valse al Comune l'alto onore della me- 
daglia d'oro dei benemertti dell'istruzione 
pubblica concessagli col Regio decreto 
del 20 Maggio 1900, può formare og- 
getto di ammirazione e di invidia per 
molti Comuni anche di maggiore im- 
portanza, come forma oggetto di legit- 
timo orgoglio di quanti, entro e fuori 
l'Amministrazione civica, hanno coope- 
rato al raggiungimento del meraviglioso 
risultato. 



Allargamento di Vie = Tombinatura. 

Nel campo dei lavori pubblici pro- 
priamente detti, Legnano ha compiuto 
pure opere grandiose e meritevoli di 
essere ricordate. 

Non occorre fare appello alla memoria 
dei vecchi per ricordare lo stato in cui 
si trovavano, soltanto una diecina di anni 
or sono, le vie Verdi (già via alla Fer- 
rata e, prima ancora, via del Teatro), 
Giuseppe Garibaldi ed Eugenio Cantoni. 

La via Verdi e il primo tronco della 
via Garibaldi costituivano, come costi- 
tuiscono tuttora, l' arteria principale di 
comunicazione fra il corso Vittorio Ema- 
nuele Il che mette alla stazione ferro- 
viaria e la piazza Umberto I nella quale 
trovansi gli uffici municipali, la scuola 



tecnica, molte scuole elementari, la Chiesa 
Prepositurale di S. Magno. Ciò malgrado 
esse erano strettissime tanto che, pel forte 
traffico di persone e di carri, costitui- 
vano un permanente, serio pericolo per 
la sicurezza dei cittadini. Basterà ricor- 
dare, che, in qualche parte, le predette 
vie erano larghe poco più di 2 metri. 

Nel 1901 pertanto l'Amministrazione 
comunale decise di allargare convenien- 
temente le vie suddette mediante l'ac- 
quisto e la demolizione parziale delle 
case che le fronteggiavano. 

Aperte pertanto le opportune trattative 
coi relativi proprietari, queste non ebbero 
buon esito e si protrassero inutilmente 
fino al 1903, nel quale anno la Giunta 
municipale potè presentare al Consiglio 
un progetto tecnico completo predisposto 
dall'Ingegnere comunale cav. Cuttica re- 
lativo al desiderato ampliamento, corre- 
dandolo con diverse convenzioni impe- 
gnative che, nel frattempo, si erano po- 
tute stipulare colla maggior parte dei 
frontisti interessati. 

Dopo lunghe, animate ed appassionate 
discussioni il progetto veniva approvato 
e, in diverse adunanze del 1904 venivano, 
con esso approvate alcune delle proposte 
convenzioni e l'emissione di un prestito 
di L. 300.000 in obbligazioni al portatore 
occorrente per fronteggiare la spesa. 
Altre delle convenzioni proposte veni- 
vano respinte, perchè ritenute troppo 
gravose per le finanze comunali. Suc- 
cessivamente però, prima del 1908, ve- 
niva provveduto anche alla sostituzione 
di alcune delle convenzioni dapprima 
respinte, mentre la parte del progetto 
che si riferiva ai caseggiati eredi Re, 
Ferrano Gaspare, Lampugnani - Introzzi 
e Colombo - Rossini veniva definitiva- 
mente abbandonata. 

Venne in tal modo provveduto alla 
demolizione ed alla successiva ricostru- 
zione in arretramento delle case di pro- 



57 



prietà Proverbio Ernesto (demolita e ri- 
costruita nel 1904), Vignati Giuseppe, 
consorti Cittera, Francesco Borsani (1905), 
sorelle Agosti fu Giulio, Bottelli Lampu- 
gnani Annita e Luigi Dell'Acqua (già 
Saronni). 

Tenuto conto delle diverse permute e 
delle spese accessorie, l'opera compiuta 
costò al Comune la somma complessiva 
di L. 250.000 e fu condotta a termine 
nel 1910. La nuova sede stradale delle 
due vie anzidette risulta ora della lar- 
ghezza media di M. 10 ed è fronteggiata 
da belle ed eleganti costruzioni che 
hanno sostituito le indecenti catapecchie 
che fino a pochi anni or sono la ostrui- 
vano e la deturpavano. 

La via Eugenio Cantoni ha un'anda- 
tura singolarissima, tanto che sarebbe più 
opportuno distinguerla senz'altro in due 
tronchi separati ed in due vie affatto 
indipendenti. 

Parte dal crocicchio delle vie Verdi e 
Garibaldi, sbocca in via Franco Tosi, 
l'attraversa, indi attravesa il ponte sul- 
1' Olonella e piegando a sinistra va a 
sboccare nel piazzaletto dell'Armi per 
riprendere poi il suo corso distinto fino 
a raggiungere la via Sempione dopo di 
avere attraversato i due rami dell'Olona. 

L'ultimo tronco di questa via, e cioè 
quello che dal secondo ramo dell'Olona 
mette alla via Sempione, fino al 1908 
ebbe una larghezza media di M. 2,50 ed 
in certi punti anche solo di M. 2. E 
poiché la via Eugenio Cantoni costi- 
tuisce quasi la principale arteria di co- 
municazione fra il popoloso quartiere 
di Legnanello ed il centro di Legnano, 
l' Amministrazione comunale decise di 
allargarla nella tratta sopradescritta. 

Venne pertanto acquistata dalla Con- 
gregazione di Carità la casa ex Calini e 
quindi ceduta all'on. Carlo Dell'Acqua 
il quale, nel frattempo, d'accordo col 
Comune, aveva acquistato le altre case 



coloniche che sullo stesso lato fronteg- 
giavano la via Eugenio Cantoni, col- 
l'obbligo di demolirle tutte ed abbando- 
narne una parte dell'area in sede stra- 
dale. L'operazione venne eseguita nel 
1908 e costò al Comune la somma com- 
plessiva di L. 20.000. Il tronco di strada 
ampliato ha ora la larghezza costante di 
M. 10. 

Altri meno importanti allargamenti stra- 
dali vennero eseguiti in questi ultimi 
anni ; accenneremo soltanto alla via 
Goito ampliata nel corrente anno colla 
spesa di L. 2500 e ad una breve tratta 
di via Vittoria verso la ferrovia, ampliata 
nel 1905 colla spesa di L. 4000. Troppo 
lungo poi sarebbe l'enumerare tutte le 
vie costruite ex novo nell'ultimo venten- 
nio : non è esagerato l'asserire che, delle 
133 vie che costituiscono l'attuale abitato 
di Legnano, più di metà furono costruite 
od iniziate od almeno completate poste- 
riormente al 1890. 



* * 



Il grave problema della fognatura stra- 
dale se non ha potuto finora essere ra- 
dicalmente risolto per l'ingente sacrificio 
che per esso si dovrà richiedere alle 
finanze del Comune, ha avuto però una 
parziale soluzione nei punti più abitati 
della città, con spese non irrilevanti. 

In parecchie riprese, nel decennio 
1890-1900, per iniziativa ed a spese della 
benemerita società Pro Legnano, vennero, 
in tutto od in parte, dotate di tombina- 
tura stradale in tubi di cemento, od in 
muratura, oppure in gettata di cemento, 
le Vie Vittorio Emanuele II, Garibaldi» 
Verdi, Eugenio Cantoni, Franco Tosi, 
Alberto da Giussano, Lega, Gazometro, 
Magenta, Volturno, Palestro, Giulini, Ponte 
Carato, Saule Banfi e delle Grazie per 
uno sviluppo complessivo di M. 3020. 

Nel 1906, a spese del Comune, furono 
tombinate le vie Mazzini, Vittoria, Carlo 



58 — 



Cattaneo, Gaeta e I' ultimo tratto del 
<:orso Garibaldi per un complessivo svi- 
luppo di M. 1250. 

Nel 1908, a cure e spese dell'Ammi- 
nistrazione delle ferrovie, venne tombi- 
nato il piazzale della stazione ferroviaria 
per una lunghezza di M. 80. 

Nel 1911, a spese del Comune, venne 
tombinata la via Varese per la lunghezza 
di M. 100 e nel 1912 venne prolungata 
di M. 160 la tombinatura già esistente 
in Via Magenta. 

Lo sviluppo complessivo della tombi- 
natura esistente risulta quindi di M. 4610. 

A prescindere dalle forti spese soste- 
nute dalla predetta società Pro Legnano, 
dall' Amministrazione ferroviaria e da 
qualche privato, per opere di tombina- 
tura stradale il Comune ha speso fin 
qui, dal 1905 al 1912, la somma com- 
plessiva di L. 56,791 ; ma se la somma 



è rispettabile, essa è però ben lungi, co- 
me già abbiamo detto, dall'avere soddi- 
sfatto all'importante servizio. 

E giacché ci troviamo a parlare di 
opere stradali non crediamo fuor di luogo 
ricordare come in parecchie riprese siano 
state dotate di trottatoi di granito diverse 
fra le vie più frequentate quali il corso 
Garibaldi, il corso Vittorio Emanuele II, 
la via Verdi, la via Eugenio Cantoni, la 
prima parte della via Magenta, ecc. 

Inoltre nel 1906 furono lastricati con 
blocchi di granito due tronchi del corso 
Vittorio Emanuele II e nel 1908 venne 
nello stesso modo sistemata la parte 
centrale del piazzale della stazione. 

La spesa pel collocamento dei primi trot- 
tatoi venne sostenuta dalla Pro Legnano. 

Quella che fece carico al Comune nel 
quinquennio 1905-1909 per trottatoi e 
lastricato di granito ammontò a L. 53.916. 



Dati 


statistici relativi 


ai diversi servizi 


Comunali. 








OGGETTO 


1901 


1902 


1903 


1904 


1905 


1900 


1907 


1908 


1909 


1910 


1911 


1912 


Numeri di protocollo 

i 


N. 


3878 


3398 


4288 


5677 


6326 

i 


8083 


9321 

1 


12878 


15072 


14707 


16224 


22521 


i Elettori Politici (1) . 


N. 


975 


998 


1198 


1289 


1426 


1450 


! 

1490 


1617 


1890 


2168 


2423 


2499 


„ Ammistrativi 


tt 


1219 


1243 
204 


1457 


1543 


1675 


1717 


1753 


1885 


2165 


2465 


2750 


2809 


Inscritti di Leva 


N. 


197 


218 


248 


233 


239 


246 


274 


283 


287 


304 


326 


Abili di l. a Catag. . 


tt 


42 


47 


37 


50 


30 


37 


52 


123 


111 


121 


102 


134 


„ di 2." e 3. a 


tt 


40 


54 


47 


36 


27 


42 


37 


43 


28 


46 


57 


39 


Rimandati e Riformati 


tt 


110 


96 


128 


156 


165 


147 


145 


96 


123 


104 


132 


139 


Renitenti e Cancellati 


tt 


5 


7 


4 


6 


9 


11 


10 


12 


21 


16 


13 


14 


Reddito delle contravven 


. L. 


150 


260 


670 


784 


2117 


1720 


2547 


2913 


5671 


4282 


4321 


2862 


Ricov. nei diversi osped. 


N. 


414 


413 


361 


557 


581 


488 


5 24 


561 


586 


729 


678 


708 


Sedute del Cons. Com. 


N. 


7 


6 


12 


12 


16 


8 


6 


9 


9 


• 4 


13 


12 


Deliberazioni prese . 


tt 


101 


65 


108 


132 


157 


128 


82 


110 


61 


50 


98 


116 
81 


Sedute della Ginn. Mun. 


N. 


48 


41 


65 


51 


58 


51 


44 


49 


52 


17 


116 


Deliberazioni prese . 


tt 


257 


226 


308 


344 


353 


369 


392 


364 


407 


306 


543 


517 



(1) Per effetto della nuova Legge Elett. Poi. del 30 Giugno 1912 gli Elett. Poi. sono saliti nel corr. anno 1913 a N. 547 7 



- 59 — 



La Beneficenza pubblica e privata 



L'Ospedale Civile. 

A lout seigìiew, tout honneur ! 

L'Ospedale Civile, sebbene, in ordine 
di data, sia l'ultima delle Opere Pie che 
stanno a testimoniare eloquentemente il 
grande amore dei Legnanesi ricchi e be- 
nestanti verso i loro fratelli meno favoriti 
dalla fortuna, merita però, per la sua 
grande importanza, il primo posto in 
questo capitolo destinato alla beneficenza. 



parecchi Comuni, possono essere giudi- 
cati inumani. 

Da molti anni l'esempio dei maggiori 
Comuni vicini e più ancora il rapido 
aumento della popolazione andavano per- 
suadendo i legnanesi del bisogno, sem- 
pre più incalzante, di avere un Ospedale 
locale almeno per provvedere alle imme- 
diate esigenze dei numerosi infortuni sul 
lavoro, inevitabile conseguenza del verti- 
ginoso sviluppo dei laboratori meccanici. 




Ospedale Civile di Legnano 



Per il passato gli ammalati più gravi, 
quelli cioè che non potevano essere 
convenientemente curati a domicilio, ve- 
nivano inviati all'Ospedale Maggiore di 
Milano. Non è qui il caso di ricordare 
con quali mezzi antidiluviani venivano 
eseguiti tali trasporti : certo è che mezzi 
simili, i quali pure sono tuttora usati in 



Fin dal 1889 si era data una festa da 
ballo per raccogliere un primo fondo 
per la costruzione di un Ospedale. Ma 
la modesta somma raccolta, depositata 
presso la Cassa di Risparmio, non ebbe 
altri miglioramenti che quelli della ma- 
turazione degli interessi e di una grande 
quantità di ardenti ma sterili desideri. 



61 - 



Nel 1900 la somma raccolta nel 1889 
ammontava, cogli interessi, a L. 1201,91. 

Nella seduta del 30 Maggio 1899 il 
Consiglio comunale, persuaso ormai che 
bisognava uscire dal campo dei desideri 
e delle speranze ed entrare in quello 
dell'azione, deliberava la costituzione di 
un comitato speciale coll'incarico di stu- 
diare i mezzi concreti per l'erezione del- 
l'Ospedale, ed eventualmente di attuarli. 

Veniva così costituito il Comitato com- 
posto del Sindaco, del Proposto Parroco, 
del Presidente della Congregazione di 
Carità e di tutte le maggiori personalità 
locali senza distinzione di partito o di 
fede. La presidenza fu affidata al Dott. 
Cesare Candiani, presidente della Con- 
gregazione di Carità, il quale la tenne 
fino al compimento dell'opera. 

La prima adunanza del Comitato ebbe 
luogo nel palazzo comunale il 19 Feb- 
braio 1900 e dopo un breve scambio 
preliminare di vedute e di proposte, si 
iniziarono le sottoscrizioni per la raccolta 
dei fondi. 

Sciuperemmo l'effetto se, per magnifi- 
care lo slancio col quale i legnanesi 
risposero all' appello, ricorressimo agli 
aggettivi. Basterà dire che in pochi giorni 
furono sottoscritte circa L. 350.000 e 
che quando, nel Giugno 1904, il Comi- 
tato esecutivo potè presentare 1' opera 
propria compiuta all'Autorità governativa 
e chiedere l'erezione in ente morale del- 
l'Ospedale già funzionante, si trovò in 
grado di annunciare un patrimonio di 
L. 747.331 ed un reddito assicurato di 
annue L. 20.000. 

In pochi mesi furono allestiti i pro- 
getti tecnici di costruzione, e questa, 
previe le prescritte approvazioni da parte 
delle competenti Autorità, venne affidata 
alla Carpenteria Brambilla di Milano. 

Il progetto, compilato nelle linee di 
massima dall'Arch. comm. Luigi Broggi, 
venne completato dall'ing. cav. Renato 



Cuttica al quale venne poi affidata la 
direzione dei lavori; entrambi i predetti 
ingegneri prestarono l'opera loro gratui- 
tamente, questi come parte del suo con- 
tributo di cittadino legnanese alla bene- 
fica impresa, quello come tributo d' af- 
fetto alla memoria del compianto barone 
Eugenio Cantoni. 

L' area venne ceduta dalla Congrega- 
zione di Carità in rappresentanza del- 
l' Opera Pia S. Erasmo e trovasi nelle 
vicinanze dell' antichissimo Ospizio omo- 
nimo ed in adiacenza alla strada provin- 
ciale del Sempione in uno dei punti più 
elevati del territorio comunale. Ha la for- 
ma di rettangolo delle dimensioni di 
M. 234,65 x 100,85, colla superficie quindi 
di Mq. 23.664 e perciò suscettibile di 
qualsiasi futuro ampliamento od aggiunta 
di costruzioni. 

I lavori furono cominciati il 12 Maggio 
1901 colla cerimonia della posa della pri- 
ma pietra che si svolse in modo solenne, 
e furono condotti a termine nel Settem- 
bre 1903. 

In seguito a concessione prefettizia, il 
Comitato deliberò l'esercizio provvisorio 
ed immediato del nuovo Ospedale, chia- 
mando a dirigerlo, in seguito a pubblico 
concorso, il chirurgo prof. dott. Ercole 
Crespi. 

Dopo la solenne inaugurazione, che 
ebbe luogo il 18 Ottobre 1903, il 19 
venne iniziato l'esercizio sotto forma di 
ambulanza gratuita di chirurgia, il 5 No- 
vembre successivo si cominciò il vero 
esercizio ospitaliero limitatamente alle 
forme chirurgiche ed agli infortuni, e 
poco tempo dopo 1' esercizio ospitaliero 
venne esteso anche alle forme di medi- 
cina, colla gratuita cooperazione dei me- 
dici condotti locali. 

L'Ospedale venne eretto in Ente mo- 
rale col R. decreto 8 Dicembre 1904, ed 
il Comitato provvide subito pel passaggio 
dell' amministrazione nelle mani della 



62 



rappresentanza legale del nuovo ente, la 
Congregazione di Carità. 

Merita qui di essere rilevato un fatto 
che forse non trova alcun riscontro in 
materia di responsabilità e di delicatezza 
e che sarebbe a desiderarsi fosse larga- 
mente imitato. 

Alla chiusura dei conti colla ditta co- 
struttrice dell' Ospedale, risultò che la 
spesa di costruzione aveva superato il 
preventivo di circa L. 43.230. 

Piuttosto che intaccare il patrimonio 
i signori On. Carlo Dell'Acqua, Dell'Ac- 
qua Francesco, Candiani cav. dott. Ce- 
sare, Banfi Enea, Bernocchi cav. Antonio, 
Cornaggia nob. dott. Gabriele, Cotoni- 
ficio Cantoni per l'ing. Leopoldo Scon- 
f ietti premorto, avv. Sampietro per Mons. 
Domenico Gianni premorto, Saldini ing. 
Cesare e ing. Gianfranco Tosi tutti mem- 
bri del Comitato, già tanto benemeriti, 
oltreché per le loro personali prestazioni, 
pei loro contributi cospicui, pagarono in 
proprio ed in parti eguali tale eccedenza 
di spesa, in modo che il patrimonio potè 
essere consegnato intatto alla nuova 
Amministrazione. 

Le due sale chirurgiche dell'Ospedale 
furono dedicate alla memoria dei due 
grandi industriali legnanesi Eugenio Can- 
toni e Franco Tosi e ciò anche per de- 
siderio dello speciale Comitato che, dopo 
la tragica morte di quest'ultimo, si era 
costituito allo scopo di erigere un padi- 
glione di soccorso per gli infortuni sul 
lavoro da dedicarsi ai due benemeriti 
uomini predetti. 

L'Ospedale è un fabbricato a tre piani : 
sotterraneo, terreno e superiore ; è costi- 
tuito da cinque distinti corpi: quello cen- 
trale che contiene i locali per la dire- 
zione, l'ambulanza, la sala delle operazioni, 
i servizi diversi e lo scalone ; due corpi late- 
rali contigui al centrale contenenti cia- 
scuno le infermerie (quattro complessi- 
vamente), i bagni, ecc. ; e i due corpi 



estremi destinati a verande pei convale- 
scenti, ma assai più spesso, per neces- 
sità di cose, ad infermerie supplementari. 

È dotato di un impianto completo di 
riscaldamento a termosifone e di distri- 
buzione di acqua calda e fredda, di illu- 
minazione elettrica ed a gaz : la ventila- 
zione è stata studiata in modo larghis- 
simo e perfetto, tanto che ogni infermeria 
di otto letti ha una capacità cubica di M. 710 
pari a Me. 90 circa per ogni ammalato. 

L' edificio copre un'area di Mq. 995 
(compresa la camera mortuaria posta a 
molta distanza dall'Ospedale) ed ha un 
volume complessivo di Me. 14 184. Costò 
L. 334.500 compreso il valore dell'area, 
l'arredamento e gli impianti speciali. 

Nel 1907 venne costruita la palazzina 
che serve di abitazione pel chirurgo 
direttore. Costò L. 37.408 ed anche a 
questa spesa si fece fronte, in buona 
parte, senza intaccare il patrimonio, de- 
stinandovi i proventi di una grande pe- 
sca di beneficenza alla quale la popola- 
zione tutta aveva portato con ogni lar- 
ghezza il proprio contributo. 

Il personale sanitario è costituito dal 
chirurgo direttore e da due medici assi- 
stenti : quello di servizio si compone di 
un corpo di infermieri ed infermiere 
laiche e da alcune Suore di Carità alle 
quali sono specialmente affidati i servizi 
di cucina e di guardaroba. 

La sorveglianza sull'andamento interno 
dell' Ospedale è affidata ad una Com- 
missione di vigilanza composta di tre 
membri della Congregazione di Carità 
ai quali, per la prima volta, sono stati 
aggiunti quali membri a vita i signori 
cav. dott. Cesare Candiani, presidente 
del comitato fondatore e comm. ing. 
Gianfranco Tosi, entrambi designati dai 
benefattori dell'Ospedale. 

L'ordine e la pulizia vi regnano so- 
vrani e fanno dell'Ospedale di Legnano 
un vero modello degno di imitazione. 



63 



Il patrimonio dell'Opera Pia che, come 
abbiamo detto, all'epoca della sua erezio 
ne in ente morale ammontava a L. 747.331, 
al 31 Dicembre 1911 era già salito a 
L. 1.045.940 mercè le donazioni ed i lasciti 
cospicui che nel frattempo si sono avuti. 

Riportiamo qui, in ordine alfabetico, 
l'elenco dei maggiori benefattori dall'e- 
poca dall' inizio delle sottoscrizioni ad 
oggi, limitandone la indicazione, per evi- 
denti ragioni di brevità, a coloro che 
diedero offerte di almeno L. 500 o che 
si impegnarono a dare per almeno 5 anni 
un sussidio annuo non inferiore a L.100. 

Adamoli Gaetana in memoria della 
defunta Donna Barbara Melzi 

Agosti Attilio 

Agosti rag. Ettore 

Agosti Francesco 

Agosti Osvaldo 

Amigazzi Nob. Maria Giulia 

Aspes Angelo e famiglia 

Banca di Legnano 

Banfi Bina 

Banfi Dina 

Banfi Lina 

Banfi Maria 

Beltrami Maria ved. dott. Bossi 

Bernocchi Alessandro 

Bernocchi Andrea 

Bernocchi Antonio e F.lli (Ditta) 

Bernocchi cav. Antonio 

Bernocchi Dell'Acqua Gina 

Bernocchi Michele 

Bernocchi Vittorio 

Biraghi Cesare (eredi) 

Bombaglio Fratelli (ditta) 

Boner ing. Giorgio 

Bordoni Antonietta ved. Paleari 

Borghi comm. ing Fedele 

Borsani Cristoforo 

Borsani dott. Gaetano 

Calini avv. Giuseppe 

Candiani dott. cav. Cesare 

Cassa di Risparmio di Milano 

Clerici eredi fu Giuseppe 



Clerici Giulia ved. Clerici 

Clerici Prandoni Maria 

Cotonificio Cantoni (ditta) 

Cotonificio Cantoni (consiglio d' am- 
ministrazione e sindaci) 

Cotonificio Cantoni (impiegati e operai) 

Cornaggia marchese Carlo 

Cornaggia nob. dott. Gabriele 

Cramer Enrico e C. (ditta) 

Dell'Acqua Antonio fu Flaminio 

Dell'Acqua Antonio fu Giuseppe 

Dell'Acqua on. Carlo 

Dell'Acqua Eredi fu Luigi 

Dell'Acqua Fratelli e C. (ditta) 

Dell'Acqua Emanuele 

Dell'Acqua Lissoni e Castiglioni (ditta) 

Dell'Acqua Luigi fu Gaetano 

Dell'Acqua Piero 

Dell'Acqua e Proverbio (ditta) 

Dell'Acqua Siro 

De Martini e Muttoni (famiglia) 

Ferrano Pietro 

Franco Tosi (impiegati ed operai) 

Frua Banfi e C. (ditta) 

Frua Banfi e C. (operai) 

Fumagalli Evaristo e famiglia 

Gadda Carlo 

Giulini e Ratti ditta) 

Guzzi Clemente 

Manifattura di Legnano 

Medici G. Battista 

Molina ing. Paolo e dott. Tito 

Mottana e C (ditta) 

Officine Elettrochimiche Dott Rossi 

Pensotti Andrea e famiglia 

Pezzoni Enrico e famiglia 

Ratti Rizzi e C. (ditta) 

Riboldi rag. Luigi 

Sacconaghi e C. (ditta) 

Salmoiraghi Giovanni 

Scandroglio Luigi 

Sconfietti ing. Leopoldo 

Società An. Arti Grafiche Proverbio 

Società Elettrica Alto Milanese 

Società Lombarda per distribuzione di 
energia elettrica 



— 64 



Soldini comm. Pietro 

Stamperia Italiana De Angeli 

Taschini Pietro 

Tosi comm. Franco (eredi) 

Tosi Luigi 

Zaroli Sac. Gerolamo 

Weimann Barbarina ved. Dell'Acqua 



All'Ospedale pervennero poi, in ordine 
cronologico, i seguenti lasciti : 

Taiè G. Battista, morto P8 Dicembre 
1895. - Legato di L. 4000. 

Bianchi Natale, morto il 10 Dicembre 
1900. - Legato di L. 1000. 

Calini avv. Giuseppe, morto l'il Gen- 
naio 1901. - Legato di L. 163.653 oltre 
a L. 40.913 lasciate alla Congregazione 
di Carità. 

Medici Giov. Battista, morto il 28 Aprile 
1905. Legato di L. 12.000. 

Paracchi Angelina, morta il 10 Settem- 
bre 1907. - Legato di L. 11.644. 



Pagani Francesco, morto il 15 Luglio 
1911. - Legato di L. 2000. 

Bournè Annunciata Ved. Vignati morta 
il 14 Settembre 1913. - Legato di L. 10.000. 

Accenneremo da ultimo al munifico 
atto delle signore Dina, Lina e Maria 
Banfi le quali, nel 1910, per onorare la 
memoria del compianto loro padre Enea 
Banfi morto nel Dicembre 1908, dona- 
rono ali Ospedale la cospicua somma di 
L. 100.000. 

Di pari passo coli' aumento del patri- 
monio, aumentarono pure le entrate, le 
spese, le giornate di degenza, le cure di 
ambulatorio, ecc. 

Richiamiamo in proposito l'attenzione 
sul seguente prospetto, avvertendo che 
pel primo esercizio, e cioè dal 19 Otto- 
bre 1903 al 31 Dicembre 1904, la ge- 
stione fu a carico del Comitato fondatore 
e che di tale periodo ci mancano i det- 
tagli numerici delle diverse operazioni 
contabili, amministrative e tecniche. 



OGGETTO 


1904 


1905 


1906 


1907 


1908 


1909 


1910 


1911 


Patrimonio .... 


L. 


743331 


824050 


851958 


1 

872682 1 


893809 


894554 


1036342 


1045940 


Spese d'esercizio 


H 




45196 


48315 


49467 


54557 


57166 


64705 


65464 


Entrate patrimoniali . 


tr 




17457 


17144 


17362 

! 


17353 


17760 


18339 


21185 


Oblazioni volontarie . 


it 




21301 


17952 


18452 


22897 


21061 


24850 


25537 


Altre entrate . 


u 




9745 


8827 


12305 


15521 


17121 


19838 


19680 


Ammalati ricoverati . 


N. 




427 


417 


488 


486 


480 


558 


517 


Giornate di degenzz . 


;/ 




10517 


10402 


10277 


11081 


9422 


11584 


11010 


Operazioni di alta chirurgia 


ìt 




163 


170 


133 


203 


1S0 


1 90 


210 


„ di ostetricia e ginecologia 


tf 




35 


40 


37 


42 


45 


50 


64 


Visite d'ambulanza chirurgica 


u 




13509 


9782 


8729 


8900 


8500 


8100 


8.P7 



Malgrado il gran numero di ammalati 
curati nell' Ospedale, numero che difficil- 
mente può essere superato se si conside- 
ra che esso ha 32 letti pari a giornate 11680 
e cioè di poco superiore alla media an- 
nuale delle giornate consumate negli 
ultimi anni, esso è ben lungi dall' essere 



sufficiente a tutti i bisogni locali: ba 
sterà ricordare che, oltre ai malati d'occhi 
i quali occupano permanentemente d le 
letti di patronato comunale nell' Istituto 
Oftalmico di Milano, il Comun : deve 
mandare annualmente all'Ospedah Mag- 
giore pure di Milano un numero i am- 



65 



malati quasi uguale a quello dei curati 
nell' Ospedale locale. 

Si impone pertanto la costruzione di 
un secondo padiglione uguale a quello 
esistente : ma il problema è così formi- 
dabile che non può certo essere risolto 
colle sole forze del Comune né degli 
altri enti morali. Occorre un nuovo sforzo 
della illuminata filantropia legnanese, un 
nuovo sforzo delle persone ricche che 
a Legnano son numerose e che altri 
titoli si sono già acquistate alla pubblica 
benemerenza, e noi siamo sicuri che, 
superato felicemente questo periodo di 
crisi che da qualche anno travaglia le 
nostre industrie, il problema verrà certo 
affrontato e degnamente risolto. 



pare invece debba attribuirsi allo stesso 
Buonvicino da Riva, Frate Umiliato che 
a Legnano aveva lungamente vissuto. 



Le Opere Pie amministrate dalla 
Congregazione di Carità. 

La Congregazione di Carità, la cui 
istituzione risale al periodo del Governo 
Napoleonico, non possiede patrimonio 
proprio ma amministra quello delle nu- 
merose Opere Pie che, in virtù della 
Legge 17 Luglio 1890 N 6972, o di pre 
cedenti disposizioni sovrane, o per dispo- 
sizioni statutarie, furono in essa concen- 
trate, oltre all'Ospedale Civile del quale 
abbiamo precedentemente parlato. 

La più antica delle istituzioni legnanesi 
di beneficenza è certamente la Causa 
Pia S. Erasmo. 

Le sue origini non sono esattamente 
conosciute ma si sa che essa esisteva 
prima dell'anno 1313 perchè, con codicillo 
5 Gennaio di quel!' anno, Frate Buonvi- 
cino da Riva disponeva un legato di 
annui cento di (erzuoli per la celebra- 
zione di una messa domenicale all'altare 
di S. Erasmo nell'Ospizio di Legnano. 

La fondazione dell'Ospizio di S. Erasmo 
da alcuni attribuita a un Domenico Vis- 
mara sepolto in S. Francesco di Milano, 




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Da un vecchio manoscritto anonimo 
si rileva che il 29 Maggio 1477 l'Ospe- 



66 



dale Maggiore di Milano, il quale aveva 
allora giurisdizione sull' Ospizio di S. 
Erasmo dettò alcune regole « per prov 
• vedere che dicto ospedale et suoi beni 
t non passino per sinistre mani et che 
« siano ben curati, recti et ordinati si 
« per lo onore de Dio et de quella terra 
« de Legnano, quanto anche per l'utilità 
« delli poveri alli quali sono dedicati li 
« redditi de dicto Ospitale ed soi beni », di- 
sponendo che i deputati di S. Erasmo, siano 



dell'Opera Pia, in attesa che la filantropia 
dei cittadini consenta di provvedere ad u- 
na forma più moderna di assistenza sociale. 

Nella Causa Pia S. Erasmo furono con- 
centrati i seguenti Legati : 

1. Legato Lampugnani per distribu- 
zione di doti ad anno alternato a favore 
di dodici fanciulle povere oriunde o re- 
sidenti a Legnano (Testamento del Nob. 
Dr. Agostino Lampugnani in data 14 
Giugno 1524). 




Ospizio S. Erasmo = Pala d'altare di 

obbligati a tenere debita ospitalità ai po- 
veri per tanto quanto importano le entrate. 

Serviva adunque in antico da vero e 
proprio ospedale, ma più tardi fu adi- 
bito anche a ricevere i bambini esposti 
i quali poi venivano inviati all'Ospedale 
Maggiore di Milano ed ivi mantenuti a 
spese dell'Ospizio. 

In seguito l' istituzione decadde ed at- 
tualmente il vecchio fabbricato è adibito 
a ricovero di vecchie povere non infer- 
me le quali vi sono mantenute a spese 



Benvenuto Tisi detto il Garofalo 

2. Legato Bossi per soccorso ai po- 
veri convalescenti, puerpere, cronici, ac- 
quisto di medicinali (testamento olografo 
della nobildonna Fulvia Bossi Ved. Marti- 
gnoni in data 23 Gennaio 1846). 

3. Legato Pedretti per soccorso ai 
poveri infermi cronici della Parrocchia 
di S. Magno (Testamento olografo di 
Pietro Pedretti in data 3 Maggio 1847). 

4. Legato Azimonti per acquisto di 
medicinali (Testamento di Angelo Azi- 
monti in data 30 Agosto 1850). 



67 — 



5. Legato Calderini a favore di ma- 
lati cronici fondato con testamento 1. Ot- 
tobre 1874 dall' Ing. Michele Calderini. 

6. Legato Paleari per un assegno vi- 
talizio a favore di una povera vecchia 
di Legnano, (Testamento 5 Febbraio 1887 
del Sacerdote Angelo Paleari). 

7. Legato Verri e Legato Panigata 
rappresentanti due modeste oblazioni at- 
testanti più che altro le buone intenzioni 
dei fondatori. 

Il patrimonio dell'Opera Pia S. Erasmo 
compresi gli otto predetti legati, al 31 
Dicembre 1911 ammontava a L. 163,975 
colla rendita annuale di L. 8.192. 



Misericordia o scuola dei Poveri - 
Venne fondata con testamento 21 Agosto 
1639 da un Benedetto Lattuada con de- 
stinazione generica a favore dei poveri. 

Ha una rendita annua di L. 776 ed un 
patrimonio che al 31 Dicembre 1911 am- 
montava a L. 20285. 



Legato Raimondi - Fondato con te- 
stamento 14 Ottobre 1815 da un Pietro 
Raimondi. 

Il suo reddito, che ammonta ad annue 
L. 140, deve erogarsi a titolo di dote ed 
a favore di quattro nubende povere di 
Legnano. 

Al 31 Dicembre 1911 il suo patrimonio 
ammontava a L. 3911. 



Legato Cagnola - Fondato con testa- 
mento olografo 13 Febbraio 1813 e suc- 
cessivo codicillo 13 Febbraio 1821 dal 
Canonico Giovanni Cagnola. 

È destinato a favore degli ammalati 
cronici e poveri delle Parrocchie di Le- 
gnano e Legnanello. 

Ha una rendita annua di L. 586 ed un 
patrimonio che, al 31 Dicembre 1911, am- 
montava a L. 16773. 



Istituzione Vedove e Pupilli - Ven- 
ne fondata, da una persona che non volle 
essere nominata, con atto 29 Agosto 1854 
rogato dal Notaio Dr. Donato Tavelli. 

Ha una rendita di annue L. 168 da 
erogarsi a favore di vedove povere. Al 
31 Dicembre 1911 il suo patrimonio a- 
scendeva a L. 4028. 



Istituzione Muttini - Venne fondata 
dal Sacerdote Don Antonio Muttini con 
testamento olografo 7 Settembre 1854 
pubblicato nel 1858 con rogito del Dr. 
Donato Tavelli. 

È destinata a favore delle vedove più 
misere di Legnano, agli orfani privi di 
ogni appoggio che non abbiano supe- 
rato i 15 anni e, nel caso di malattia, 
fino alla loro guarigione. 

Ha una rendita di sole 124 annue. 

Il suo patrimonio al 31 Dicembre 1911 
ammontava a L. 2294. 



Pia Fondazione Colombo - Venne 
istituita da Gerolamo Colombo con te- 
stamento 16 Febbraio 1866 a rogito del 
Notaio Dr. Lorenzo della Vedova. 

É destinata alla distribuzione di elemo- 
sine ai vecchi poveri, alle partorienti 
povere ed agli infermi poveri del Co- 
mune di Legnano. 

Ha una rendita annua di L. 4568 col 
carico di un legato di culto di annue L. 50. 

Il suo patrimonio al 31 Dicembre 1911 
ammontava a 122.361. 



Canonicato Scolastico - Rappresen- 
ta l'affrancamento di un'annua prestazione 
a titolo di legato di beneficenza dovuto 
da Balsari Giuseppe fu Antonio come 
da rogito del Dr. Guido Bossi in data 
28 Marzo 1878. 

Viene erogato a favore del Comune 
di Legnano per l' incremento della pub- 



— 68 — 



blica istruzione, la quale però non ne trae, 
ahimè! che un vantaggio di annue L. 21. 
Al 31 Dicembre 1912 il patrimonio di 
questo Canonicato Scolastico ammon- 
tava a L. 600. 

Legato Calini - Rappresenta i due de- 
cimi della sostanza abbandonata nei 1901 
dal benemerito avv. Giuseppe Calini; 
gli altri otto decimi vennero destinati a 
favore dell'Ospedale Civile. 

La memoria di questo degno cittadino 
legnanese merita di essere ricordata ai 
venturi come quella di un uomo che, 
dopo di aver vissuto assai modestamente 
dedicando la sua attività e il suo inge- 
gno a vantaggio del Comune del quale 
fu Sindaco, e per moltissimi anni con- 
sigliere ed assessore municipale, legò in 



Ha un reddito annuo di L. 1665 ed 
al 31 Dicembre 1911 il suo patrimonio 
ammontava a L. 41.051. 




Hvv. Giuseppe Calini 

morte tutta la sua cospicua sostanza 
alla beneficenza locale. 

Questo legato non ha una destina- 
zione specifica, e viene quindi erogato 
dalla Congregazione di Carità in tutte 
le diverse forme di beneficenza. 



Complessivamente la Congregazione 
di Carità, la quale ha un patrimonio 
proprio di sole L. 1300, si trova però ad 
amministrare un patrimonio che, escluso 
sempre l'Ospedale, al 31 Dicembre 1911 
ammontava a L. 376,611 con una rendita 
annua effettiva di L 32227 la quale pro- 
viene in gran parte dal patrimonio ed 
in minor parte circa L. 9000 annue; da 
oblazioni volontarie e sussidi che possono 
considerarsi di carattere permanente. Fra 
questi merita di essere ricordato il sus- 
sidio di annue L. 4800 concesso dal Co- 
mune e quello di annue L. 3700 con- 
cesso dalla benemerita Cassa di Rispar- 
mio delle Provincie Lombarde. 

Il patrimonio complessivo che, come 
abbiamo detto, alla fine del 1911 am- 
montava a L. 376.611 era così costituito: 
Fondi rustici. L. 40.042,66 

Titoli del debito pubblico 

dello Stato » 338.985.65 

Oggetti mobili - 1.270,00 

Totale L. 380.298,31 
Meno legati e censi pas- 
sivi (capitalizzati) 8.937,00 



Patrimonio netto L. 371.361,31 
Denari in cassa ■> 5.249,80 



Totale patrimonio netto L. 376.611,11 

A questo aggiungendo il 
patrimonio dell' Ospe- 
dale Civile che alla stes- 
sa epoca ammontava a « 1.045.940.24 

risulta che là Congrega- 
zione di Carità al 31 
Dicembre 1911 aveva un 

patrimonio complessivo di L. 1.422.551,35 
somma certamente cospicua ma assai 
inferiore ai bisogni della beneficenza lo 
cale, alla quale devono quindi provvedere 



69 — 



e provvedono largamente, in via di inte- 
grazione, il Comune, i privati cittadini e 
le aziende industriali. 

Nello scorso anno 1912 la Congrega- 
zione di Carità ha deliberato, molto op- 
portunamente, di effettuare una più pra- 
tica concentrazione dei diversi legati e 
delle diverse istituzioni (meno l'Ospedale) 
in un'unica azienda contabile pur tenendo 
sempre in evidenza gli scopi dei singoli 
fondatori, la volontà dei quali sarà sem- 
pre rispettata anche in avvenire, ma con 
maggior modernità di applicazione. 

Ci sia ora consentito di esprimere la 
speranza e l' augurio che a Legnano, 
mercè lo sforzo concorde del Comune, 
della Congregazione di Carità e di pri- 
vati benefattori sia presto istituito un 
Ricovero per i cronici e per gli impo- 
tenti al lavoro, la cui necessità, a prescin- 
dere da altre considerazioni, è dimostrata 
dal fatto che il Comune mantiene per- 
manentemente una media di 25 cronici 
nel solo Ospizio della Sacra Famiglia in 
Cesano Boscone. 

L'inesauribile carità legnanese saprà 
certo degnamente provvedere anche a 
questi infelici che rappresentano spesso 
i casi più pietosi della umana miseria. 



Comitato « Pro Scrofolosi » 

Fra le molte miserie che affliggono 
l'umanità, quelle che pesano sulla vec- 
chiaia e sulP infanzia sono certo le più 
pietose, e queste più ancora di quelle. 
Nulla stringe il cuore quanto un bambi- 
no che soffre. 

E naturale quindi che anche a Legnano, 
dove i sentimenti di umana solidarietà 
ebbero sempre numerosi cultori, sorgesse 
un Comitato per provvedere alla cura dei 
bambini scrofolosi poveri. 

Fino al 1878 l'Amministrazione comu- 
nale si era limitata ad erogare una assai 



modesta somma distribuendola in piccoli 
sussidi a coloro che intendevano man- 
dare al mare i loro bambini bisoguosi 
di cura. 

Ma fattasi persuasa che i bisogni erano 
assai maggiori e che ad essi non era 
possibile provvedere colle allora mode- 
stissime risorse del bilancio, decise di 
rivolgersi direttamente al cuore dei cit- 
tadini e chiamarli a raccolta per un' o- 
pera di tanto alta filantropia. 

Con deliberazione 23 Marzo 1870 ven- 
ne costituito per la prima volta il Comi- 
tato " Pro Scrofolosi » e questo si mise 
tosto volonteroso all'opera, battendo ad 
ogni porta e raccogliendo ovunque sus- 
sidi e plauso. 

Il Comitato, sorto con modesti inten- 
dimenti, non pensò mai a costituirsi in 
ente morale né a formarsi un patrimonio, 
ad eccezione di un modesto fondo di 
cassa indispensabile per dare l'occorrente 
elasticità al bilancio di gestione ; ma, 
traendo i mezzi quasi esclusivamente 
dalla carità legnanese, provvide ogni 
anno a mandare un numero sempre 
crescente di bambini alla cura marina, 
estendendo poi più tardi l' opera sua 
anche all'invio di adulti poveri alla Ter- 
me miracolose di Salsomaggiore. 

Più tardi ancora, nel 1894 assunse il 
patronato di un letto nell'Istituto Oftalmico 
di Milano, aggiungendovene un altro 
nel 1903 e cedendoli poscia entrambi al 
Comune nel 1911, dalla quale epoca il 
patronato dei letti all' Oftalmico e la re- 
lativa spesa sono assunti dal Comune. 

Fra i maggiori oblatori merita di es- 
sere segnalata, dopo il Comune, la be- 
nemerita Cassa di Risparmio delle Pro- 
vincie Lombarde, la quale ogni anno ha 
concesso alla benefica iniziativa il suo 
costante e sempre crescente appoggio 
finanziario. 

Merita pure di essere segnalata l'opera 
degna di ogni encomio esplicata in questi 



70 



ultimi anni dalla locale Società Magistrale 
che, organizzando spettacoli assai indo- 
vinati con bambini addestrati agli esercizi 
ginnastici collettivi, al canto, alla recita- 
zione, ha saputo trarne vantaggi non tra- 



scurabili a favore della cassa del Comitato. 
Riportiamo nel seguente prospetto i 
dati più salienti della vita dell'istitu- 
zione durante il decennio dal 1903 
al 1912. 



OGGETTO 


1903 


1904 


1905 


1906 


1007 


1008 


1909 


1010 


1011 


1012 


Totale 


Bimbi mandati alla cura marina . N. 


20 


25 


21 


27: 

i 


24 


37 


43 


41 


63 


43 


344 


Malati mandati a Salsomaggiore . 


— 


1 


1 


2 7 


17 


15 


16 


26 


28 


113 


M alle Termi di Acqui „ 


— 


— 


— 


ì 3 


3 


— 


— 


2 


3 


12 


„ „ all'Istituto Oftalmico,, 


37 


36 


49 


59 59 


51 


54 


66 


00 


57 


528 


Giornate di degenza „ „ „ 


872 


1000 


843 


1053 1139 


937 


1123 


1272 


961 


1118 


10318 


Spesa annua complessiva . . L. 


2414 


3223 


2993 


3341 


3976 


5553 


5398 


5264 


6285 


5833 


44280 



Dal seguente secondo prospetto si po- 
tranno poi rilevare i dati riassuntivi re- 
lativi all'azione esplicata dal Comitato 



Pro scrofolosi poveri dall'epoca della 
sua istituzione fino al 31 Dicembre dello 
scorso anno 1912. 



OGGETTO 




Dal 1878' 
al 1882 


Dal 1883 
al 1892 


Dal 1893 
al 1902 


Dal 1903 

al 1912 

1 


Totale 


Bimbi inviati alla cura marina . 


N. 


33 


64 


92 


344 


533 


Malati mandati a Salsomaggiore o Rivanazzano „ 


12 


44 


59 


113 


228 


id. „ alle Terme di Acqui 


// 


— 


— 




12 


12 


id. „ all'Istituto Oftalmico 


II 


— 


— 


161 


528 


689 


Giornate di degenza all'Istituto Oftalmico . 


II 


— 


— 


4248 


10318 


14566 


Spesa complessiva ..... 


L. 


3254 


8369 


16038 


44280 

1 


71941 



L' Ospizio Privato Melzi. 

Morto nel 1875 il conte comm. Fran- 
cesco Melzi e rimasta erede la di lui 
figlia Donna Barbara, questa, che già 
dal 1850 aveva fondata e manteneva a 
tutte sue spese una Scuola elementare 
per le fanciulle e un asilo per bambine, 
volle subito provvedere alla fondazione 
di un ricovero per le vecchie povere. 

Adibì a tale scopo, apportandovi le 



opportune trasformazioni, una buona 
parte del grande palazzo che la casa 
Melzi possedeva in Tradate e vi accolse 
subito un buon numero di vecchie che 
nel benefico istituto trovarono ogni con- 
forto ed ogni assistenza, interamente a 
spese della fondatrice. 

Le sue eredi, animate dagli stessi filan- 
tropici sentimenti, ne continuarono l'o- 
pera e la migliorarono. 

Nel 1905, per volontà dell'erede attuale, 



71 



l'Ospizio privato Melzi venne portato a 
Legnano dove, nell'anno precedente, gli 
era stata eretta ex novo una splendida 
sede in fregio alla via Sempione in una 
casa attigua a quella abitata dalla bene- 
fica proprietaria e dalle religiose alle 
quali essa è preposta. 



a termosifone, dotato di acqua potabile 
e di gaz. 

Le ricoverate, il cui numero si aggira 
sulla media di 30, sono assistite dalle 
Suore di S. Vincenzo e sono a tutto 
carico della benefattrice la quale, salvo 
casi eccezionalissimi, una volta accettata 




FfW Ospizio Privato Melzi e antica Parrocchiale di Legnanello (fotogr. G. Ferrari) 



Il nuovo edificio comprende vasti 
spaziosi saloni adibiti a refettorio, a dor- 
mitori, a sale di riunione; ha camere se 
parate per le ammalate, e tutti i servizi 
di infermeria e di igiene, di cucina elet- 
trica, ecc. 

È illuminato elettricamente, riscaldato 



nell'Ospizio una vecchia od una cronica, 
ve la mantiene per tutta la vita e prov- 
vede anche, modestamente, ai suoi fu- 
nerali. 

Una parte della vecchia sede di Tra- 
date è stata conservata quale sussidiaria 
a quella di Legnano e serve come luogo 



di cura per le ricoverate malate o con- 
valescenti. 

Su questo Istituto altamente filantro- 
pico e civile, che fa onore al nome di 
Colei che lo ha fondato e di chi suc- 
cessivamente lo ha migliorato e tuttora 
lo mantiene, avremmo desiderato di for- 
nire maggiori dettagli, ma ce ne dob- 
biamo astenere in omaggio ad un rispet- 
tabilissimo sentimento di modestia di 
chi vi ha attualmente un grande titolo 
di merito. 



La Società Operaia " La Previdenza „ 

Per opera specialmente di Giuseppe 
Pirovano, il 7 Marzo 1869 veniva fon- 
data la società Operaia « La Previdenza » 
avente lo scopo del soccorso mutuo e 
vicendevole fra gli associati in caso di 
malattia o di impotenza al lavoro per 
vecchiaia, nonché il miglioramento mo- 
rale, intellettuale e materiale dei soci. 

Pochi furono i suoi primi soci, ma 
mercè l' apostolato dei fondatori, ben 
presto il numero crebbe di molto e, no- 
nostante il nome e lo scopo democrattco, 
alla nuova società si ascrissero come 
soci benemeriti e perpetui, insieme agli 
operai, tutte le persone più ricche di 
Legnano. 

Con grande solennità il 22 Settembre 
1872 venne inaugurata la bandiera sociale 
alla quale fu padrino il grande indu- 
striale barone Engenio Cantoni. 



Data da quell'anno il suo grande svi" 
luppo ; infatti da N. 51 soci complessi- 
vamente nel 1869, era salita nel 1872 a 
N. 170. 

Ragginse il massimo apogeo di soci 
nel 1889 con N. 713 inscritti e di pa- 
trimonio nel 1894 con L. 23.922. Indi 
il numero decrebbe e si mantenne poi 
quasi costantemente sulla media di N. 350 
soci col patrimonio medio di circa L. 22.000 

Al 31 Dicembre 1912 i soci erano com- 
plessivamente N. 359 ed il patrimonio 
ammontava a L. 19.978. 

Durante la sua vita non breve e non 
ingloriosa la Previdenza distribuì in sus- 
sidi per malattia la somma complessiva 
di L. 77.282, in pensioni complessiva- 
mente L. 49.263 ed in spese d'ammini- 
strazione L. 20.695, con un totale di 
spesa quindi di L. 147.240, cifra assai 
rispettabile e che meglio di ogni parola 
forma l' elogio meritato della benefica 
istituzione. 



Nel campo della mutua assistenza de- 
vono anche essere ricordate la Società 
Militari in Congedo, la Sezione legna- 
nese dell'Associazione Nazionale L'Eser- 
cito, la Società di S. Giuseppe, e I' Ar- 
chimede, le quali tutte da molti anni 
esplicano l'opera loro di beneficenza e 
di educazione nella popolazione legna- 
nese della quale pure si sono rese alta- 
mente benemerite. 



73 — 



/Monumenti - Chiese - Uomini illustri 



La Chiesa di S. Magno. 

II territorio comunale, che ora è ripar- 
tito in quattro parrocchie distinte ed 



la giurisdizione di un Proposto Parroco 
a con sede nella antichissima Chiesa 
prepositurale di S. Magno. 

La costruzione di questo tempio me- 




Chiesa monumentale di S. Magno (stato dei restauri alla fine del 1912) 

autonome (S. Magno, Legnanello, S. Do- 
menico e i Tre Santi Martiri), fino al 
1800 costituì una sola parrocchia, sotto 



raviglioso, sorto sulle rovine dell' antica 
parrocchiale di S. Salvatore della quale 
si conservano poche traccie, venne ini— 



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Chiesa monumentale di S. Magno 

Dettaglio decorativo degli affreschi 

di Aurelio Luini 

ziata il 4 Maggio 1504 e condotta a ter- 
mine nel 1513. 11 campanile invece, pure 
assai bello, venne completato dopo il 1752, 
in continuazione di quanto era rimasto 
di quello antichissimo che era annesso 
alla Chiesa di S. Salvatore. 

La decorazione interna di S. Magno 
fu affidata al valente pittore ed archi- 
tetto legnanese Mastro Giacomo Lam- 
pugnano che fu compensato con L. 180 
(moneta imperiale) per la cupola e L. 80 
più due brente di vino per gli affreschi 
delle nicchie. 

Le spese di costruzione furono in gran 
parte sostenute dalle famiglie Lampu- 
gnani e Vincemala (Vismara) che fin 
d'allora erano fra le più antiche della 
nobiltà legnanese. 

La consacrazione della Chiesa ebbe 
luogo il 15 Dicembre 1529 per opera 
di Monsignor Francesco Landino, Ve- 
scovo ausiliare di Milano. 



Sebbene manchino documenti originali 
e sicuri, pure la tradizione popolare, 
l'opinione di eminenti scrittori e la stessa 
struttura del tempio ci rendono ormai 
certi che il suo disegno è dovuto al 
Bramante. 

Lo stesso Prevosto Pozzo, che fu il 
secondo Prevosto di S. Magno dopo la 
traslazione della prepositura da Parabiago 
a Legnano e che la resse dal 1628 al 
1653, assicura in una sua monografia 
che si conserva nell' archivio della fab- 
briceria, che il disegno della Chiesa di 
S. Magno è opera del Bramante. 

E di tale avviso è pur stata la Com- 
missione preposta alla conservazione dei 
monumenti della Lombardia, perchè in 
seguito a sua proposta, la Chiesa di S. 
Magno venne dichiarata Monumento Na- 
zionale. 

A rendere vieppiù prezioso questo 




Chiesa monumentale di S. Magno 

Dettaglio decorativo degli affreschi 

di Aurelio Luini 



76 — 











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Chiesa monumentale di S. Magno ■ L interno 

— 77 — 



gioiello artistico colle già ricor- 
date decorazioni di Giacomo 
Lampugnano, gli affreschi dei 
Fratelli Luini figli di Bernardino, 
una pala del Oiampietrino ecc., 
concorrono le beile pitture a 
fresco di Bernardino Lanino, 
vercellese, il quale nella Cap- 
pella dell'altare maggiore dipinse 
dal 1562 al 1565 e pel prezzo 
di lire imperiali 2164, lo spo- 
salizio di M. V., la visitazione, 
la natività del Salvatore, l'adora- 
zione dei Magi, la presentazione 
di Gesù al Tempio, la fuga in 
Egitto, la strage degli Innocenti 
e la disputa coi dottori, oltre a 
due scene minori e, in altre parti 
del tempio, a parecchie bellis- 
sime figure di Santi. 

Questi affreschi, che verso il 1 850 
per merito di alcuni canonici di 
buon senso erano sfuggiti al peri- 
colo di una generale imbiancatura, 





Dettaglio Decorativo di Aurelio Lanino 



Chiesa monumentale di S. Magno 
Bernardino Lanino - La visita dei Magi 

pochi anni or sono, furono casualmente 
salvati dal compianto Prevosto Monsi- 
gnor Gianni che potè in tempo sottrarli allo 
zelo di un sagrestano ignorante il quale, 
all'insaputa di tutti, aveva cominciato a la- 
varli con uno straccio inzuppato nel ranno. 

Ma la maggior gloria, fra le molte 
che la Chiesa di S. Magno racchiude, 
è indubbiamente costituita dal polittico 
che serve di pala all'Aitar maggiore di- 
pinto ad olio da Bernardino Luini in 
seguito ad una convenzione stipulata 
colla fabbriceria il 5 Luglio 1523. 

Risulta da questa convenzione che al 
Luini furono pagate per l'anzidetta pala 
scudi 160, da lire 5 e soldi uno ogni 
scudo, somma che venne poi aumentata 
di lire 34 e soldi 10 e mezzo per l'ag- 
giunta di due ante dipinte a guazzo le 
quali in seguito, per ignoranza ed in- 
curia di uomini, andarono disperse. 



— 78 




Chiesa monumentale di S. Magno = Polittico di Bernardino Luini 

— 79 - 



La copia di una di queste ante si 
trova nel museo dei conti Borromeo 
nell'Isola Bella sul Lago Maggiore. 

La magnifica, meravigliosa pala del 
Luini alla quale nel 1634 era stato attri- 
buito il valore di 10-000 scudi, ha formato 
spesse volte oggetto di invidia e di deside- 
rio da parte di ricchi italiani e di stranieri. 



testando presso il Governo inglese, che 
se ne fece eco presso quello italiano, 
per l'incuria nella quale era tenuto, a 
suo dire, il capolavoro del Luini, ad- 
dossato ad un altare di pessimo gusto 
e affumicato dai ceri, e proponendo al 
Governo inglese di acquistarlo per la 
Nalionale Galeri). 



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Chiesa monumentale di S. Magno 

Nel 1857 un museo inglese offerse di ac- 
quistarla pel prezzo di 420.000 svanziche, 
pari a circa L. 340.000 di moneta nostra, 
oltre ad una copia di buon autore. 

L'offerta venne, naturalmente, rifiutata. 
Anche recentemente, nel 1906, il Magazine 
Office Arts volle mostrare il suo goloso 
interessamento pel dipinto del Luini prò 



Affresco di Bernardino Lanino 

La stoita accusa venne sbugiardata da 
una nobile lettera dell'Autorità comunale 
a quella governativa nella quale si espo- 
sero le sollecite cure da cui è circon- 
dato il prezioso quadro il quale, appunto 
per tali cure, si trova in ottimo stato di 
conservazione e di freschezza. 

Nel castello Sforzesco di Milano sono 



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pure conservati alcuni splendidi arazzi 
che già appartenevano alla Chiesa di 
S. Magno e che erano deperiti e minac- 
ciavano completa rovina. 

Questa Chiesa, possiede molte pre- 
ziose Reliquie donatele dal cavaliere Ge- 
rosolimitano Gio Battista Lampugnano 
che qui le ebbe a trasportare da Cagliari 
verso il 1620; possedeva anche molti ar- 
redi sacri preziosi per opera e per materia, 
ma di una gran parte di essi non rimane 
che la memoria ed il desiderio, essendo 
scomparsi nel turbine napoleonico che 
fece varcar le Alpi a tanti nostri tesori. 

Rimangono tuttavia all' ammirazione 
degli intelligenti e degli amatori d' arte 
gli intagli in legno dell' altare maggiore 
e del coro dovuti ai Fratelli Corio, legna- 
nesi. e quelli del Battistero dovuti al Ta- 
volino autore degli stalli del coro del 
Duomo di Milano. Degni di nota sono 
anche i due pulpiti, pregevole opera del- 
l' intagliatore Spagnolo. 

In questi ultimi anni si era acuito in 
tutta la cittadinanza il desiderio di porre 
riparo ai gravi danni che il tempo aveva 
recato sia alla parte architettonica del 
tempio, sia agli affreschi interni del 
Lampugnano e di altri. 

Sorse pertanto, per iniziativa dell' at- 
tuale Prevosto, un Comitato di cittadini 
di ogni ordine il quale, raccolte le offerte 
della cittadinanza, del Comune, del Go- 
verno e di altri enti pubblici e privati, 
diede mano ai lavori di ristauro esterno 
ed interno, affidandoli alla direzione del- 
l' architetto ing. Perone e sotto la sorve- 
glianza diretta della Commissione Regio- 
nale per la conservazione dei monumenti. 

I ristauri, la cui spesa ammonterà a 
circa L. 100.000, furono in parte eseguiti 
nello scorso anno 1912, e si spera che 
entro [' anno in corso i lavori possano 
essere condotti a termine in modo da 
ridonare al magnifico tempio il suo an- 
tico splendore. 



La prepositura venne qui trasportata 
nel 1584 togliendola da Parapiago, in 
seguito ad un decreto di S. Carlo Bor- 
romeo, Arcivescovo di Milano. 

I cittadini di Parabiago ricorsero al 
Papa, ma senza utile risultato perchè, 
nel 1586, la Curia Romana confermò il 
decreto arcivescovile. 

In occasione della traslazione della 
prepositura venne tolto ai legnanesi il 
diritto di elezione popolare dei propri 
rettori e curati. 

II primo Prevosto fu il Sac. Oblato Don 
Giovanni Battista Specio il quale tenne la 
carica per ben 43 anni dal 1584 al 1627. 

Gli successe nel 1628 il Sac. Agostino 
Pozzo che morì nel 1653 lasciando un 
prezioso volume manoscritto di memorie 
sulle diverse Chiese di Legnano. 



Le altre chiese. 

La parrocchia di Legnanello, eretta il 
13 Agosto 1898 dall'Arcivescovo Card. 
Ferrari, fino al 1903 ebbe la sua sede 
nella bella ma piccola Chiesa della 
Purificazione posta in via Sempione. 

Condotto a termine in detto anno la 
costruzione della nuova bellissima e mae- 
stosa Chiesa del Redentore nella piazza 
omonima, la vecchia sede venne ceduta 
agli eredi della Nobil Casa Melzi, e la 
Chiesa nuova divenne senz'altro la sede 
della Parrocchia. Autore di questa Chiesa 
fu l'Architetto Ing. Cecilio Arpesani di 
Milano. La prima pietra venne collocata 
il 26 Maggio 1901 e i lavori, iniziati nel 
Luglio dello stesso anno, furono ultimati 
nel Novembre 1902. 

Venne consacrata dall'Arcivescovo Car- 
dinal Ferrari il 30 dello stesso mese. 



La Chiesa di S. Domenico che sorge 
sul Corso Garibaldi in sostituzione del- 
l' antico Oratorio del Salvatore, venne 
iniziata il 16 aprile 1900 su progetto del- 



81 



l'Architetto Sac. Enrico Locatelli e con- 
dotta a termine nel Novembre 1904. Fu 
eretta in Parrocchia con decreto di S. E. 



dalio stesso consacrata il 30 Marzo 1908. 
Le spese furono sostenute in grandis- 
sima parte dal compianto Prevosto 




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il Cardinale Andrea Ferrari Arcivescovo di San 

di Milano in data 3 gennaio 1907 e Gianni. 



Magno Mons. Cav. Domenico 



— 82 - 



La Chiesa dei S.S. Martiri - 

dedicata appunto ai Santi Sisinio, 
Martirio ed Alessandro che la tra- 
dizione vuole siano apparsi alle mi- 
lizie della Lega Lombarda nel gior- 
no della Battaglia di Legnano - 
sorge nel nuovo quartiere ad ovest 
della linea ferroviaria, sulla via per 
Castano. Venne costruita a spese 
della popolazione su disegno del- 
l'Architetto Sac. Enrico Locatelli - 
lo stesso al quale si deve il pro- 
getto della predetta Chiesa di S. 
Domenico - negli anni 1905 al 
1910. La prima pietra era stata po- 
sta il 4 Settembre 1904. Fu eretta 
in Parrocchia con decreto di S. E. 
il Cardinale Ferrari Arcivescovo di 
Milano in data 24 Maggio 1911 
e dallo stesso consacrata il 19 Set- 
tembre dell'anno precedente. 

La Chiesa di S. Ambrogio è 

certamente la più antica di Legnano. 
Sorge sulla piazzetta omonima, in 
una località che appunto conserva 
molte caratteristiche delle vecchie 
costruzioni medioevali. Intorno al 
suo autore ed alla sua costruzio- 
ne mancano notizie precise : solo 
si sa che in essa era stato sepolto il 
corpo dell'Arcivescovo Leone da Perego 
il quale, aveva qui vissuto per circa due 
anni, e qui morì il 14 Ottobre 1263. Fu 
riedificata durante il governo pastorale 
di S. Carlo Borromeo e cioè verso il 
1570. 

In questa Chiesa fu fondata ed ebbe ed 
ha tuttora sede la compagnia dei Disciplini. 

Nei tempi remoti questa Compagnia 
aveva, fra le diverse sue funzioni, quella 
di istruire i ragazzi, ed è forse, per Le- 
gnano, la più antica scuola pubblica di 
cui si abbia memoria. La Chiesa di S. 
Ambrogio è sussidiaria a quella Prepo- 
siturale di S. Magno. 




ehiesa Parrocchiale di S. Domenico (Interno) 

La Chiesa di S. Maria delle Grazie, 
che è pure sussidiaria alla Preposiiurale 
di S. Magno, sorge sulla strada che 
conduce a S. Giorgio su Legnano, nelle 
vicinanze del Cimitero Comunale e più 
esattamente fra il vecchio ed il nuovo 
Cimitero. 

Essa ha sostituito un oratorio eretto 
nel 1582-83 il quale, a sua volta, aveva 
sostituita una cappelletta in cui era di- 
pinta a fresco l' immagine della Beata 
Vergine con S Rocco e S. Sebastiano 
alla quale la tradizione popolare aveva 
attribuito alcune grazie miracolose. 

Questa Chiesa venne iniziata a spese 
della popolazione il 4 Ottobre 1612 su 



disegno dell' architetto arcivescovile P. 
Antonio Barca il quale ne aveva avuto 
incarico direttamente dal Cardinale Fe- 
derigo Borromeo. In causa delle fortu- 
nose vicende di quei tempi, fra le quali 
la famosa peste, la costruzione subì 
molte interruzioni e potè essere condotta 
a termine soltanto dopo il 1650, in epoca 
non bene precisata. 

La Cappella maggiore però era stata 
terminata fin dal 1617, nell'ottobre del 
quale anno vi si cantò la prima Messa. 

In questo periodo e più precisamente 
il 29 Ottobre 1617, ebbe luogo anche la 
traslazione dell' antica immagine della 
Vergine dalla Cappelletti sopraricordata 
alla nuova Chiesa e in tale circostanza 
le memorie manoscritte del Prevosto 
Pozzo esistenti nell'archivio prepositurale 
registrano una miracolosa visione di An- 
geli avuta da due legnanesi che erano 

stati posti a custodire la detta immagine 
e che ebbero a narrarla personalmente 
anche al detto Prevosto il quale li co- 
nobbe nella loro tarda età. 

All'esterno della Chiesa di S. Maria 
delle Grazie e tutt'intorno ad essa sono 
15 cappellette contenenti in affresco i 
misteri del Rosario dipinti dal Bacchetta 
di Crema. 

Nel presbiterio sono assai bene con- 
servati due pregevoli dipinti del secolo 
XVIII attribuiti al Legnani. 



La Chiesa detta della Madonnina de- 
dicata alla Natività di M. V. sorge sopra 
una piccola altura lungo la via Sem- 
pione e fu costruita su disegno del Ric- 
chini negli anni 1641 al 1643. 

Vi si trovano le tombe dell'antichis- 
sima famiglia Lampugnani, molti membri 
della quale sono ricordati da lapidi mor- 
tuarie murate nelle pareti interne. 

È sussidiaria alla parrocchiale di Le- 
gnanello. 



Oltre a quelle sopracitate a Legnano 
si contano parecchie altre Chiese di mi- 
nore importanza. 

Quella di S. Martino a nord della 
Città, assai antica, unica sussidiaria della 
parrocchiale di S. Domenico; quella di 
S. Erasmo vicinissima all'Ospizio omo- 
nimo ed all'Ospedale, sussidiaria alla 
parrocchiale di Legnanello, avente una 
bella tela attribuita a Benedetto Tisi detto 
il Garofalo ; quella della Cascina Pon- 
zella, quella della Cascina Olmina, ed 
infine quella della Cascina S. Bernardino 
così chiamata per la permanenza che vi 
fece il detto Santo nel 1444. È fama che 
in questa cascina sia stato allattato il 
Cardinale Federigo Borromeo. 

Va poi ricordata l'antica parrocchiale 
di Legnanello dedicata alla Purifica- 
zione di M. V. ora passata, come già 
si è detto, agli eredi della nobile casa Melzi. 

Ricorderemo da ultimo come Legnano 
abbia avuto altre Chiese ora demo- 
lite; ma nulla di esse essendo rimasto 
di notevole, non crediamo sia il caso di 
occuparcene. 

Non ci occuperemo nemmeno dei Mo- 
nasteri che qui esistevano, se non per 
dire che i due più antichi erano stati 
posseduti dagli Umiliati e dalle Umiliate 
e soppressi per ordine di S. Carlo nel 
1630, e che altri due erano stati fondati 
e dotati da un Rodolfo Vismara nel se- 
colo XV ; di questi l'uno, detto di Santa 
Chiara, ospitava una comunità di Suore 
Clarisse e l'altro, detto di Sant'Angelo, 
ospitava i Frati Minori Osservanti. 

Entrambi furono soppressi nel 1784 
dall'Imperatore Giuseppe II, ed il primo 
divenne un pellagrosario diretto dal prof. 
Strambio e visitato nello stesso anno 
dall'Imperatore medesimo, e quindi, pas- 
sato in proprietà dell'Ospedale Maggiore 
di Milano fu demolito ; l'altro divenne 
proprietà del Comune e fu trasformato 
come tutt'ora è, in Scuole pubbliche. 



84 — 



Il Monumento commemorativo 
della Battaglia di Legnano. 

Giuseppe Garibaldi fu il primo a lan- 
ciare l'idea della erezione di un Mo- 
numento che, commemorando la Battaglia 
combattutasi a Legnano il 29 Maggio 
1176 fra l'esercito della Lega Lombarda 
e le milizie dell'Imperatore Federico Bar- 
barossa, rammentasse agli italiani le grandi 
virtù e l' eroismo dei padri, ed ammo- 
nisse gli stranieri di quanto valga la di- 
sperazione di un popolo lungamente ed 
ingiustamente oppresso. 

Durante la visita che l' Eroe fece a 
Legnano il 16 Giugno 1862, ospite del 
Sindaco Andrea Bossi, Garibaldi si af- 
facciò ad un balcone della casa che lo 
accoglieva (ora casa Galli in corso Ga- 
ribaldi, angolo di via Eugenio Cantoni) e 
vi tenne un brevissimo discorso alla po- 
polazione accorsa; in esso lamentò che 
Pontida e Legnano mancassero di un 
Monumento che ricordasse la Lega dei 
Comuni lombardi e la vittoria contro il 
Barbarossa. 

Il buon seme cadde in buon terreno 
e germogliò. Gli alunni della Scuola pri- 
vata del Rag. Angelo Bernocchi che erano 
stati presentati a Garibaldi e ne avevano 
udite le parole, nello stesso anno pre- 
sentarono per saggio finale di disegno 
un progetto di Monumento commemora- 
tivo della Battaglia. 

II Sacerdote legnanese Don Gaspare 
Maineri si fece subito promotore di una 
sottoscrizione nazionale per la erezione 
del Monumento, iniziandola il 13 Agosto 
dello stesso anno 1862 colla sua offerta 
personale di L. 100 e con quella di L. 40 
data dagli alunni della predetta scuola 
Bernocchi, e affidando poi al Municipio 
la cura della continuazione della sotto- 
scrizione. L'Autorità Comunale non volle, 
pare, interessarsi della cosa che allora 



sembrava un'utopia; certo è che Don 
Maineri rivolse le sue offerte alla So- 
cietà Archeologica Milanese la quale le 
accettò, lo nominò suo Socio e nominò 
una speciale Commissione. 

La sottoscrizione si protrasse per qual- 
che tempo piuttosto stentatamente, fino 
a che, mercè gli sforzi tenaci del Mai- 
neri, della Commissione nominata dalla 
predetta Società Archeologica e di altri 
benemeriti cittadini, il 29 Maggio 1865 
si potè collocare la prima pietra del fu- 
turo Monumento. 

La cerimonia si svolse con grandis- 
sima solennità preceduta dagli spari del- 
l' artiglieria e dalla celebrazione di una 
messa solenne da parte del Prevosto 
Pozzoni assistito da tutto il Clero locale. 
Vi presero parte tutte le Autorità di 
Milano con alla testa il Prefetto Mar- 
chese Pes di Villamarina ed il Generale 
Senatore Durando comandante del Corpo 
d'Armata, e coli' intervento del Sindaco 
e della Giunta locali. 

Una folla immensa assistette alla so- 
lenne funzione e, purtroppo, si ebbe a 
deplorare un grave incidente nel quaie, 
pel crollo di un palco, si ebbero parec- 
chi feriti gravi e anche un morto. 

Per dare un'idea del grande concorso 
di popolo e di autorità alla suddetta ce- 
rimonia, trascriveremo qui, togliendolo 
dalla relazione ufficiale letta alla Società 
Archeologica di Milano nell'adunanza del 
30 luglio 1865, l'ordine della processione 
che dal luogo designato pel Monumento 
si recò alla Chiesa Prepositurale. 

S'avviava frattanto verso la chiesa par- 
rocchiale, ove dovevasi intonare l'Inno 
Ambrosiano, la processione, capitanata 
dalla Croce famosa del Carroccio, che 
tutto un miglio di strada da quel loco 
era lunga ed era cosi ordinata : 

Arma a cavallo - Guardia Nazionale 
di Fognano - Clero di Legnano - Croce 
del Carroccio - Uomini con ceri - Le 



85 — 



Loro Eccellenze rappresentanti la Su- 
prema Corte di Cassazione, il Governo, 
l'Armata Nazionale - Senatori e Depu- 
tati - Staio Maggiore dell'Armata - 
Guardia Nazionale di Gallarate - Au- 
torità Amministrative - Banda Militare 
del 3° Granatieri - Autorità Giudizia- 
ria del Circondario di Gallarate - Sin- 
daco, Giunta e Consiglieri Comunali di 
Legnano - Sindaci del circondario - 
Società d'Archeologia - Banda di Gal- 
larate - Ufficiali e premiati della So- 
cietà Nazionale - Collegio Reale Lon- 
goni - Collegio Reale di Gorla Minore - 
Collegio Pietrasanta di Milano - Col- 
legio Dolci di Milano - Istituto Bei- 
nocchi di Legnano - Collegi diversi - 
Scuole Comunali di Legnano - Fan- 
ciulle di Legnano - Le Eccellentissime 
Dame Marchesa di Yillamarina e Nuora 
sua Marchesa di Montereno cui seguiva 
una eletta falange di donne lombarde 
in costume - Banda di Busto Arsizio 
- Guardia Nazionale- Artiglieria- Car- 
rozze; infinito popolo. 

Al grande entusiasmo festaiolo della po- 
sa della prima pietra, succedette un nuo- 
vo lungo periodo di inerzia dovuta forse, 
più che ad altro, alle meschine competizio- 
ni dei partiti locali. Basterà ricordare che 
il Municipio si rifiutò di pagare una parte 
della spesa per gli addobbi occorsi per 
la solenne cerimonia, spesa che venne 
lasciata a carico del Medico Condotto 
Dr. Saule Banfi il quale ne aveva avuto 
T incarico ma aveva varcato i modesti 
confini della somma assegnatagli. 

Sta il fatto che si giunse, senza che 
più si parlasse di monumento né di sotto- 
scrizione, se non dai soliti pochi fedeli, 
fino al 1874. nel quale anno la Società 
Operaia « La Previdenza » tentò di spro- 
nare il Municipio a dar corso e con- 
durre a termine le pratiche iniziate da 
tanti anni. 

Finalmente, dopo molte tergiversazioni 



il Municipio concesse un sussidio di 
L. 500 ed iniziò una nuova sottoscrizione 
(bisogna ricordare che i fondi raccolti 
colla prima erano stati interamente as- 
sorbiti dalla festa del 1865 per la posa 
della prima pietra) la quale sottoscrizione 
a fin d'anno ammontava già a L. 1900 circa. 

Nel 1876 il Consiglio comunale no- 
minò uno speciale Comitato pel monu- 
mento e questo si radunò la prima volta 
il 22 Febbraio sotto la presidenza del- 
l'industriale cav. Luigi Krumm. 

Proprio in quei giorni il Secolo di 
Milano appoggiato dal Pungolo e dalla 
Ragione, rammentando l' imminente ri- 
correnza del centenario - il settimo - 
della gloriosa Battagtia di Legnano, 
aveva lanciata l'idea di erigere un mo- 
numento a Milano; l'idea trovò sosteni- 
tori convinti ed oppositori tenaci e com- 
battivi. Prevalse il buon senso e la pro- 
posta del Secolo venne abbandonata non 
solo, ma il Secolo stesso più tardi diede 
il proprio contributo ed il proprio ap- 
poggio al progetto di erigere il monu- 
mento a Legnano. 

Ma si avvicinava la gran data e non 
si erano fatte che chiacchiere. 

In fretta ed in furia l'architetto Sfon- 
drini, per ordine e per conto della So- 
cietà Archeologica Milanese, prepara in 
quaranta giorni il progetto del monu- 
mento. Il Municipio di Legnano porta a 
L. 6000 la propria offerta: Cesare Cantù, 
lo storico insigne, detta 1' epigrafe per la 
lapide commemorativa, che venne poi 
murata nella Piazza maggiore, ora Um- 
berto 1°. 

Ma poiché i monumenti non si pos- 
sono improvvisare in pochi mesi, l'alba 
sospirata e temuta del 29 Maggio 1876 
sorse sopra un più che modesto basa- 
mento di muratura decorato cogli stemmi 
di alcune Città della Lega e senza l'om- 
bra di statue né altro. 

Grande fu anche in questa circostanza 



— 86 



il concorso di autorità e di popolo e si 
calcola che Legnano abbia in quel giorno 
ospitato oltre 40.000 persone. 
£J Poco dopo sul basamento venne col- 
locata a una statua di Guerriero; ma, ahimè! 



il guerriero era di cartapesta e si sfasciò 
ben presto sotto le intemperie ed il ri- 
dicolo. 

Non era però ancora spenta l' eco 
delle feste centenarie e brucianti ancora 




Monumento commemorativo della Battaglia di Legnano (Enrico Butti) 



erano le punture all'amor proprio dei 
legnanesi che tanto impreparati si erano 
lasciati cogliere dalla gran data, quando 
un nuovo Comitato di cittadini si accinse, 



con lena novella e con propositi tenaci 
e fermi, a condurre a termine I' opera 
iniziata. 

Si lanciò un appello ai Comuni ed ai 



87 



cittadini di tutta l'Italia, si rivolsero pre- 
ghiere ed inviti a tutte le autorità dello 
Stato, ed il primitivo effimero monumento 
potè avviarsi a diventare concreta opera 
duratura di patriottismo e di arte, degna 
del grande avvenimento che doveva con- 
memorare. 

Occorsero altri venti anni, ma il 29 
Giugno 1900 Legnano poteva chiamare 
a raccolta ed ospitare i rappresentanti 
di tutte le città d' Italia, oltre ad una rap- 
presentanza ufficiale di S. M. il Re, del 
Governo e di tutte le autorità politiche 
e militari della provincia, qui tutti con- 
venuti per inaugurare colla più grande 
solennità il magnifico monumento nel 
cui bronzo Enrico Butti ha trasfusa 
tutta l'anima sua di artista e di patriota. 

Il nuovo monumento sorge nel luogo 
stesso dove prima sorgeva l' effimera 
costruzione del 1876 e dove era stata 
collocata la prima pietra il 29 Maggio 
1865 e cioè nel mezzo di una piazza 
ottangonale poco distante dalla stazione 



ferroviaria e lungo il corso Vittorio 
Emanuele II. 

La bellissima statua di bronzo rappre- 
senta un guerriero dell'epoca, personifi- 
cante, quasi, tutti i guerrieri dei Comuni 
alleati, e si erge maestosa sopra una base 
quadrata di granito nero a sua volta 
poggiata sopra uno zoccolo di mattoni 
a vista, il tutto recinto da una bella 
cancellata in ferro battuto costruita dal 
Mazzucotelli di Milano. 

Su due lati del basamento sono posti 
due splendidi bassorilievi in bronzo rad- 
presentanti l' uno il Carroccio trainato 
dai buoi e 1' altro il campo di battaglia 
dopo la battaglia stessa. 

Sul terzo lato, nell'ordine che qui sotto 
riproduciamo, sono incisi i nomi delle 
ventiquattro Città della Lega che qui 
vinsero il Barbarossa e, fra le due co- 
lonne formate dai predetti nomi delle 
Città, è pure incisa la bellissima epigrafe 
dettata dal Prof. Antonio Martinazzoli 
del R. Liceo Cesare Beccaria di Milano. 



Alessandria 

Asti 

Bergamo 

Bologna 

Brescia 

Como 

Cremona 

Ferrara 

Lodi 

Mantova 

Milano 

Modena 



DOVE 

IL 29 MAGGIO MCLXXVI 

LA LEGA DI POCHE CITTÀ 

RIVENDICÒ 

CONTRO LA MAESTÀ DELL'IMPERO 

LA LIBERTÀ DEL COMUNE 

L'ITALIA 

A PERENNE RICORDANZA 

ERESSE 

IL 29 GIUGNO MDCCCC 



Novara 

Padova 

Parma 

Piacenza 

Rimini 

Tortona 

Treviso 

Venezia 

Vercelli 

Verona 

Vicenza 

Reggio Emilia 



Il quarto lato del piedestallo è com- 
pletamente libero. 

Nel centro di ciascuno dei quattro lati 
della cancellata sono collocati gli stemmi 
di Legnano, Roma, Milano e Venezia. 



La spesa occorsa pel Monumento e 
relativa base fu di L. 56001,75 e fu co- 
perta interamente dalla sottoscrizione na- 
zionale. 

Fra le offerte più cospicue ci piace ri- 



— 88 



cordare qui, oltre a quella di L. 2000 del 
Comune di Legnano, quella di L. 5000 
di S. M. il Re, quella di L. 15.000 del Go- 
verno, quella di L.10,00() della Provincia 
di Milano e quella di L. 2000 del Co- 
mune di Milano. 

L' artistica cancellata che circonda il 
Monumento costò L. 5250 e venne pagata 
in gran parte dal Comune di Legnano 
ed in parte da spontanee offerte delle 
Città della Lega, prima fra tutte, come 
sempre, Milano, che contribuì con L. 500. 



sorge l'antichissimo Castello di proprietà 
dei Marchesi Cornaggia. 

Nello stato in cui trovasi attualmente, 
poco di notevole ha questo Castello ad 
eccezione della mole certamente maestosa 
e del superbo torrione sovrastante al por- 
tone d'ingresso e assai bene conservato 
in tutta la sua originaria robustezza ed 
imponenza. 

E una costruzione del vecchio stile lom- 
bardo alla quale però, specialmente nel- 
l'interno, sono state apportate lungo il 




Castello Cornaggia 



Il Comitato che ebbe la ventura di 
condurre a termine l' insigne opera di 
arte e di patriottismo fu presieduto dap- 
prima dal compianto Giuseppe Pirovano, 
e quindi, negli ultimi quattro anni, dal 
Sindaco del tempo Comm. Ing. Fedele 
Borghi. 

Ebbe sempre a Segretario-Cassiere il 
compianto Cav. Cesare Figini, Segretario 
Capo del Comune. 



Il Castello Cornaggia. 

Nelle vicinanze del nuovo Cimitero, 
poco lungi dalla strada per S. Giorgio e 
Canegrate, lungo il corso dell' Olona. 



corso dei secoli ed a seconda dei biso - 
gni dei diversi proprietari, parecchie ag- 
giunte e modificazioni che ne hanno 
svisato il primitivo stile. 

Dalle memorie del più volte citato Pre- 
vosto Pozzo si rileva che le origini del 
Castello sono poco sicure e che le ro- 
vine che fin d'allora (e cioè nella prima 
metà del secolo XVII) vi si vedevano, 
dimostravano chiaramente che era stato 
più volte battuto durante le discordie ci- 
vili che tanto rattristarono il medioevo 
lombardo 

Lo storico Bugatti lo dice costruito 
per ordine dell'Arcivescovo Ottone Vi- 
sconti al quale pure attribuisce quello di 



Cassano Magnago e la Rocca di Angera 
sul Lago Maggiore. Apparterrebbe quindi 
alla seconda metà del secolo XIII e cioè 
ad un secolo dopo la Battaglia contro il 
Barbarossa. Passò poscia in proprietà di 
Oldrado Lampugnani Signore di Trecate, 
nobile legnanese, il quale, nel 1515, col 
permesso del duca Massimiliano Maria 
Sforza, vi fondò una cappellania con 
Messa quotidiana nell' oratorio interno 
dedicato a S. Giorgio. 

Dalla Famiglia Lamougnani il Castello 
con altre proprietà passò nelle mani del- 
l'Ospedale Maggiore di Milano, il quale, 
verso la fine del secolo XVIII, lo vendette 
al Marchese Carlo Cristoforo Cornaggia 
che più tardi lo affittò in parte per uso 
di tintoria. 

Dal 1850 in poi è divenuto la semplice 
residenza del fattore e dei coloni della 
Nobile famiglia Cornaggia la quale ne 
è tuttora proprietaria. 

La leggenda popolare vuole che nel 
Castello siasi rifugiato l'Imperatore Fe- 
derico Barbarossa dopo la Battaglia del 
29 Maggio 1176, ma tale leggenda è de- 
stituita di qualsiasi fondamento di serietà 
e merita senz'altro di essere relegata nel 
ripostiglio delle frottole, insieme all'altra 
leggenda che asserisce essere il Castello 
di Legnano congiunto col vicino paese 
di S. Vittore Olona mediante una strada 
sotterranea sottopassante il fossato e il 
letto dell'Olona. 

Vero è invece che la sua costruzione 
conserva un non trascurabile valore ed 
interesse artistico e storico, tanto che, 
recentemente , esso viene assoggettato 
alla vigilanza della Commissione Regio- 
nale per la conservazione dei monumenti. 

Le lapidi commemorative. 

Alcune lapidi murate in diverse loca- 
lità dell'abitato ricordano persone ed av- 
venimenti di indole patriottica o di 



interesse locale. Sulla facciata principale 
del nuovo Palazzo Municipale furono ri- 
collocate le due lapide che già esistevano 
sulla facciata del vecchio Municipio. 

L'una in marmo con fregio di bronzo 
reca la figura del Re buono, in alto ri- 
lievo pure di bronzo, e la seguente epi- 
grafe : 



UMBERTO 1° 
LIBERO RE DI LIBERO POPOLO 



PRIMA AI TRIONFI DELL' ITALICA LIBERTA 
LEGNANO 

MCMI 

Fu solennemente inaugurata il 25 A- 
gosto 1901. 

L'altra, di marmo bianco, porta sol- 
tanto l'epigrafe che dice : 

A SOLENNE AFFERMAZIONE 

DELLA PROPRIA FEDE 

NELLA PATRIA LIBERA E GRANDE 

CON R0MA CAPITALE INTANGIBILE 

I LEGNANESI 

NEL XXVANNIVERSARIO DEL COMPIMENTO 

DELL' UNITÀ NAZIONALE 

XX SETTEMBRE MDCCCLXXXXV 

Sulla fronte della vicina casa Canziani 
venne, nel 1904, murata una lapide a 
Felice Cavallotti. 

È in marmo barbiglio bianco e porta 
a sinistra, in altorilievo, il busto in bronzo 
del bardo della democrazia e a destra 
l'epigrafe semplicissima : 

A 

FELICE CAVALLOTTI 

IL POPOLO LEGNANESE 

10 Luglio 1904 

Nella stessa piazza Umberto I, sulla 
casa ora di proprietà Giulini, si nota 
pure una lapide marmorea collocatavi in 
ricordo delle feste del settimo centenario 



— 90 — 



della Battaglia, cerimonia svoltasi con 
grande pompa, come già ebbimo a dire, 
il 2Q Maggio 1876. 
L'epigrafe, dettata da Cesare Cantù,dice: 

DELLA BATTAGLIA DI LEGNANO 

OVE LA LEGA LOMBARDA 

FIACCÒ LO STRANIERO 

ITALIA INDIPENDENTE ED UNITA 

FESTEGGIÒ NEL VII CENTENARIO 

IL 29 MAGGIO 1876 



Poco lontano da questa, in corso Ga- 
ribaldi, sulla facciata della casa dei F.lli 
Galli Tognotta già di proprietà dell'ex 
Sindaco Bernardo Bossi, è murata una 
bella lapide, meta di pellegrinaggi po- 
polari nelle ricorrenze patriottiche. 

Con essa Legnano volle ricordare la 
data del 16 Giugno 1862, nel quale giorno 
Giuseppe Garibaldi visitava questa Città, 
ospite nella casa medesima dalla quale, 
arrigando la popolazione, aveva lanciato 
pel primo l'idea della erezione di un mo- 
numento che ricordasse per sempre la 
splendida vittoria riportata sullo straniero 
nel 1176. 

Nella testata delia lapide, inaugurata 
il 24 Settembre 1882, si vede in basso- 
rilievo la figura dell'Eroe, e sotto si legge 
la seguente modesta epigrafe : 

AL MAGNANIMO PATRIOTA 
GIUSEPPE GARIBALDI 

CHE 

IL DÌ 16 GIUGNO 1S62 

IN QUESTA CASA 

SI SOFFERMÒ 

A LUI 

VINCITORE DI MARSALA 

EROE INCOMPARABILE 

I LEGNANESI 

POSERO 



della via Milano in memoria del concit- 
tadino Giuseppe Pirovano assiduo rac- 
coglitore delle memorie legnanesi che 
egli narrò con diligenza grande, se pur 
non sempre con troppa serenità di giu- 
dizio, specialmente per quanto si riferisce 
agli uomini e agli avvenimenti del suo 
tempo. 

Raccolse anche in un altro volume 
manoscritto, che, al pari della sua storia 
di Legnano, si conserva nell'archivio co- 
munale, tutti gli atti che si riferiscono al 
monumento ed alla celebrazione del set- 
timo centenario della Battaglia, dal 16 
Giugno 1862 fino al 4 Gennaio 1877. 

La lapide porta la seguente inscrizione: 

QUI VISSE GLI ULTIMI ANNI E MORÌ 

GIUSEPPE PIROVANO 

N. 1818 - M. 1902 

ARTISTA - PATRIOTA - STORIOGRAFO DEL PAESE 

E 
BENEMERITO DELL'ISTRUZIONE PUBBLICA 

I CONCITTADINI AD IMPERITURA MEMORIA 
POSERO 
XXIX Maggio MCMII 



Merita infine di essere ricordata la 
modesta lapide posta sulla casa N. 42 



Uomini illustri. 

Nel glorioso periodo del riscatto na- 
zionale, quando l'Italia seppe ripetere le 
gesta eroiche dei padri, anche Legnano 
diede il suo forte contributo di soldati e 
di martiri alla grande impresa della rico- 
struzione della patria. 

In mezzo a tanti nomi di oscuri eroi 
che offersero la libertà e la vita sull'al- 
tare della nuova Italia, ci è caro ricor- 
dare qui una popolare figura di donna 
patriota, alla quale la popolazione legna- 
nese ha reso un tributo di omaggio e 
di affettuosa ricordanza con una lapide 
sulla casa ove visse e morì, posta al N. 2 
della Via Alberto da Giussano. 



91 



Ester Martini Cuttica nacque a 
Milano nel 1807; fu donna di alto sen- 
tire virile, di forti virtù civili. Cospirò 
nel periodo eroico della Giovane Italia - 
con Mazzini, con Maurizio Quadrio, coi 
fratelli Cairoli, con tutti gli apostoli ed 
i martiri della nostra epopea nazionale. 
Nella sua casa in Via Pontaccio in Mi- 
lano si radunavano i patrioti milanesi 
capitanati da Piolti de' Bianchi. Ivi si 
preparò lo sfortunato moto del 6 Feb- 
braio 1853 che doveva costare la vita e 
la libertà a tanti generosi lombardi. Nella 
sua casa si rifugiarono e stettero assai 
tempo nascosti molti di coloro che ave- 
vano potuto sfuggire alle unghie austria- 
che dopo il disgraziato tentativo di som- 
mossa. 




Ester Martini Cuttica 

Verso la fine dello stesso anno, Ester 
Cuttica veniva arrestata sotto l'accusa di 
aver preso parte alla preparazione del 
colpo audace, ed inviata nella fortezza 
di Mantova coll'Ing. Sales. 

Nella fortezza venne trattenuta per 
quasi quattro anni a disposizione della 
polizia austriatica la quale tentò ogni 
mezzo per strapparle qualche confes- 
sione sui preparatori della sommossa, 
sugli affiliati alla Giovane Italia, ecc. 



Ma l'eroica donna seppe resistere ad 
ogni lusinga, comprimendo in seno l'an- 
sia di rivedere i suoi bambini ; mai gli 
astutissimi giudici poterono strapparle 
una confessione od una frase rivelatrice 
o compromettente, Nel 1857 venne am- 
nistiata e potè finalmente ritornare in 
seno alla famiglia. 

Ma 1' amor patrio non era in lei smi- 
nuito : cooperò con ogni mezzo alla 
grande lotta contro lo straniero e fu^ 
nel campo patriottico, ideatrice di geniali 
iniziative, quale quella dell'offerta di un 
anello da parte di ciascuna delle donne 
italiane a Giuseppe Garibaldi. 

Morì a Legnano, dove da moltissimi 
anni si era stabilita, nell'Aprile 1898, nel- 
l'età di circa 92 anni, felice di aver visto 
realizzato il suo grande sogno di una 
Italia libera per sempre. 

Alla inaugurazione della lapide, che 
ebbe luogo il 28 Novembre 1909, nel 
giorno stesso in cui venne inaugurato il 
Palazzo Municipale, intervenne il Prefetto 
di Milano Senatore Panizzardi con tutte 
le autorità locali e del circondario, con 
gran numero di società e rappresentanze 
e bandiere, ed una grande quantità di 
popolo. 

Il discorso commemorativo venne te- 
nuto da Innoceuzo Cappa al quale pure 
è dovuta l'epigrafe incisa sulla lapide 
che dice : 

ESTER MARTINI CUTTICA 
NOBILE AUSTERA EROICA D3NNA LOMBARDA 

DALL'ANIMA MAZZINIANAMENTE ITALICA 

PER QUATTRO ANNI PRIGIONERA DELL'AUSTRIA 

PER TUTTA LA VITA INNAMORATA DI PATRIA E LIBERTÀ. 

QUI VISSE, QUI SOFFERSE, QUI ATTESE, QUI FU LIETA 

DELLA PATRIA REDENTA DALLO STRANIERO 

NATA IN MILANO NEL 1807 

MORTA IN LEGNANO NEL 1898 

OH DONNE ITALIANE QUANTA VIRTÙ! 

QUALE ESEMPIO! 



92 — 



Il D.r Saule Banfi, al nome del quale 
Legnano ha dedicato una Via, fu per 
per oltre 35 anni medico comunale. La 
sua memoria è rimasta viva nella popo- 
lazione che ricorda in lui il chirurgo 
valentissimo e il patriota fervido e corag- 
gioso. 

Prese parte attivissima ai moti insur- 
rezionali del Marzo 1848 e quando, tor- 
nati gli Austriaci, il 30 Settembre dello 
stesso anno Io stato d'assedio fu esteso 
anche a Legnano, il D.r Banfi venne 
arrestato sotto la grave accusa di essere 
stato, fra i legnanesi, il promotore ed il 
capo del movimento liberale. 




Dr. Saule Banfi 

Contro di lui non si poterono racco- 
gliere prove sufficienti e dovette essere 
posto in libertà. Venne poi esiliato per 
tre mesi ed in seguito sempre tenuto 
d'occhio dalla vigile polizia austriaca fino 
alla definitiva cacciata degli oppressori. 

Nel 1859 prestò l'opera sua di chi- 
rurgo sul campo di battaglia a Magenta 
e gli venne affidata la direzione di un 
riparto ospitaliero militare. 

Era nato a Saronno nel 1813 e morì 
a Legnano il 24 Maggio 1884. 



Malgrado le diligenti ricerche da noi 
fatte non ci fu dato trovare altri nomi 
di illustri cittadini legnanesi vissuti nei 
secoli passati all' infuori di quelli che 
abbiamo citati nei diversi capitoli di 
questa breve monografia e dei seguenti 
pochi, le notizie dei quali abbiamo de- 
sunte da un diligente lavoro del prof. 
Daniele Bettinelli « Legnano nella storia » 
che abbiamo qualche volta consultato nel 
corso del nostro lavoro. 

Del nob. Guglielmo Cotta, morto 
nell'Ottobre 1267, si sa soltanto che fu 
pio e dotto Abate di S. Ambrogio in 
Milano e che fu sepolto nello stesso 
Monastero. 

Francesco da Legnano, giurecon- 
sulto insigne, visse a Milano nella seconda 
metà dei secolo XIII. Fu l'autore della 
formula del giuramento pronunziato nel 
Settembre 1289 da Matteo Visconti, Vi- 
cario Imperiale, dalla loggia degli Osii 
in Broletto, con grande solennità e pompa. 

Anche Giovanni da Legnano fu un 
celebre giureconsulto, professore all' U- 
niversità di Bologna dove coperse altresì 
la carica di Vicario della Chiesa. 

Il Picinelli ha per lui lodi larghissime 
tanto da asserire che era « dovizioso di 
« un ingegno così vasto che parve tutta 
<.< l'università delle scienze fosse da lui 
« appresa. Così ben fondato riuscì nella 
« filosofia che fu stimato un altro Ari- 
« stotele; così intendente della medicina 
« che un Ippocrate ; così pratico di astro- 
« logia che parve non la cedesse a To- 
« lomeo, e nelle leggi civili e canoniche 
« così versato che, come altri disse, riuscì 
« il capitano dei legisti e sopra quelli 
« tenne il principato •. Visse nel secolo 
XIV. Lasciò molti scritti, assai stimati, 
di diritto canonico. 

Frate Buonvicino da Riva, dell'or- 
dine degli Umiliati, abitò per molti anni 
a Legnano che fu la sua patria di ele- 



— 93 



zione. Visse nella seconda metà del se- 
colo XIII. 

Fu buon poeta e scrittore ai suoi 
tempi assai stimato. Lasciò, oltre a di- 
versi componimenti poetici, una storia di 
Milano che gli studiosi tengono in gran 
pregio. 

Suo merito principale però fu quello 
della fondazione e dotazione dell'Ospizio 
di S. Erasmo, del quale ci siamo occu- 
pati nel precedente capitolo sulla bene- 
ficenza pubblica. 

Rodolfo Vismara della famiglia Vin- 
cemala, la più antica di Legnano, visse 
nel secolo XV. Fu governatore per la 
Duchessa di Bari e Siniscalco alla Corte 
dei Duchi di Milano. Fondò i conventi 
di S. Chiara e di S. Angelo. 

Alberto Bosso visse in Legnano 
nella prima metà del secolo XVI Ebbe 
fama di erudito e di ottimo latinista. 

La famiglia Lampugnani, altra fra le 
più antiche di Legnano, diede alla terra 
nativa molti uomini illustri nelle arti, 
nelle lettere e nelle armi. I pittori Lam- 
pugnani, ad uno dei quali si devono le 
decorazioni magnifiche della Chiesa di 
S. Magno, si succedettero per ben tre 
secoli di padre in figlio. 



Le famiglie più antiche di Legnano, e 
cioè quelle che si trovavano inscritte nel 
libro d'oro istituito dopo Leone da Pe- 
rego. verso il 1280, sono gli Amigoni, 



i Bossi, i Caimi, i Lampugnani, i Mai- 
neri, i Mantegazza, i Marinoni, gli Ol- 
drini e i Vismara (Vincemalan 

Quest'ultima famiglia, che pure diede 
tanti uomini illustri e benemeriti, aveva 
avuto dall'Arcivescovo Uberto I" da Pi- 
rovano - verso il 1150 - il privilegio di 
costruire un mulino oltre le sponde del- 
l'Olona la quale, come è noto, si chia- 
mava allora Vepro. 

Venne in tal modo costruita TOlonella. 



* * 



Il meraviglioso sviluppo che negli 
ultimi decenni rese nuovamente famoso 
il nome di Legnano, è dovuto ad una 
coorte di uomini degni della maggior 
considerazione. 

A quelli di essi che sono morti è fatto 
cenno in diversi punti di questa mono- 
grafia; molti però, fortunatamente, sono 
tuttora vivi. Vorremmo dire di loro tutto 
il bene che ne pensiamo e che realmente 
meritano, ma dobbiamo con dispiacere 
astenercene, perchè le nostre parole po- 
trebb ro sembrare mosse da spirito di 
adulazione, il che farebbe torto a noi che 
scriviamo ed agli egregi uomini che si 
vorrebbero onorare. 

Ci limitiamo pertanto ad augurare ad 
essi che il loro panegirico sia tessuto, 
il più tardi possibile, da chi, dopo di 
noi, vorrà nuovamente illustrare le glorie 
di Legnano. 



— 94 - 



Le istituzioni private di educazione fisica e di coltura 



Il Tiro a Segue. 

In seguito ad alcune riunioni e pratiche 
preliminari, la sera del 12 Febbraio 1879 
in una sala dell'Albergo dell'Angelo in 
corso Garibaldi, si radunava un'assemblea 
di 45 cittadini legnanesi i quali, confer- 
mando quanto già avevano deliberato 
nella precedente seduta del 20 Novembre 
1878, deliberavano di costituire la Società 
di Tiro a Segno in Legnano - la prima 



vano gelosamente fra le cose più pre- 
ziose della Società. 

In altre assemblee, che si tennero nello 
stesso anno a poca distanza dalla prima, 
si provvide all' acquisto ed alla costru- 
zione del Campo di Tiro, ed in seguito 
la Società cominciò a funzionare rego- 
larmente e continuò a vivere con varia 
fortuna fino a quando, pubblicata la legge 
relativa alla istituzione del Tiro a Segno 
Nazionale, con R. Decreto 9 Dicembre 




Tiro a Segno (facciata) 



nella provincia di Milano - e ne appro- 
vavano lo statuto sociale. 

Nella successiva seduta del 14 Feb- 
braio dello stesso anno 1879, l'assemblea 
medesima procedeva alla nomina delle 
cariche sociali ed acclamava presidente 
onorario Giuseppe Garibaldi e vice pre 
sidente onorario Benedetto Cairoti, ca- 
riche che vennero accettate dai due 
Grandi le cui lettere autografe si conser- 



1883, la privata associazione veniva co- 
stituita in Sociftà Comunale di Tiro a 
Segno Nazionale. 

Tuttavia il primo decennio di vita si 
svolse assai stentatamente, sia per alcune 
divergenze sorte in seno alla Società, sia 
per l' abbandono in cui essa era stata 
lasciata dalle autorità governative: alcuni 
soci si staccarono e si aggregarono alla 
Società sorta, assai più tardi, in Busto 



- 95 - 



Arsizio, costituendosi in sezione legna- 
nese della detta Società, la quale poi 
tentò più volte di ottenere che la Società 
legnanese venisse sciolta. 

Sotto la minaccia del grave provvedi- 
mento, la presidenza raccolse tutte le sue 
energie, fece argine al grave pericolo e 
diede alla Società novello impulso in 
modo che da allora essa visse quella 
vita gagliarda e prospera che ne ha fatto 
fino ad oggi oggetto di ammirazione e, 
talvolta, di invidia da parte delle consorelle. 

La Società che, come già abbiamo 

detto, all' atto della fondazione contava 

N. 42 soci, per alcuni anni ebbe uno 

scarso sviluppo, ma a partire dal 1889 

cominciò ad avere un sempre maggiore 

incremento con una progressione che 

meglio è dimostrata dalle seguenti cifre: 

al 31 Dicembre 1890 i soci erano N. 147 

» 31 » 1900 » » » 396 

» 31 •> 1905 » » » 626 

» 31 » 1910 » » » 700 

» 31 » 1912 * » » 892 

Durante la sua non breve esistenza 
partecipò con fortuna e con onore a 
tutte le Gare Nazionali di Tiro a Segno, 
e ad una innumerevole quantità di gare 
interprovinciali, intercomunali, regionali, 
ecc. Promosse a sua volta diverse gare 
straordinarie locali che furono sempre 
onorate da grande affluenza di tiratori 
di ogni parte d' Italia. 

La sua vecchia bandiera è fregiata di 
trentasei medaglie d'oro, delle quali una 
grandissima donata da S. M. il Re, senza 
tener conto delle moltissime d' argento, 
dei diplomi e di altri premi. 

Nel 1909, in occasione dei festeggia- 
menti commemorativi del Trentesimo an- 
niversario della sua fondazione, le donne 
legnanesi vollero donare alla Società una 
nuova splendida bandiera, alla quale i 
numerosi soci sapranno certo procurare 
gli stessi allori coi quali già adornarono 
la prima. 



Il Campo di Tiro, costuito nel 1879, 
venne successivamente ampliato nel 1892. 

Attualmente è di proprietà della bene- 
merita Società Pro Legnano la quale lo 
acquistò e lo ricostruì nel 1900 ceden- 
dolo poi in affitto, per una somma mo- 
destissima, alla Società di Tiro a Segno. 

Esso ha dieci linee di tiro, una lar- 
ghezza di M. 25, la lunghezza di M. 300 
e la superficie di Mq. 8000 circa. 

È interamente circondato da una cinta 
secondo le prescrizioni, ed è fronteggiato 
da un grazioso edificio che serve di ri- 
covero ai tiratori e che contiene gli uf- 
fici, il magazzino delle armi e delle mu- 
nizioni, un locale per uso di buffet e 
l'abitazione del custode. 

È situato lungo la via Milano, assai 
vicino all'abitato: ciò malgrado, la sua 
ubicazione e la sua costruzione sono 
tanto ben studiate che mai si ebbe a 
lamentare il benché minimo inconve- 
niente e nessun pericolo si è mai veri- 
ficato per l'incolumità dei cittadini. 

Possiede N. 40 fucili Mod. 1891 e nel 
decorso anno 1912 vi furono sparate 
N. 66246 cartuccie. 



La Società « Pro Legnano » 

L'8 Aprile 1900 si costituiva in Le- 
gnano la Società Anonima per costru- 
zione e gestione di edifici destinati alla 
educazione fìsica della gioventù col ca- 
pitale di L. 50.000 ripartito in 500 azioni 
da L. 100 ognuna. 

L' iniziativa era dovuta ad alcuni be- 
nemeriti cittadini e specialmente all' On. 
Carlo Dell'Acqua che della Pro Legnano 
fu sempre ed è tuttora l'anima ed il mag- 
gior sostenitore morale e finanziario. 

L'assemblea generale degli azionisti 
del 5 Luglio 1903 deliberò di aumentare 
il capitale che venne così portato a 
L. 100.000 diviso in 1000 azioni da L. 100. 



96 — 



Nell'assemblea generale degli azionisti 
del 25 Marzo 1906, la ragione sociale 
veniva modificata in « Società Anonima 
a Pro Legnano per la costruzione e 
« gestione di edifici destinati all' educa- 
la zione fisica della gioventù » e contem- 
poraneamente il capitale sociale veniva 
ridotto a L. 25 000, mediante svalutazione 
delle 1000 azioni da L 100 a L. 25 cia- 
scuna, con autorizzazione al Consiglio 
di amministrazione di aumentare nuova- 
mente il capitale stesso mediante l'emis- 
sione di nuove azioni di L. 25. Di tale 
facoltà si valse il Consiglio d' Ammini- 
strazione una prima volta il 28 Marzo 
1908 portando il capitale a L. 60.000 
diviso in N. 2400 azioni da L. 25, e una 
seconda volta I" 11 Marzo 1911 sotto la 
quale data il capitale stesso venne por- 
tato a L. 75.000 ripartito in N. 3000 
azioni sempre da L. 25 ognuna. 

Benché la Società sia stata costituita 
e gestita coi caratteri e coi criteri delle 
aziende commerciali, ognuno vede che 
essa non ebbe e non ha finalità 
di speculazione e le sue inizia- 
tive, dal punto di vista finan- 
ziario, non ebbero che risultati 
di pura perdita come è dimostra- 
to dalle svalutazioni e succes 
sivi ripetuti aumenti del capitale 
sociale. 

Ma nel campo delle finalità 
educative, che costituiscono il pro- 
gramma unico della benemerita 
Società, essa raccolse una ben 
larga messe, ottenne risultati che 
giustamente ci vengono invidiati 
da altri Comuni. 

Nel breve periodo della sua 
esistenza la « Pro Legnano >> do- 
po di aver riscattato il Campo 
di Tiro che affittò alla Società 
Comunale di Tiro a Segno Na- 
zionale, costrusse i Bagni popolari, la 
Palestra Ginnastica e da ultimo i Ba- 



gni coperti, il tutto sopra un'area di 
Mq. 9000 da essa acquistata in via Pon- 
tida. 

Con tali opere, delle quali daremo ora 
qualche breve cenno La Pro Legnano 
ed i suoi dirigenti si sono indubbiamente 
costituito un grande titolo di beneme- 
renza che i legnanesi non possono certo 
dimenticare. 



I Bagni pubblici. 

Su progetto del nob. ing. Renato Cut- 
tica, nel 1903 venivano costruiti i Bagni 
popolari estivi sulla predetta area di 
propr'età della « Pro Legnano » posta in 
via Pontida. Sono costituiti da una grande 
vasca in muratura rivestita di cemento 
lisciato, lunga M. 40 e larga M 16 colla 
profondità minima (dal pelo dell'acqua) 
di M. 0.60 e massima di M. 2.65 : ha la 
capacità di Me. 875 




Bagni popolari (pianta) 



Tutt'intorno alla vasca, disposti a se- 
micerchio, sono N. 43 camerini, un lo- 



— 97 — 



cale per la vasca di pulizia, i servizi di 
toielette ed un grande locale per le 
doccie fredde a pioggia discendente e 
ascendente, a colonna, a soffione, ecc. 
a disposizione dei bagnanti i quali pos- 
sono poi fare la reazione nello spazio 
circostante la vasca, piantumato di tigli. 
La vasca è dotata di un doppio im- 
pianto per 1' acqua, la quale può essere 
derivata o dall' acquedotto comunale o 
da un pozzo con elevatore elettrico gra- 
tuitamente concesso dal vicino stabili- 
mento della ditta F.lli Bernocchi. 




Bagni pubblici coperti (facciata) 

Il cambiamento dell' acqua nella vasca 
avviene costantemente ed automatica- 
mente mediante i grandi sfioratori di cui 
Ja vasca è munita. 

Questi bagni, durante i tre mesi estivi, 
sono assai frequentati da ogni classe di 
cittadini e specialmente dal ceto operaio 
la cui frequenza è facilitata dalla mode- 
stissima misura della tariffa che si limita 
a cent. 20 per l'entrata, compreso l'uso 
delle doccie, e cent. 10 per la biancheria. 

I Bagni estivi furono inaugurati il 15 
Agosto 1903. 

Poco distante dai Bagni estivi e sem- 
pre sull'area della « Pro Legnano » sorge 
il grazioso edificio dei bagni coperti. 

Venne costruito nel 1908 dalla ditta 
Ing. Cavani e C. di Milano su disegno 



dell' ing. arch. Camillo Crespi Balbi, ed 
inaugurato solennemente il 13 Dicembre 
dello stesso anno. 

Oltre al vestibolo che serve da sala 
d'aspetto, alla biglietteria, all'ufficio d am- 
ministrazione, all'abitazione del bagnino 
custode, ecc., esso comprende 13 came- 
rini con vasca ed un camerino per le 
doccie calde e fredde. Ogni camerino è 
decorato e mobiliato con eleganza e mu- 
nito di impianto completo di illumina- 
zione e suonerie elettriche, di riscalda- 
mento a termosifone e dei necessari at- 
tacchi per l'acqua fredda e per l'a- 
cqua calda. 

Uno dei camerini è destinato esclu- 
sivamente per i bagni medicati. 

Vi sono scrupolosamente osser- 
vate le norme più severe per l' igie- 
ne e per la morale, tanto che, dal- 
l'epoca della sua apertura, non vi 
si ebbe a verificare il più piccolo 
inconveniente. 

Ogni bagno, colla relativa bian- 
cheria che vien fornita abbondan- 
temente dall' amministrazione, non 
costa che cent. 70 e questo prezzo 
già modestissimo viene ancora mag- 
giormente ridotto per gli abbonamenti 
di 6 o di 12 bagni. 

Gli operai usufruiscono di speciali bi- 
glietti a prezzi ridottissimi posti in ven- 
dita negli stessi stabilimenti industriali 
presso i quali gli operai sono occupati. 
Dall'apertura al 31 Dicembre 1909 i 
bagni furono N. 3951 

Nell'anno 1910 i bagni furono » 3998 

1911 » » » 5406 

1912 » » » 5583 



La Palestra Ginnastica. 

Sull'area medesima ove sorgono i ba- 
gni estivi e i bagni coperti, sorge pure 
la Palestra Ginnastica che la « Pro Le- 



— 98 



gnano » costrusse nel 1904 e che in se- 
guito cedette in uso alla Società Ginna- 
stica Legnanese. 

Si compone di un grande salone in 
muratura lungo M. 19,20, largo M. 10 
ed affo M. 8.15 ed avente quindi la cu- 
batura assolutamenfe libera di Me. 1564,80. 

É fornito ed arredato con tutti gli at- 
trezzi e gli apparecchi occorrenti per gli 
esercizi ginnastici, alcuni dei quali poi 
sono anche distribuiti nel grandioso cor- 
tile comune. 

Attigui al salone ginnastico propria- 
mente detto, vi sono gli uffici per la Se- 
greteria e pel Velo Club, lo spogliatoio, 
il vestibolo, i servizi di toilette, ecc. 

Fu inaugurato il 10 Luglio 1904. 

Oltreché alla Società Ginnastica Le- 
gnanese, la palestra ha servito finora 
anche per le esercitazioni regolamentari 
degli alunni e delle alunne della Scuola 
Tecnica Comunale i quali però vi acce- 
dono soltanto accompagnati dei rispettivi 
insegnanti ed in ore nelle quali la pale- 
stra è riservata soltanto ad essi. 



L'Asilo Infantile. 

Fin dal 1868 si era tentata l'istituzione 
di un Asilo Infantile mediante private 
oblazioni, ma con assai scarso risultato. 
La raccolta delle offerte, continuata ne- 
gli anni successivi, alla fine del 1876 
aveva fruttato soltanto la assai modesta 
somma di L. 827,25. 

Il 1' Gennaio 1877 il Consiglio comu- 
nale, persuaso ormai della necessità as- 
soluta di dar corpo al comune desiderio 
e di sodd'sfare ad un bisogno da tutti 
sentito, nominava una speciale Commis- 
sione coll'incarico di provvedere ad una 
intensificata raccolta di offerte e quindi 
alla fondazione dell'Asilo. 

In breve tempo vennero raccolte altre 
L. 1427 in danaro. L 9202,25 in obbli- 
gazioni per la fondazione e L. 2005 annue 



per tre anni in altre obbligazioni per 
l'esercizio, sotto forma di azioni. 

Il 4 Maggio 1879, convocata dal Sin- 
daco, si radunò la prima assemblea degli 
azionisti dell'Asilo, la quale deliberava di 
far luogo all'apertura della nuova istitu- 
zione coi mezzi disponibili e nominava il 
Comitato esecutivo di cinque membri, 
presieduto dal cav. dott. Guido Bossi. 

L'11 dello stesso mese il Consiglio 
comunale concesse all'istituendo Asilo un 
sussidio di L. 500 per le spese di primo 
impianto, e L. 500 annue per tre anni 
per le spese di esercizio. 

Aggiuntesi in seguito alle predette altre 
offerte, fra le quali merita di essere se- 
gnalata quella degli operai di diversi 
stabilimenti che si quotarono per circa 
L. 500 annue per un numero di anni 
non determinato, il Comitato esecutivo, 
ritenuta ormai assicurata la vita dell'isti- 
tuto, deliberava di chiederne l' erezione 
in Ente Morale. 

La relativa domanda venne presentata 
l'il Dicembre 1879 e fu subilo bene- 
volmente accolta dal Governo, tanto che 
con R. Decreto 20 Giugno 1880, l'Asilo 
Infantile di Legnano veniva eretto in ente 
morale e ne veniva approvato il relativo 
statuto organico deliberato dall'assemblea 
degli azionisti il 20 Ottobre 1879. 

Modestissimo nei suoi primordi, l'Asilo 
Infantile ebbe successivamente uno svi- 
luppo sempre crescente e potè registrare 
un continuo aumento di rendite, di pa- 
trimonio e di alunni. 

Venne aperto per la prima volta ed 
inaugurato il 15 Dicembre 1879 ed ebbe 
la prima sede in alcuni locali di affitto 
in via Magenta N. 4 facenti parte della 
casa già Ambrosetti che più tardi venne 
acquistata dall'Asilo stesso, demolita e ri- 
costruita, e che restò quindi la sede de- 
finitiva della istituzione fino ad oggi. 

La spesa di primo impianto ammontò 
alla modesta somma di L 1751,53 alle 



- 99 - 



quali devonsi aggiungere altre L. 200 
per canone di affitto del primo anno/ 
Gli alunni inscritti nel primo anno^di 



! i mentando tanto da raggiungere talvolta 

: funa media di 300 presenti. 

3 l Nel 1912 gli inscritti furono N. 426 e 




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esercizio furono 110, ma la media dei 
frequentanti fu di circa 95 : negli anni 
successivi tale numero andò sempre au- 



la media dei frequentanti fu di 300 circa. 

11 patrimonio dell'istituto che, dal Conto 

Consuntivo del primo anno di esercizio 



— 100 



(1880), risulta essere stato di L. 12,439.33, 
in virtù delle continue elargizioni ad esso 
pervenute ogni anno e dei risparmi che 
il diligente Comitato successivamente ha 
saputo fare sulle spese di esercizio e 
che furono mandati ogni volta al miglio- 
ramento patrimoniale, era salito al 31 Di- 
cembre 1912 a L. 148,220. 

Tale somma è data per L. 21,491 da cer- 
tificati di rendita dello Stato, per L. 17,427 
da un deposito presso un Istituto di cre- 
dito e, pel rimanente, dal valore dello 
stabile nel quale l'Asilo svolge l'opera 
sua altamente benefica e dai relativi mo- 
bili ed arredi. 

Questo stabile, come già abbiamo detto 
venne acquistato nel 1896, per il prezzo 
di L. 46,958 comprese le spese dell'atto 
d'acquisto, e demolito parzialmente e ri- 
costruito nel 1897 colla spesa comples- 
siva di L. 46958. Venne poi ampliato e 
migliorato nel 1900 con una nuova spesa 
di L. 8591. 

Se non temessimo dì dilungarci troppo 
e se d'altronde non ci trattenesse il de- 
siderio di non turbare la modestia dei 
vivi, vorremmo qui riportare per intero, 
a titolo di onore, l'elenco dei molti ge- 
nerosi che dalla fondazione ad ora, hanno 
contribuito con larghezza al mantenimento 
dell'Asilo ed all'aumento del suo patrimonio. 

Ricorderemo soltanto, oltre al Comune 
che da un sussidio annuo di L. 1500, il 
Nob. Angelo Branzolfo Toia che nel 1888 
lasciò una parte della sua sostanza sta- 
bile all'Asilo il quale ne trasse, venden- 
dola, un utile di L. 11.000 circa e l'Avv. 
Giuseppe Calini - già tanto benemerito 
anche per il cospicuo lascito a favore 
dell'Ospedale e della Congregazione di 
Carità - che nel 1901 lasciò all'Asilo un 
capitale di L. 2000, l'ing. Giorgio Boner 
che, avendo vissuto a Legnano per lun- 
ghi anni quale Direttore generale dell'Of- 
ficina Tosi, volle degnamente ricordare 
la sua permanenza nella Città ospitale 



colla munifica elargizione di L. 10,000 a 
favore dell'Asilo, il compianto Barone 
Eugenio Cantoni, gli eredi della Nob. 
Casa Melzi, il Cotonificio Cantoni, il Co- 
tonificio F.lli DelPAcqna, le Ditte Fratelli 
Bernocchi, Fabio Vignati e C. E. Mot- 
tana e C. la Società italiana Ernesto De 
Angeli, la Manifattura di Legnano, il Co- 
tonificio Dell'Acqua, Lissoni e Castiglioni, 
la Fabbrica Legnanese Colla e Saponi, 
la Banca di Legnano, le famiglie Bernoc- 
chi, Borghi, Banfi, Bossi, Bottelli, Cor- 
naggia, Dell'Acqua, Fumagalli, Krumm, 
Rossi, Scandroglio, Tosi, Zweifel e molti 
altri, i quali tutti o hanno degnamente 
contribuito alla fondazione dell'Asilo od 
all'incremento del suo patrimonio, o con- 
corrono validamente ogni anno a soste- 
nerne le ingenti spese di esercizio. 

Non tenendo conto dell'affitto figurativo 
dello stabile occupato dall'Asilo e servizi 
dipendenti, il patrimonio della istituzione 
dà un reddito annuo di L. 2963 al quale 
devesi contrapporre una spesa fissa di 
L. 14.000 circa; alla differenza provve- 
dono quasi per intero gli oblatori ordinari 
e straordinari, primo fra tutti il Comune 
di Legnano che dà come si disse, un 
sussidio annuo fisso di L. 1500. 

Gli oblatori ordinari (azionisti; nel 1912 
furono N. 224 per complessive azioni 
N. 930 e per l'ammontare totale di L. 4650. 

Questa benemerita istituzione, che prov 
vede alla custodia ed alla prima educa- 
zione dei bambini del popolo ai quali 
fornisce anche una abbondante e sana e 
gratuita refezione calda quotidiana, è stata 
fondata, come abbiamo visto, quasi esclu- 
sivamente dai privati cittadini ed è, quasi 
esclusivamente, da essi mantenuta. 

Meritava perciò, sebbene sia stata fin 
dal principio eretta in Ente Morale, di 
trovar posto in questo Capitolo destinato 
ad illustrare brevemente le private inizia- 
tive nel campo della istruzione e della 
educazione popolare. 



101 - 



La Scuola e l'Asilo Melzi. 

Nel 1850 Donna Barbara dei Conti 
Melzi, allora venticinquenne, (era nata a 
Milano il 1. Ottobre 1825 da Don Fran- 
cesco e dalla Contessa Isabella Salazar, 
fondava in Legnanello un Istituto che 
essi volle chiamare Scuola pivata di 
carità, collo scopo di raccogliervi le fan- 
ciulle del popolo, di educarle, istruirle ed 
avviarle alla vita mercè l'insegnamento 
dei primi elementi del sapere e dei lavori 
donneschi. 

Tanto piacque al di Lei padre la ge- 
nerosa e nobile iniziativa (sarà bene ri- 
cordare che il Comune per l'istruzione 
pubblica spendeva in quel tempo circa 
L. 1000 - diciamo mille lire - all'anno) 
che volle subito donarle la sua casa ci- 
vile posti in Via Sempione e la posses- 
sione della Melghera posta nei territori 
di Milano, Crescenzago e Lambrate. 

Iniziata, m intenuta e diretta esclusiva- 
mente dalla benemerita fondatrice e, in 
seguito, dalle sue eredi, mancano a noi 
dati precisi circa lo sviluppo della Scuola 
nel corso degli anni. 

Solo sappiamo che essa si divise quasi 
subito in Scuola per fanciulle, ed in Asilo 
infantile per bambine. 

Una delle molte lodevoli caratteristiche 
di questa Scuola privata è quella di es- 
sersi sempre conformata alle prescrizioni 
dettate dalla legge per le Scuole pub- 
bliche, sia nei programmi di insegna- 
mento, sia nella scelta del personale in- 
segnante, sia infine per la tenuta e l'ar- 
redamento dei locali scolastici. 

Attualmente, oltre all'Asilo infantile di- 
retto dalle R.R. Suore Canossiane, l'Isti- 
tuto comprende 5 classi elementari a 
ciascuna delle quali è preposta una mae- 
stra diplomata. 

L'Asilo raccoglie N. 100 bambine circa 
e le Scuole elementari hanno circa N. 220 
alunne le quali tutte, alla fine dell'anno 



scolastico, subiscono regolari esami di 
promozione davanti alle competenti Com- 
missioni legalmente nominate. 

L'esistenza di questa Scuola, alla quale 
è stata recentemente aggiunta una biblio- 
teca ricchissima ed un magnifico gabi- 
netto di fisica, è certamente una grande 
risorsa per le finanze del Comune e noi 
saremmo stati ben lieti di poterla mag- 
giormente illustrare, anche a titolo di 
esempio, se la modestia di chi attual- 
mente la mantiene - pari alla sua gene- 
rosità in questo ed in altri campi - avesse 
consentito a fornirci gli elementi ed i 
dati che noi avremmo desiderato di 
esporre ai nostri lettori. 

Comunque sia, i pochi dati che ci fu 
possibile raccogliere sono sufficienti a 
consacrare le benemerenze di Colei che, 
precorrendo i tempi, volle dedicata la 
sua giovanile attività ed il suo ricco pa- 
trimonio all'istruzione delle fanciulle del 
popolo, come più tardi volle dedicarsi 
anche al ricovero ed al mantenimento 
delle vecchie inferme od inabili al lavoro. 
Alla, memoria di Donna Barbara Melzi, 
Legnano serberà viva riconoscenza, come 
rende omaggio riconoscente a Donna 
Maria Giulia Amigazzi che ne continua 
e ne perfeziona le opere di illuminata 
filantropia e di fraterna carità. 



L'Università = Biblioteca Popolare. 

Sull'esempio di quanto già avevano 
fatto le maggiori Città, nel 1907 venne 
fondata anche a Legnano una Università 
Biblioteca Popolare. 

Come tutte le sue consorelle, essa ha 
lo scopo di diffondere, specialmente nella 
classe operaia , la coltura letteraria e 
scientifica mediante periodiche e frequenti 
lezioni - conferenze e la circolazione di 
buoni libri 



— 102 



L'istituzione ebbe nel 1908 N. 350 soci 

» 1909 » 600 » 
» 1910 500 » 
» 1911 » 450 » 
» 1912 » 550 « 

Nell'Università Popolare, dalla fonda- 
zione ad oggi, si tennero circa 300 le- 
zioni-conferenze, tutte sopra argomenti 
di coltura popolare. 

Da qualche anno essa ha istituito le 
gite-visite istruttive agli opifici industriali 
più importanti ed alle località più rino- 
mate per ricordi storici o per bellezze 
artistiche. 

La Biblioteca Popolare possiede circa 
2500 volumi che son dati in lettura ai 
soci, sia a domicilio che nella sede stessa 
della Biblioteca. 

L'Università Biblioteca Popolare non 
ha patrimonio proprio ali infuori dei libri 
e delle suppellettili d' ufficio. 

Le sue entrate variano da L. 2500 a 
L. 3000 annue e sono costituite unica- 
mente dal contributo dei soci i quali pa- 
gano una lira all'anno, e dalle oblazioni 
volontarie degli enti morali e di privati 
benefattori. 

Per quanto modesta sia l' istituzione, 
non v' ha dubbio che essa ha grande- 
mente contribuito alla diffusione della 
coltura popolare ed ha così acquistato 
un grande titolo di benemerenza presso 
la cittadinanza, dalla quale potrà quindi 
attendersi anche in avvenire ogni ap- 
poggio ed aiuto morale e finanziario. 



Corpo Musicale Umberto l.° 

La Banda cittadina che si fregia del no- 
me del buon Re Umberto I." venne fon- 
data nel 1898 col contributo del Comune 
e dei privati cittadini. 

È composta di circa 40 musicanti tutti 
operai che sacrificano le loro ore di ri- 
poso per soddisfare lodevolmente ai mol- 
teplici pubblici servizi. 

Essa trae i mezzi della propria sussi- 
stenza dalla beneficenza locale la quale 
vi provvede mediante oblazioni triennali 
ammontanti a circa L. 2500 all'anno che, 
insieme ai proventi dei servizipubblici,sono 
sufficienti a tener viva decorosamente 
una istituzione tanto cara alla cittadinanza. 

* * 
Altre minori istituzioni private di col- 
tura e di educazione popolare, che cer- 
tamente fanno onore al nome di Legnano, 
sono la Sezione locale della <• Dante Ali- 
ghieri » qui sorta nel 1912, il Collegio 
Convitto Legnano, antichissimo e da qual- 
che anno completamente rinnovellato nei 
metodi e nei programmi, la Società Gin- 
nastica Legnanese, la Società Ginnastica 
« Virtus in fide », la Società Ginnastica 
« Pro Carroccio », il Velo Club, il Foot- 
Bal Club, la Società Legnanese di trat- 
tenimenti e sport, alle quali tutte augu- 
riamo un avvenire sempre più florido 
ed una sempre più prospera vita nell'in- 
teresse stesso della cittadinanza e spe- 
cialmente della gioventù. 



103 — 



Le Industrie 



Origini ed infanzia. 

Ma il maggior monumento che Legna- 
no ha saputo costruire a se stesso e 
pel quale il suo nome è noto oggi in 
tutto il mondo non meno che per la 
gloriosa Battaglia del 1176, è rappresen- 
tato dalle molteplici e floride industrie 
che qui sono nate, che qui si sviluppa- 
rono e che tanto contribuirono all' incre- 
mento prodigioso di questa Città. 

Già nel secolo XIII per opera dell'or- 
dine degli Umiliati - qui rappresentato 
da due conventi, uno di frati e l'altro di 
suore - fioriva in Legnano l' industria 
della lavorazione della lana. 

Nel secolo XVI fiorirono a Legnano 
le industrie della tintoria di gualdo, della 
conceria e dei pellami dipinti. 

Nel secolo XVII vien ricordato un 
Carlo Cornacchia di G. Battista fra i più 
ricchi ed onesti negozianti di cotone. 
I Cornacchia erano venuti a Legnano da 
Sedriano e di essi si trova traccia fin 
verso il 1560, perchè fu proprio un Cor- 
nacchia che fu delegato dalla Fabbriceria 
di S. Magno a portare a Bernardino 
Lanino, a Vercelli, il saldo delle pitture 
a fresco da lui eseguite nella detta 
Chiesa. 

I Cornacchia davano a filare e a tessere 
il cotone, da essi pei primi introdotto in 
paese, non solo agli abitanti di Legnano, 
ma altresì agli abitanti degli altri Comuni 
limitrofi. Si erano in seguito associati ai 
Prata (famiglia ora scomparsa). Il Piro- 
vano dice essergli risultato da documenti 
originali che il commercio di cotone, 
esercitato dai Cornacchia e dai Prata, si 
estendeva a Livorno, Marsiglia, Cipro e 



Smirne, il che prova l' importanza del- 
l' azienda. 

L'Olona, che dal più remoto medio 
evo aveva dato ai paesi del Seprio la 
forza motrice pei mulini, fu la prima 
arteria annientatrice delia industria pri- 
mitiva del secolo decimottavo e della 
più perfezionata industria della prima 
metà del secolo decimonono, dalle quali 
son nate poi le più grandi industrie che 
sono ora una delle glorie maggiori di 
tutta questa plaga fortunata e special- 
mente di Legnano che, non a torto, è 
stata chiamata la Manchester d' Italia. 

Pur trascurando, perchè vaghe ed im- 
precise, le notizie sulle . industrie locali 
fino all'epoca napoleonica, non possiamo 
tacere di quelle che qui fiorirono nella 
prima metà del secolo scorso e che fu- 
rono per così dire, il buon seme dal 
quale germogliarono giganti le industrie 
presenti. 

Già nel 1807, in un rapporto ufficiale 
inviato dal Municipio al Governo, tro- 
viamo che a Legnano esistevano parec- 
chie filature di seta e di cotone ed altre 
industrie minori, tutte però esercitate 
nella primitiva forma casalinga. 

In altri consimili rapporti posteriori 
troviamo sempre ripetute le medesime 
affermazioni circa 1' esistenza in paese di 
numerose filature di seta e di cotone. 

Nel 1821, per opera di Carlo Martin, 
svizzero, sorge a Legnano il primo sta- 
bilimento per la filatura del cotone, pas- 
sato nel 1845 in proprietà della ditta 
Saverio Amman e C. 

Questo stabilimento, nel 1863, aveva 
5000 fusi, 40 telai meccanici, una tintoria 
interna, ed impiegava 200 operai. Pro- 



105 



duceva 170 000 Kg. di filati greggi ed 
era azionato dall'Olona mediante ruote 
idrauliche della forza di 50 cavalli. 

Nel 1824 Eraldo Krumm - uno dei 
patriarchi dello sviluppo industriale le- 
gnanese - aprì la seconda filatura di 
cotone passata poi in proprietii della 
ditta Eraldo Krumm e C. Nel 1863 questa 
manifattura aveva 8500 fusi, 24 telai 
meccanici e 280 operai che producevano 
Kg. 280.000 annui di filato greggio. Co- 
me la precedente sfruttava la forza idrau 
lica dell'Olona. 

Nel 1828 sorse il terzo stabilimento di 
filatura di cotone di proprietà della ditta 
Borgomaneri, Sperati e Bazzoni. Questo 
stabilimento, assai modesto nei suoi pri- 
mordi, passò poi a Costanzo Cantoni e 
fu il primo nucleo di quel Cotonificio 
Cantoni del quale diremo più diffusa- 
mente in seguito. 

Nel 1838 si ha la quarta filatura di co- 
tone creata dalla ditta Andrea Krumm e C. 

In un rapporto ufficiale dello stesso 
anno si trova che, nell'anno precedente, 
erano entrati in Comune quintali 5523 
di cotone greggio e filato. 

Nel 1842 il dott. G. Donato Travelli 
aprì il quinto stabilimento di filatura di 
cotone. 



Una statistica dell'anno 1857 dà le se- 
guenti notizie circa l'industria legnanese: 
Filature di cotone N. 6 con operai N. 756 
Tessiture « » 2 >- » » 177 

Filande di seta >^ 5 » » • 758 
Confezione pelli » 3 » - » 14 
Frabbric. di organi » 1 » >■> » 9 
Fornaci » 3 » » » 43 

Tintorie » 3 » » » 91 

Fabbric. saponi e 

candele » 1 » » » 6 

Totale N. 24 Totali N. 1854 

Da un rapporto ufficiale del 1862 ri- 
sulta che, in quell'epoca, per alimentare 



l' industria cotoniera legnanese occorre- 
vano circa 18.000 quintali di cotone 
all'anno. 

1 dati cronologici che ora verremo 
esponendo sulle diverse industrie oggi 
esistenti in Legnano diranno , meglio 
d'ogni altra parola, quanto grande sia 
stato, nella seconda metà del secolo scor- 
so fino ad oggi, il progressivo, rapidis- 
simo e grandioso sviluppo industriale 
che ha fatto di questa Città uno dei mag- 
giori centri manifatturieri d' Italia. 



L' industria cotoniera. 

La lavorazione del cotone nelle sue 
forme più svariate tiene, a Legnano, il 
primo posto, sia per 1' entità dei capitali 
che vi sono impiegati, sia pel numero di 
operai che vi sono occupati, sia perchè, 
fra tutte, essa è indubbiamente la più 
antica. 

Essa viene esercitata da tredici ditte. 

Prima in ordine cronologico e per 
importanza deve segnalarsi il Cotonifi- 
cio Cantoni. 

Il modesto stabilimento di filatura, fon- 
dato nel 1828 dalla ditta Borgomaneri, 
Sperati e Bazzoni, era passato più tardi 
a Costanzo Cantoni il quale lo ingrandì 
in modo che nel 1863 l'azienda aveva 
2000 fusi, 100 telai meccanici e 100 telai 
semimeccanici e impiegava circa 300 
operai. 

La forza motrice era data in parte 
dalle acque dell' Olona ed in parte dal 
vapore per un complesso di 80 cavalli 
circa. 

La sua produzione annua era, in quel- 
l' epoca, di circa 100.000 Kg. di filato 
greggio e di 28.000 pezze di tessuto da 
40-45 metri la pezza. 

Costanzo Cantoni, che già aveva aperto 
un altro stabilimento a Gallarate, suo 
luogo di nascita e, nel 1845, ne aveva 



106 



pure aperto uno a Castellarla e che, nel seienne, (era nato a Gallarate nel 1824), 

frattempo, aveva visto la sua azienda che tornava da una lunga preparazione 



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ingrandire e prosperare, volle nel 1850 teorico-pratica fatta in Germania, nel 

associarsi il figlio Eugenio, allora venti Belgio ed in Inghilterra. 



— 107 



Eugenio Cantoni si dimostrò subito 
una mente geniale ed un lavoratore in- 
stancabile. In poco tempo, nel cimpo 
industriale, seppe affermarsi una intelli- 
genza ed una competenza di primo ordine. 

Nel 1870 aveva già dato così forte im- 
pulso ad ogni ramo dell'industria na- 
zionale, aveva fondato un così grande 
nnmero di aziende fortunate che, in pre- 
mio delle sue grandi benemerenze, gli 
venne conferito il titolo nobiliare di Ba- 
rone, trasmissibile ai discendenti. 

La morte ne troncava, quasi improv- 
visamente, la nobile esistenza il 15 Marzo 
1888 in Roma, dove si era recato con 
altri per propugnare la erezione di una 
grande Banca industriale. 




Barone Eugenio Cantoni 

La sua scomparsa fu un lutto nazionale 
per la grande perdita che veniva a fare 
il mondo industriale ed il mondo operaio. 

Ma il Cotonificio Cantoni, che nel 1882 
era stato trasformato in Società anonima 
raccogliendo sotto le sue grandi ali lo 
stabilimento di Legnano, quello di Ca- 
stellanza ed altri, aveva avuto il tempo, 
per la mano ferma e per l'occhio vigile 
del grande scomparso, di diventare un 
organismo solido e potente, tale da sfi- 



dare e vincere tutte le bufere che si abbat- 
terono ripetutamente sulle nostre industrie. 
Attualmente il Cotonificio Cantoni pos- 
siede grandiosi stabilimenti, oltreché a 
Legnano ed a Castellanza, anche a Be- 
sozzo ed a Bellano sul lago di Como. 
Alla sua dipendenza sono circa 4000 
operai, i suoi opifici occupano circa 
400.000 Mq. di area e lavorano circa sei 
milioni di chilogrammi di cotone all'anno 
impiegando una forza motrice di circa 
1200 cavalli idraulici e di 3500 Kw. di 
energia elettrica, colla quale vengono 
azionati circa 80.000 fusi e circa 2250 
telai meccanici dei tipi più moderni 
(Jacquards, Northrops, Rathiéres, ecc.). 

Gli stabilimenti del Cotonificio Cantoni 
a Legnano potrebbero, da soli, costi- 
tuire un paese di media importanza. 
Essi impiegano circa 2050 operai con 
1350 telai modernissimi 

Il cotone filato viene qui tessuto in 
greggio e colorato, tinto, finito nelle 
foggie più svariate. Vi sono speciali 
grandi scomparti per la lavorazione e la 
finitura dei cords e velluti dei quali si 
fa una grande esportazione. 

Oli operai del Cotonificio Cantoni sono 
certo fra i meglio trattati. Per essi la 
Ditta ha costruito bellissime case operaie, 
dormitori, lavatoi, ha creato scuole serali 
per completare l'istruzione dei ragazzi 
che troppo presto furono tolti dalle 
scuole comunali, scuole festive di lavori 
donneschi per le operaie, ecc. 

Nel Cotonificio Cantoni vi è perfino 
un magnifico Corpo di Pompieri il quale 
assai lodevolmente, ha prestato sempre 
l'opera sua non solo pei bisogni della 
Ditta che lo ha istituito, ma anche in 
occasione di incendi che si svilupparono 
nel resto della Città. 

Nel Cotonificio Cantoni si verificò il 
primo dei non molti scioperi operai svi- 
luppatisi a Legnano, e questo fu il 24 
Maggio 1879. 



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Di non minore importanza è lo stabi- 
limento, o meglio la serie di stabilimenti 
qui posseduti dalla Stamperia ita- 



liana Ernesto de Angeli, per la fila- 
tura e la tessitura del cotone, che essa 
poi perfeziona e trasforma negli altri 



109 - 



suoi opifici della Maddalena a Milano e 
altrove. 

Quest'azienda venne fondata nel 1879 
dai Fratelli Enea e cav. Febo Banfi, figli di 



Stamperia italiana predetta rimanendo 
però sempre sotto la diretta gestione dei 
due fondatori. 

Nei suoi opifici di Legnano - i quali 






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quel dott. Saule che abbiamo ricordato 
nelle pagine precedenti. 

Nel 1906 passò in proprietà della 



sono una meraviglia di architettura in- 
dustriale e furono giustamente chiamati 
i castelli del lavoro - sono impiegate 



no - 



circa 2050 operaie le quali provvedono 
a circa 67.000 fusi e a 2260 telai mec- 
canici modernissimi. 

Il macchinario è azionato da circa 
2000 Kw. di energia elettrica fornita 
dalla Società Lombarda. 

Al pari del Cotonificio Cantoni, anche 
la Stamperia Italiana ha costruito delle 
bellissime case di abitazione per le fami- 
glie dei propri operai. 



La Manifattura di Legnano venne 
fondata nel 1903 dai due fratelli Banfi 
predetti in unione al cav. Giuseppe Frua. 
È tuttora proprietà dei fondatori. 

Possiede qui un grandioso stabilimento, 
dello stesso tipo architettonico di quelli 
già citatt della Stamperia Italiana Er- 
nesto Di' Angeli, nel quale 755 operaie 
con 63.500 fusi meccanici attendono alla 
filatura delle qualità fini di cotone makò. 

Per l'azionamento del macchinario sono 
impiegati 1100 Kw. di energia elettrica 
fornita dalla Società Lombarda. 



Il Cotonificio Fratelli Dell'Acqua 

fondato nel 1871 dai fratelli Dell'Acqua 
fu Antonio in unione ad altri, e costituito 




Nel 1887 vi fu aggiunto (sotto una 
diversa ragione sociale, oggi scomparsa 
per la fusione colla società predetta) uno 
stabilimento per il candeggio, la tintoria 
e la preparazione dei tessuti. 

Impiega circa 500 operai con circa 
520 telai meccanici moderni azionati da 
circa 220 Kw. di energia elettrica fornita 
dalla Società Lombarda e da circa 80 HP 
prodotti direttamente da una macchina 
a vapore. 

La filatura e tessitura di cotone Fedele 
Borghi e C. di proprietà del comm. 
ing. Fedele Borghi, venne fondata nel 
1821 da Carlo Martin e passò, nel 1845, 
a Saverio Amman; successivamente, in 
parecchie riprese, fu ampliata, migliorata, 
modernizzata. 

E la procreazione diretta del primo 
nucleo industriale cotoniero costituitosi 
a Legnano. 

Impiega ora 450 operaie con 20.000 
fusi e 300 telai meccanici. 

Il macchinario è azionato da circa 
400 Kw. di energia elettrica e da 50 ca- 
valli idraulici dati dalle acque dell'Olona 
la quale attraversando per intero la pro- 
prietà del comm. Borghi ne lambisce lo 
stabilimento. 

Ha un dormitorio-convitto 
per le operaie forestiere diretto 
da Suore e tenuto con molta 
serietà e con vero vantaggio 
materiale e morale per le la- 
voratrici che si sono rico- 
verate. 



Cotonificio Fratelli Dell'Acqua 

da pochi anni in Società Anonima per 
azioni, attende alla tessitura del cotone 
nelle sue più svariate applicazioni. 



La ditta Antonio Bernoc- 
chs e F.lli ha stabilimenti a 
Legnano, a S. Vittore Olona ed 
a Nerviano. In essi il cotone vie- 
ne filato, tessuto, candeggiato, tinto e stam- 
pato; in una parola la lavorazione del coto- 
ne vi è completa in tutti i suoi particolari. 



— in 



Da un complesso di 2600 operai circa, 
con 46.000 fusi e 1800 telai meccanici. 

Lo stabilimento di Legnano, il primo 
dei tre, venne fondato nel 1873 da Ro- 
dolfo Bernocchi, padre degli attuati pro- 



me del genere costruite a Legnano, - i 
bagni per gii operai, costruiti, più che 
con proprietà, con vero lusso dal fon- 
datore, e il dormitorio-convitto per le 
operaie forestiere, così lodevolmente te- 




Cotonificio /Antonio Bernocchi e P.lli 



prietari, sotto la forma assai modesta di la- 
vanderia e candeggio dei tessuti di cotone. 

Attualmente, oltre alla sezione pel can- 
deggio, ha grandi sezioni per la tintoria 
e per la stamperia dei tessuti con circa 
400 operai e 850 Kw. di energia elettrica. 

A proposito di questa Ditta rimediamo 
qui ad un errore nel quale siamo incorsi 
parlando dell'Acquedotto Comunale. 

Dobbiamo cioè precisare, per debifo 
di giustizia, che la spesa pel progetto 
dell' Acquedotto Comunale fu L. 6000 
e fu sostenuta per intera dal gerente della 
Ditta suddetta Cav. Antonio Bernocchi. 



11 cotonificio Dell'Acqua Lissoni e 
Castiglioni, che ha sede e stabilimento 
in Busto Arsizio, possiede anche a Le- 
gnano uno stabilimento per la tessitura 
del cotone greggio e colorato - fondato 
nel 1894 dall' On. Carlo Dell'Acqua. 
Esso occupa circa 280 operaie con 456 
telai meccanici azionati da 150 HP di 
energia vapore prodotta in luogo da due 
grandi caldaie. 

Degni di nota in questo stabilimento 
sono le bellissime case operaie - le pri- 



nuto da meritare di essere additato ad 
esempio, al pari di quello dello stabili- 
mento Borghi già accennato, e di quello 
della Manifattura di Legnano. 

La Società in accomandita per azioni 
Fabio Vignati e C. fondata nel 1900 
del sig. Fabio Vignati e da esso diretta, 
possiede due stabilimenti per la lavora- 
zione del cotone (tessuti di cotone greg- 
gio e makò, fini, lisci ed operati, ecc.) 
1' uno a Legnano, l'altro a Villa Cortese 
in Comune di Busto Oarolfo. 

Impiega complessivamente circa 520 
operai e con 716 tela meccanici moder- 
nissimi azionati da 230 Kw. di energia 
elettrica della Società Lombarda. 

Gli operai dello stabilimento di Legnano 
sono 220 con 320 telai mossi da 100 Kw. 
di energia elettrica. 

La tessitura di cotone Ettore Agosti, 
fondata dallo stesso attuale proprietario 
che le ha dato il nome, ha 375 telai mec- 
canici azionati da 130 Kw. di energia 
elettrica della Società Lombarda. Impiega 
circa 300 operaie. 



— 112 



1 Signori Giulio Giuiini e Roberto Ratti 
fondarono nel 1905 - e ne sono tuttora 
proprietari - la Società in nome collet- 
tivo Giuiini e Ratti per la lavorazione 
dei tessuti di cotone tinti a candeggiati. 

Questa Ditta ha uno stabilimento in Via 
Guerciotti con circa 250 operaie e 312 




Case operaie del Cotonificio 
Dell'Acqua Lissoni e Gastiglioni 

telai Jìcquards e Rathières mossi da circa 
100 Kw di energia elettrica fornita dalla 
Società Lombarda. 

Malgrado non sia un colosso è noto- 
riamente una delle aziende industriali me- 
glio organizzate di Legnano 



La Tessitura e Ritorcitura di Le- 
gnano già Rulli, Rizzi e C. venne fon- 
data nel 1895 con stabilimento e dormi- 
tori in Via Macello 

Oraè esercita dalla Ditta Borri e Ronchi. 

Lo stabilimento occupa circa 200 ope- 
raie con circa 300 telai meccanici i quali, 
mossi da circa 100 Kw. di energia elet- 
trica, producono tessuti di cotone greggi 
e colorati. 



La Ditta Giovanni De Giorgi ha 

rilevato recentemente, e sta rimodernan- 
dolo, lo stabilimento di tessitura di co- 
tone fondata eira 25 anni or sono da 
Carlo Gadda e passato poi sotto la ra- 
gione sociale Fratelli Gadda e C. la 



quale fu una delle vittime, fortunatamente 
assai scarse a Legnano, della grave crisi 
dell'industria cotoniera che da circa sei 
anni travaglia le nostre plaghe e che ora 
alcuni sintomi confortanti consentono di 
ritenere in via di risoluzione. 

Lo stabilimento possiede 224 telai mec- 
canici mossi da circa 70 Kw. di ener- 
gia elettrica e impiegherà circa 150 
operaie. 

La Società in accomandita per azio- 
ni E Svìottana e C. costituitasi nel 
1908 per l'industria del candeggio, tin- 
toria e mercerizzazione dei tessuti di 
cotone, rilevò lo stabilimento già fon- 
dato molti anni prima alla Gabinella 
da Giuseppe B 'inocchi e continuato 
poi dal figlio Vittorio fino alla costi- 
tuzione dalla nuova Società. 

Occupa circa 100 operai ed il suo 

macchinario è azionato da circa 50 Kw 

di energia elettrica. 



Attorno a queste, che costituiscono le 
maggiori unità dell'industria cotoniera, 
vivono e prosperano altre minori aziende 
le quali possono considerarsi sussidiarie 
alle prime. 

Cosi Giovanni Legnani con una 
diecina di operai e l'occorrente macchi- 
nario provvede alla copertura di cilindri 
per filature; così Dante Danielli e Mi- 
glio Donato fabbricano colla per ap- 
pretti ; altri ancora, che noi omettiamo 
per brevità, fanno spazzole e pettini per 
tessitura e per filatura, ecc. 

Meritano pu.e di essere ricordate le 
ditte: G. Sacconaghi e C. la quale 
possiede a Pontoglio un grande stabili- 
mento per la produzione dei velluti di 
cotone ed ha a Legnano la sua sede 
commerciale ed il depostito generale dei 
suoi prodotti; Alfredo Panighini e 
Fratelli Milanesi le quali commerciano 
all'ingrosso in tessuti di cotone. 



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Industrie metallurgiche 
e meccaniche. 

Anche le industrie metallurgi- 
che e meccaniche sono degna- 
mente rappresentate a Legnano. 

Tiene il primo posto Franco 
Tosi. 

Nel 1877 la ditta Cantoni, 
Kriinim e C. che da poco aveva 
costruito, nelle vicinanze della 
stazione ferroviaria, una mode- 
stissima officina meccanica, dove 
una sessantina circa di operai 
erano adibiti specialmente alle 
riparazioni di macchine, chiamò 
dalla Germania a dirigere l'azien- 
da l'ing. Franco Tosi allora ven- 
tiseienne (era nato a Milano il 21 
Aprile 1850). Il Tosi intraprese 
tosto la costruzione di telai mec- 
canici e di motrici a vapore. 
Ma gli affari non volgevano al 
bene, tanto che, nel 1882 si 
dovette pensare ad una tra- 
sformazione dell'azienda che as- 
sunse il nome di Officina Franco 
Tosi e C. e che impiegava poco 
più di un centinaio di operai. 

Abbandonato subito ogni altro 
genere di lavorazione, l'Officina 
Tosi concentrava senz'altro, con 
sempre crescente fortuna, ogni 
energia ed ogni cura in un solo 
genere di produzione: quello 
delle motrici e caldaie a vapore 
per installazioni fisse. 

Dopo dieci anni l'Officina ave- 
va già 650 operai, e il progresso 
apparirà certo grandissimo quan- 
do si pensi che si trattava di una 
industria affatto nuova in Italia 
e che doveva lottare colle con- 
sorelle estere le quali, maestre 




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in questo genere di produzione, ne te- 
nevano con gelosa cura il mercato mon- 
diale. 

Nel Maggio 1894 la ragione sociale 
Officina Franco Tosi e C. si sciolse in- 
nanzitempo e l'azienda, che aveva già 
conquistato nel campo industriale un 
posto di primo ordine, rimase interamente 
all'ing. Franco Tosi il quale, fino al giorno 
della sua tragica morte - che fu il 25 
Novembre 1898 - vi profuse tutti i tesori 
della sua forte intelligenza, della sua ferrea 
volontà e del suo grande amore per la 
famiglia operaia che, a quell'epoca, era 
già salita a 1200 operai. 




Comm. Ing. Pratico Tosi 

L'azienda è ora continuata dai figli del 
compianto comm. Tosi. 

Gli operai sono circa 2000 e l'officina 
si estende sopra un' area di circa 50.000 
metri quadrati, dei quali circa 30.000 co- 
perti. 

Produce in media una motrice ed una 
caldaia ogni due giorni, oltre ad una 
notevole quantità di turbine a vapore, 
motori « Diesel », motori a gas povero, 
pompe, tubazioni, trasmissioni, ecc. 



In questi ultimi tempi si è venuta spe- 
cializzando anche negli impianti completi 
per la produzione dell' energia elettrica 
mediante motrici e turbine a vapore, 
e negli impianti di propulsione navale 
mediante turbine a vapore e motori 
<- Diesel -. 

Il macchinario di lavorazione è azio- 
nato da circa 1500 HP prodotti nello 
stabilimento stesso da due motrici a va- 
pore e da due motori ■- Diesel >■ che a 
loro volta sono stati costruiti nella stessa 
officina. 

Abbiamo accennato al grande amore del 
Tosi per gli operai. Egli ebbe infatti pei 
suoi dipendenti, che conosceva uno per 
uno, delle cure veramente paterne, preoc- 
cupato continuamente di formare operai 
attivi ed intelligenti, tali da renderli sempre 
maggiormente utili a sé ed all'industria e 
di tener alto, pure in questo campo, il nome 
d'Italia anche oltre i confini della patria. 

Sono molte le istituzioni sue che stan- 
no ad attestare quanto ora abbiamo as- 
serito : prima fra tutte la Cassa soccorsi 
per le malattie degli operai, e per pen- 
sioni alle vedove ed ai figli degli operai 
stessi; le scuole serali e festive per gli 
operai; la scuola primaria pei figli degli 
impiegati e degli operai, condotta da 
quattro insegnanti, divisa in sette corsi 
di insegnamento generale, di lingue stra- 
niere e di istruzione pratica in relazione 
ai bisogni dello stabilimento; il corso 
degli apprendisti di Officina, con impe- 
gno per cinque anni ma con stipendio 
fino dal primo giorno; le villette per gli 
impiegati, divise fra loro da piccoli giar- 
dinetti e raggruppate attorno ad un gran- 
de piazzale comune che contiene la pa- 
lestra di ginnastica, un campo pel lawn- 
lennis, ecc.; e le case operaie (concetto 
vasto e solo in parte finora attuato) erette 
pure col principio di assegnare ad ogni 
famiglia un largo appezzamento di ter- 
reno coltivabile. 



— 116 




117 — 



Negli ultimi anni il comm. Tosi aveva 
pure istituita una grande Cooperativa di 
consumo a totale vantaggio degli operai 
ed addetti allo Stabilimento fra i quali 
vanno ripartiti gli utili delle vendite, men- 
tre a totale carico della ditta rimangono 
le spese per le tasse sull'ampio fabbri- 
cato da essa costruito e concesso alla 
Cooperativa senza alcun onere di pi- 
gione. 

Accenneremo da ultimo alla istituzione, 
dovuta essa pure al grande scomparso, 



gono il miglior monumento alla sua ve- 
nerata memoria. 

Le officine meccaniche Fratelli Bom- 
baglio sono fra le più antiche industrie 
della Val d'Oloua. 

Iniziate a Marnate verso il 1840 da 
Felice Bombaglio, ebbero modestissima 
origine. Erano dapprima un semplice la- 
boratorio con pochi operai per la costru- 
zione e la riparazione dei molini - allora 
completamente di legno - e delle relative 
macine di pietra. Il fondatore costruì quasi 




Officina meccanica Fratelli Bombaglio (una sala di lavorazione) 



della Cassa interna per l'assicurazione 
degli operai contro gli infortuni sul la- 
voro Cassa che funziona egregiamente 
secondo le norme della legge. 

Tutte le predette istituzioni, dovute al 
genio infaticabile di Franco Tosi, prospe- 
rano tutt'ora sotto la vigile direzione dei 
suoi successori e dei suoi antichi colla - 
boratori e, insieme ad altre iniziative sue 
a vantaggio della Città ospitale, riman- 



tutti i molini sul fiume Olona da Varese 
a Milano e molte ruote completamente in 
legno per i primi cotonifici che furono azi- 
onati dalle forze idrauliche del fiume stesso. 
I figli Giovanni e Francesco continua- 
rono ed ingrandirono l'industria del pa- 
dre, da lui appresa, introducendovi l'im- 
piego del ferro e della ghisa non appena 
altri ne ebbe dato 1' esempio, e nel 1886 
trasportarono le loro tende a Legnano 



118 



dove fondarono la grande officina mec- 
canica che, ampliata e trasformata, è nota 
universalmente come una delle principali 
ditte produttrici di turbine idrauliche, tra- 
smissioni, impianti di oleifici, macchine 
per la lavorazione del legno, pompe cen- 
trifughe, presse idrauliche, ecc. 

L' Officina colla relativa fonderia si 
estende sopra un' area di Mq. 24.000 
dei quali 7000 coperti. 

Occupa ora circa 250 operai ed una 
forza motrice di circa 50 Kw. di energia 
elettrica fornita dalla Società Lombarda. 



La " Wolsit „ Officine Legnanesi 
Automobili venne fondata da un gruppo 
di azionisti nel 1907 coli' intento di de- 
dicarla alla costruzione di automobili 
mediante uno speciale brevetto di pro- 
duzione acquistato in Inghilterra. 

Senonchè, sopraggiunta subito la gra- 
ve crisi dell' industria automobilistica, la 
Wolsit dedicò invece la sua attività alla 
produzione di velocipedi e motocicli con 
risultati tecnici veramente ottimi. Recen- 
temente ha iniziato anche la costruzione 
di aeroplani. 

Impiega circa 250 operai e circa 70 
Kw. di energia elettrica fornita dalla So- 
cietà Lombarda. 



Nel 1881 Andrea Pensotti, già capo 
riparto nell' Officina Tosi, costruiva una 
fonderia propria e, sorretto da una vo- 
lontà di ferro, diede corpo alla impor- 
tante azienda che, passata oggi ai suoi 
figli ma sempre sotto il suo nome, è 
assai nota ed apprezzata pei suoi pro- 
dotti nel campo della metallurgica italiana. 

Oltre ad una grande officina meccanica 
a Busto Arsizio, la ditta possiede a Le- 
gnano una fonderia di ghisa in piazza 
del Monumento, e una officina mecca- 
nica in via Ventinove Maggio. 



La produzione di questa ditta consiste 
principalmente in macchine per la lavo- 
razione del pane e dei salumi, ed in 
caldaie a radiatori per riscaldamento. 

Produce anche articoli di elianite con 
materiale che vien fornito direttamente 
dalle officine elettrochimiche del dott. 
Carlo Rossi di cui parleremo in seguito. 

A Legnano occupa complessivamente 
150 operai. 



Le Officine A Fontana, fondate da 
Antonio Fontana nel 1908, appartengono 
ora alla Società anonima che si intitola 
dal fondatore. 

Occupano circa 60 operai e si dedi- 
cano quasi esclusivamente alla costruzione 
delle macchine per la tessitura del cotone. 



Intorno alle maggiori aziende dell'indu- 
stria meccanica e metallurgica, vivono e 
prosperano altre minori consorelle che 
delle prime sono quasi una integrazione 
ed un complemento. 

Così vanno ricordate : la fonderia di 
ghisa Marcati e Trincavelli che occu- 
pa circa 30 operai ; la fonderia di ghisa 
Raimondi Ferdinando con 20 operai; 
l'officina Rossi Venusto che con 15 
operai si dedica sopratutto alle costru- 
zioni in ferro; l'officina di Rabuffetti 
Geronzio che con pochi operai si è 
dedicata specialmente alla lavorazione del 
ferro battuto ; la fonderia Lamperti e 
Gornati con 15 operai; la rubinetteria 
Uecker e Curti che impiega una ven- 
tina di operai ; l'officina meccanica Rai- 
mondi Rodolfo con circa 30 operai; 
l'officina Fial che con circa 25 operai 
si dedica alla costruzione di motorini 
per automobili, areoplani e piccole indu- 
strie; Vedani Massimo noto ed apprez- 
zato costruttore di strumenti metrici il 
cui laboratorio occupa una dozzina circa 
di operai; l'idraulico Eugenio Gianazza 



119 




Officine Elettrochimiche Or. Rossi (veduta generale) 



T 




Officine Elettrochimiche Dr. Rossi (Torri di ossidazione dell'azoto atmosferico) 



120 — 



specializzatosi nella costruzione di pompe 
per uso industriale e domestico; la fon- 
deria Fratelli Moroni la quale impiega 
una ventina di operai ; e finalmente la 
torneria meccanica Fratelli Mutti ed il 
laboratorio meccanico Pietro Furrer 
che occupano pure ciascuno una mezza 
dozzina di operai. 

Industrie diverse. 

Oltre alle industrie cotoniera, metal- 
lurgica e meccanica ora descritte, e pre- 
scindendo dalle così dette industrie ca- 
salinghe che vengono esercitate a do- 
micilio dai singoli artigiani, esistono a 
Legnano altre fiorenti officine nelle quali 
si sfruttano con successo altri rami del 
grande campo industriale. 

Le Officine Elettrochimiche dott. 
Rossi, fondate dal chimico dott. Carlo 
Mossi nel 1907 ed appartenenti ora alla 
Società anonima che dal fondatore s'in- 
titola, producono, esclusivamente a base 
di processi elettrochimici, clorato di po- 
tassio e acito nitrico dall' azoto atmo- 
sferico: recentemente vi è stata aggiunta 
anche la produzione di un esplosivo di 
sicurezza a base di clorato di potassa 
detto Miedziankit e dell' elianìte consi- 
stente in una nuova lega metallica di 
basso prezzo che resiste a tutti gli acidi 
e ad una grandissima quantità di com- 
posti chimici. 

La produzione principale, e forse la 
più caratteristica, è però sempre quella, 
unica in Italia, dell'acido nitrico mediante 
ossidazione elettrica dell'azoto dell'aria 
secondo processi brevettati del Dottor 
Rossi. Le Officine Elettrochimiche sono 
le uniche in Europa che producono at- 
tualmente l'acido nitrico dall'azoto atmo- 
sferico a tutte le concentrazioni, fino alle 
più alte per l' industria degli esplosivi. 

Con una media di soli 50 operai im- 
piega un'enorme quantità di energia elet 



trica - 10.000 Kw. - fornita dalla Società 
Lombarda ed utilizzata ad altissimo po- 
tenziale. 

Coi brevetti del Dottor Rossi si sta 
eseguendo un impianto di 10.000 kilowatts 
a Roma ed un grandioso impianto di 30000 
cavalli a La Roche de Rame in Francia. 



La Fabbrica di Candele Steariche 
di Mira possiede a Legnano una suc- 
cursale la quale non è che il Saponifìcio 
Aqosli fusosi con essa alcuni anni or sono. 

Questo Stabilimento, fondato nel 1858 
da Francesco Agosti, si occupò dappri- 
ma della sola fabbricazione delle candele 
di sego, che poscia abbandonò sostituen- 
dola, primo in Lombardia, con quella 
delle candele steariche. Più tardi vi ag- 
giunse la fabbrica di saponi ed una raf- 
fineria di oli vegetali. 

Attualmente produce solo candele stea- 
riche e saponi. Occupa circa 70 operai 
ed il suo macchinario è mosso da circa 
20 Kw. di energia elettrica e da circa 
20 HP di energia vapore. 



Le Industrie Grafiche Proverbio 

fondate da Ernesto Proverbio nel 1887 
e passate da pochi anni ad una società 
anonima, possiedono a Legnano uno Sta- 
bilimento importante con Cartoleria, Ti- 
pografia, Cromo-Litografia, Fabbrica di 
Cartonaggi, impressioni e rilievi. 

I prodotti di questa azienda, specie nel 
campo della cromolitografia, sono assai 
noti ed apprezzati anche all' estero. 

Essa impiega costantemente circa 170 
operai ed il suo macchinario è azionato 
dall' energia elettrica. 

Altre più modeste aziende tipografiche 
sono condotte da Garancini Emilio, 
da Marini Natale, dalle Arti Grafiche 
Legnanesi, e da Carlo Guidi. 

La ditta Pietro Rosa, successa da 
circa sette anni a Siro Dell'Acqua, ne 



- 121 



continua l'industria da esso e dal fratello 
Antonio fondata nel 1881 per la conce- 
ria delle pelli. 

Come già abbiamo detto precedente- 
mente l'industria della lavorazione delle 
pelli è fra le più antiche di Legnano ed 
era già florida nel secolo XVI. 

La Carpenteria Angelo Testa fon- 
data nel 1910 si occupa, con circa 50 ope- 
rai, delle costruzioni in legno ed in ferro. 

I Fratelli Fasola con circa 25 ope- 
rai fabbricano frutta e fiori artificiali. 

Angelo Bollinacon pochi operai con- 
tinua la fabbrica di saponi da moltissimi 
anni iniziata da Angelo Aspes. 



La ditta Fratti ni e Piscia con circa 
20 operai fabbrica calzature a macchina. 

Borsani Giovanni, Pastori Carlo, 
Calini Gerolamo, Filetti Romeo 'ed 
altri minori esercitano l'industria edilizia. 

Borsani Cristoforo, i Fratelli Scan- 
droglio e Schiatti Natale, esercitano 
l'industria dei trasporti ; il primo, che 
possiede anche una florida agenzia a Ge- 
nova, si è specializzato nei grandi trasporti 
di grossi carichi (caldaie a vapore ecc.) 

Accenneremo da ultimo alla Società 
per la produzione del ghiaccio artifi- 
ciale ed alla Società del Gaz. 

Quest'ultima, fondata con mezzi mo- 




Ranca di Legnano 



La Fabbrica Legnanese Colla e 
Saponi, con una quindicina di operai, 
produce pure saponi, acque alcaline ecc. 

Alla lavorazione del legno si dedicano 
pure la Carpenteria Paolo Cittera con 
25 operai, Gaetano Adamoli con una 
diecina di operai, gli Eredi Clerici con 
20 operai, ed altri minori. 

La ditta Ciprandi e Figli produce 
carri e carrette per l' agricoltura e per 
l' industria. 



destissimi nel 1879, iniziò il servizio il 
1. Maggio 1880 e andò sempre più in- 
tensificando la sua produzione tanto che 
oggi copre colla estesissima rete della 
sua tubazione tutta la parte abitata del 
territorio comunale. 



Era naturale che un così rigoglioso 
fiorire di industrie richiedesse la costitu- 
zione di una Banca locale. 



— 122 — 



L'11 Dicembre 1887 infatti, venne co- 
stituita la Banca di Legnano Società 
Anonima col capitale di L. 300.000 diviso 
in azioni da L. 200, e questa iniziava 
le sue operazioni nella sede di via Pa- 
lestre. 

Nel 1898 l'Istituto trasportò i suoi uf- 
fici dalla vecchia sede al nuovo Palazzo 
di sua proprtetà costruito in Via Franco 
Tosi. 

L'assemblea del soci del 1. Novembre 
1905 aumentò il capitale sociale portan- 
dolo a L. 1.500.000 in azioni da L. 100. 

Nel 1906 aperse un'Agenzia in Para- 
biago, nel 1908 ne aperse un'altra in 
Castellanza e nel 1910 ne aperse una 
terza a Cerro Maggiore. 

Dai Bilanci pubblicati dall'Istituto ri- 
sulta che la Banca di Legnano ha ora 
un patrimonio proprio di L. 2.411.654 
tra capitale e riserve. 

Il suo giro di affari durante il 1912 è 
stato di L 764.472.243 ed i depositi a 
risparmio al 31 Dicembre dello stesso 
anno ammontavano a L. 4.013.991 divisi 
su 3922 Libretti. 

I legnanesi non possono dimenticare 
le benemerenze che questo Istituto si è 
acquistato di fronte al Comune del quale 
assunse a buone condizioni e mise in 
circolazione quasi tutti i Mutui in obbli- 
gazioni al portatore e verso il quale fu 
largo in ogni tempo di appoggio e di 
aiuto : di esso ricorderanno pure la lar- 
ghezza usata verso tutte le locali opere 
di beneficenza delle qnali tutte è Cas- 
siere gratuito. 



bretti di Risparmio per uu ammontare 
complessivo di L. 19.700. 

Al 30 Giugno 1913 i Libretti in distri- 
buzione erano N. 5750 col capitale com- 
plessivo di L 5.150.000. 



Oltre alla predetta Banca e ad una suc- 
cursale della Banca di Credito Pro- 
vinciale, esiste a Legnano una Filiale 
della Cassa di Risparmio delle Pro- 
vincie Lombarde. 

Venne aperta il 6 Luglio 1875 ed il 
giorno stesso dell'apertura emise 74 Li- 



Dati riassuntivi sulle diverse industrie. 

All'epoca del primo censimento indu- 
striale, il quale venne eseguito nel l>ìu- 
guo 1911, contemporaneamente al quinto 
Censimento Generale della Popolazione 
del Regno, i dati riassuntivi delle indu- 
strie legnanesi erano i seguenti : 

Industrie aventi fino a 10 operai N. 161, 
con un totale di 574 operai. 

Industrie aventi da 10 a 25 operai N. 14» 
con un totale di 223 operai. 

Industrie aventi più di 25 operai N. 35, 
con un totale di 9369 operai. 

Si aveva quindi un tolale di 210 in- 
dustrie con un complesso di 10.165 ope- 
rai, esclusi gli artigiaui e coloro che 
esercitano le cosidette industrie casa- 
linghe. 

Da un'accurata indagine da noi fatta, 
assai recentemente, ci è risultato che i 
dati sopra esposti sono di poco variati. 

A complemento di essi possiamo però 
aggiungere che l' industria del cotone 
impiega qui attualmente N. 150.500 fusi 
e N. 6397 telai meccanici. 

L' industria della seta è totalmente 
scomparsa, vinta dalla concorrenza che 
nel campo della mano d'opera, le veniva 
fatta dal cotone. 

Tutte le industrie locali, complessiva- 
mente, impiegano, quale forza motrice, 
il vapore per HP 850 e 1' energia elet- 
trica per Kw.-anno 17.700 circa, oltre 
ad un modesto sfruttamento delle acque 
dell'Olona. 

La famiglia operaia può ora ritenersi 
così composta: 



123 



Industria del cotone . Operai N. 7435 
metallurgica e meccanica » 2915 

» edilizia ' -> 115 

Altre industrie minori. ... - 513 



Merci in arrivo 
» » partenza 
Totale merci 



Quintali 1.518.480 

1.290.708 

Quintali 2.809.188 



Totale operai N. 10.978 



Vagoni merci in arrivo 
» » » partenza 



N 



12.654 
» 10.756 



Totale movimento vagoni N. 23.410 



L'ammontare complessivo di un giorno 
di salario alla massa operaia impiegata 
nelle diverse industrie si ritiene in circa 
L. 30.000. 



Introito totale della stazione ferroviaria 
pel servizio viaggiatori e merci, depu- 
rato dagli stipendi e pensioni al perso- 
nale, pagati direttamente dalla Cassa della 
stazione stessa L. 1.849.398 



La superficie occupata dalle diverse 
industrie è di complessivi Mq. 518.670 
e quella coperta da costruzioni indù- 



Fra gli industriali legnanesi scomparsi 
debbonsi ricordare : Giulio Thomas, An- 




Stazione Ferroviaria 



striali ammonta complessivamente a circa 
Mq. 213.890 ivi compresi i magazzeni e 
gli uffici. 



Il traffico ferroviario durante il 1912, 
non compreso il servizio della tramwia 
a vapore Milano-Gallarate, è rappresen- 
tato in modo sommario ma eloquente 
dalle seguenti cifre riassuntive : 

Viaggiatori in partenza (esclusi gli ab- 
bonati e quelli provenienti da altre 
località e muniti del biglietto di ri- 
torno) N. 248.110 



drea Krumm, Edoardo Himoff, i fratelli 
Ronchetti, la Ditta Rogorini, la Ditta Keller, 
la Ditta More, Gio Battista Medici, la 
Ditta Kramer. 

Benché dell' opera loro non rimanga 
ora che la memoria, essi pure hanno 
cooperato alla grandezza di Legnano e 
devono essere quindi additati alla rico- 
noscenza dei venturi. 



Da ultimo, allo scopo di dare una som- 
maria idea dell' importanza del commercio 
legnanese, soggiungeremo che nel 1912 



— 124 



esistevano qui N. 755 commercianti ed 
esercenti così suddivisi : 

Osterie ed alberghi N. 240 

Caffè e pasticcerie » 10 

Farmacie » 6 

Drogherie » 13 

Mugnai » 10 

Prestinai » 26 

Pastifici » 2 

Latterie, vend. di formaggi e affini » 10 

Salumerie e posterie .... » 54 

Macellerie di carne bovina . . » 16 

» » » equina . . » 2 

Fruttivendoli e pollivendoli . . » 34 

Imprese di costruzioni edilizie . » 11 

Falegnami e fabbricanti di mobili » 34 

Negozianti di legnami .... » 12 

Maniscalchi » 3 

Fabbri, elettricisti ed affini . . » 25 

Negozi di ferramenta, lattonieri, ecc. » 1 6 

Calzolai e sellai » 35 

Mercanti ed affini » 39 

Sarti e modiste » 29 

Vetturali, corrieri e carrettieri . » 21 

Tipografie e cartolerie .... » 8 

Negozianti calce, cementi e laterizi » 3 

Imbiancatori, pittori e verniciatori » 9 

Scalpellini, suolini ed affini . . » 9 
Negozi di chincaglierie e vendita 

terraglie » 8 

Orologiai ed orefici » 8 

A riportare N. 693 



Riporto N. 693 

Parrucchieri » 31 

Lavanderie » 10 

Diversi » 21 

Totale N. 755 



La maggior parte degli esercenti fanno 
capo ad una Federazione la quale ne 
cura gli interessi collettivi e sa talvolta 
efficacemente tutelare anche gli interessi 
particolari dei singoli confederati. 



L'elenco dei commercianti ed eser- 
centi sopraesposto non abbisogna di 
commenti per quanto è l' indice della 
potenzialità commerciale di Legnano; ma 
un commento melanconico inspirerà cer- 
tamente ai lettori, come inspira a noi, la 
cifra che si riferisce agli spacci di vino 
e di bevande alcooliche, cifra che dimo- 
stra come a Legnano tali spacci esistano, 
purtroppo, nella proporzione di uno ogni 
cento abitanti. 

Ci sia lecito pertanto formare l'augu- 
rio cordiale e sincero che l'avvenire offra 
alla nostra Legnano un aumento conti- 
nuo di commercio e di industrie, ma an- 
che una continua rapida diminuzione di 
tal genere di spacci. 

Sarà certamente un grande segno di 
raddoppiata civiltà. 



125 



DUE PAROLE AI LEGNANESI 



Abbiamo omesso la prefazione, ma non sappiamo vincere il desi- 
derio di aggiungere, a quanto abbiamo esposto, due parole di commento 
e di conclusione. 

E queste parole le rivolgiamo direttamente a Voi, concittadini le- 
gnanesi, che, al pari di noi, dovete sentirvi orgogliosi del grande cammino 
compiuto dalla nostra Legnano sulla via delle civili conquiste. 

I primi che assistettero al germogliare fecondo di questa meravi- 
gliosa nuova vita legnanese esclamarono con gioia 'Legnano si fa". La 
generazione presente può dire con soddisfazione, con gratitudine e con 
orgoglio «Legnano se fatta » : con gratitudine verso tutti coloro che die- 
dero la miglior parte di se stessi a questo mirabile edificio della grandezza 
legnanese ; con orgoglio per la parte che ciascun cittadino, nell'ambito 
delle proprie competenze, dei propri doveri, della propria potenzialità 
finanziaria ed intellettuale, ha avuto nel costruire questa grandezza che 
deve essere, ed è, argomento di ammirazione per tutti. 

E noi cbe, non inoperosi, abbiamo assistito alle fasi più recenti di 
questo meraviglioso sviluppo, rivendichiamo a noi stessi il diritto di godere 
la nostra parte di intimo compiacimento per la fortuna che ci è toccata 
di poter collaborare con coloro che, designati dal voto popolare, ressero 
le sorti del Comune durante quest'ultimo periodo di lavoro fecondo di 
opere memorabili. 

Ma se i legnanesi hanno il diritto di essere orgogliosi del loro 
passato e delle loro grandi memorie, lontane e recenti, non debbono però 
dimenticare, e non lo dimenticheranno certo, che il passato è un monito 
per 1 avvenire. 

Le grandi opere compiute nell'ultimo ventennio - Scuole, Ospedale, 
Acquedotto, Palazzo Comunale, Strade, Chiese, Opifici, ecc. sono altret- 
tanti titoli di gloria, ma sono pure altrettante pietre migliari di un lungo 
cammino di progresso e di civiltà la cui meta è ancora lontana e che 
richiederà ancora nuovi sforzi e nuovi sacrifici. 

II passato è una gloria ed è insieme un retaggio di grande respon- 

— 127 — 



sabilità : e noi siamo sicuri che Legnano saprà degnamente rispondere 
domani ai doveri che le sono imposti dal suo passato e dalle sue tradizioni. 

Domani e sempre. 

Con questo augurio, cbe è fatto di speranza e di fede, mettiamo, 
per ora, la parola fine a questo nostro modestissimo lavoro col quale, 
illustrando le memorie, lo sviluppo, i monumenti e le industrie di Legnano, 
abbiamo voluto soltanto rendere omaggio a questa nostra dilettissima 
patria di elezione. 



LEGNANO, Luglio 1913. 



G. B. RAIMONDI 

SEGRETARIO CAPO DEL COMUNE. 



128 - 



INDICE 



IL COMUNE ED I SERVIZI MUNICIPALI. 



Cenni storici e cronologici 

Dati statistici relativi al territorio comunale 

Popolazione e rappresentanza comunale 

Residenza municipale 

Finanze comunali .... 

Servizi d'igiene 

11 Lazzaretto e la Sterilizzatrice 
Cimitero comunale .... 
Macello pubblico e mercato coperto 
Acquedotto comunale 
Servizio delle affissioni 
Istruzione pubblica .... 
Allargamento di Vie - Tombinatura 
Servizi comunali diversi - Dati statistici 



Pag. 7 

. 13 
15 
23 
28 
34 
35 
37 
41 
43 
47 
48 
57 
59 



;; 
ti 



LA BENEFICENZA PUBBLICA E PRIVATA. 

L'Ospedale Civile 

Le Opere Pie amministrate dalla Congregazione di Carità 

Comitato " Pro Scrofolosi „ 

L'Ospizio privato Melzi 

La Società Operaia " La Previdenza ...... 

MONUMENTI - CHIESE - UOMINI ILLUSTRI. 

La Chiesa di S. Magno 

Le altre Chiese 

Il monumento commemorativo della Battaglia di Legnano 

11 castello Cornaggia 

Le lapidi commemorative ....... 

Uomini illustri 



61 
66 
70 
71 
73 



75 
81 
85 
89 
90 
91 



LE ISTITUZIONI PRIVATE DI COLTURA E DI EDUCAZIONE FISICA. 



Il Tiro a Segno 

La Società " Pro Legnano „ 

I bagni pubblici 

La palestra ginnastica 

L'Asilo Infantile. 

Le Scuole e l'Asilo Melzi. 

L'Università - Biblioteca Popolare 

Corpo Musicale Umberto I. 



95 

96 

97 

98 

99 

102 

102 

103 



129 — 



LE INDUSTRIE. 

Origini ed infanzia Pag. 105 

L'industria cotoniera n 106 

Industrie metallurgiche e meccaniche „ 114 

Industrie diverse ,,121 

Dati riassuntivi sulle industrie f n 123 

DUE PAROLE AI LEGNANESI ,,127 



— 130 — 



BRIGHAM YOUNG UNIVERSITY 



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